Un Molière “corsaro” approda a Milano

Il signor di Pourceaugnac (photo: teatroi.org)
Il signor di Pourceaugnac (photo: teatroi.org)

Il signor di Pourceaugnac (photo: teatroi.org)

Un impianto essenziale, cinque pannelli mobili e mossi da altrettanti personaggi. Tele dipinte che sembra pittura fresca rappresentano le abitazioni affacciate sui vicoli di Napoli. Sono gli occhi della città puntati sullo straniero, venuto a prendersi in moglie la figlia di Oronte Esposito Passalacqua. Ma il principe di Bratislava non sa che la bella Giulia è innamorata, ricambiata, di un coetaneo che farà di tutto per tenersela. Ci si aspetta un chiarimento tra uomini, un duello. No. “Il signor di Pourceaugnac, farsa minore da Molière”, scritta nel 1669, chiese la soluzione ai giochi ed equivoci della comédie-ballet.
A Emanuele Valenti però non bastava, e il giovane regista napoletano ha provato a portare il personaggio francese a Scampìa. Il risultato, “Il signor di Pourceaugnac” messo in scena dai ragazzi di Punta Corsara, dopo il felice debutto allo scorso Napoli Teatro Festival, ha inaugurato la nuova stagione del Teatro i di Milano.

Un banco di prova ambizioso, e non facile, quindi traguardo importante per quella ventina di ragazzi che, dopo un percorso triennale di formazione con Marco Martinelli al Teatro Auditorium di Scampìa, dal 2009 sono i “corsari” attori, organizzatori e tecnici guidati appunto da Valenti.
Dopo la tournée nazionale con “Fatto di cronaca” di Raffaele Viviani a cura di Arturo Cirillo, Valenti, che dall’inizio del progetto ha seguito Martinelli come assistente, si è messo in gioco nelle vesti di regista, alle prese con la tradizione delle commedia all’italiana.

E funziona. Il suo “signor di Pourceaugnac” è summa teatrale, in poco più di un’ora. Usa le maschere della Commedia dell’Arte, accanto a quelle bianche del mimo; cita Totò, lo tien in compagnia di Peppino, ma anche del servo Pulcinella e dei ragazzi della Napoli di oggi.
Ma non basta accumulare ingredienti e quantità. L’ingrediente speciale di Punta Corsara è l’essenziale, in giusta dose. Saper riconoscere il quanto basta per mescolare ingredienti diversi in modo da non avvertire l’accostamento dei sapori, e godere di un gusto speciale. Digeribile seppur pieno, nuovo anche se fatto seguendo le ricette della tradizione. E non importa se il finale esagera, se finisce a torte in faccia o con il balletto pop, dei popolani. Succede, la prima reazione passa, e tutto appare lecito, se non fino in fondo giustificato, sicuramente concesso. Perché è Napoli?

“Napoli è tante cose, e molti sono i motivi per cui la si può amare o meno, ma soprattutto è una grande capitale, e ha una stupefacente capacità di resistere alla paccottiglia kitsch da cui è oberata, una straordinaria possibilità di essere continuamente altro rispetto agli insopportabili stereotipi che la affliggono” affermava Elsa Morante. Cliché che sono ottimi trampolini comici, ma anche frutto di preconcetti. Stampini più o meno sopportati dagli stessi napoletani; nel dubbio, ostentati. In questo caso messi in scena.
“Il signor di Pourceaugnac” di Valenti sa dare la giusta forma teatrale ai simboli che fanno di una città materia spettacolare. Non era compito facile. Scampato il rischio dell’ovvio, ora il gruppo potrebbe mettersi in gioco con qualche testo lontano dal porto sicuro di Napoli. Del resto, si fanno chiamare corsari.

Il signor di Pourceaugnac, farsa minore da Molière
regia: Emanuele Valenti
produzione: Punta Corsara – Fondazione Campania dei Festival
con: Christian Giroso, Tonino Stornaiuolo, Valeria Pollice, Pasquale De Martino, Giuseppina Cervizzi, Gianni Rodrigo Vastarella, Vincenzo Nemolato, Mirko Calemme
traduzione e adattamento: Antonio Calone, Emanuele Valenti
scenografie: Francesco Avolio, Roberto Carro
costumi: Daniela Salernitano
assistente ai costumi: Francesca Traverso
musiche originali: Marco di Palo
disegno luci: Gianni Staropoli
aiuto regia: Antonio Calone
durata: 1h 10′
applausi: 2’

Visto a Milano, ex Paolo Pini, il 1° ottobre 2010

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