Napoli Teatro Festival 2012, fra polemiche e leggerezza

Kevin Spacey interpreta Richard III per la chiusura del Napoli Teatro Festival Italia 2011

Kevin Spacey nei panni di Richard III per la chiusura del Napoli Teatro Festival Italia 2011 (photo: Manuel Harlan ©)

Numerose le polemiche che accompagnano sul nascere anche la quinta edizione del Napoli Teatro Festival Italia, diretto come lo scorso anno da Luca De Fusco, già accusato di essere contemporaneamente direttore artistico del festival e del Teatro Mercadante, lo Stabile partenopeo, oltre che di percepire, nel complesso delle sue funzioni (anche di regista), un compenso decisamente “abbondante”.

La conferenza tenutasi la scorsa settimana a Roma, nella sede della Regione Campania, si apre sulla scia di queste polemiche a stento sedate, nell’intento di difendere il lavoro del direttore e soprattutto la qualità dei risultati ottenuti.
Il programma che viene presentato, in cui spiccano nomi come Bob Wilson, Peter Brook ma anche Antonio Latella, sembra ricco ed interessante, gli scenari in cui il festival si svolgerà senz’altro magnifici. Ma nel momento in cui si concentrano tanti soldi (5 milioni di euro per questa edizione, come specifica in conclusione lo stesso De Fusco) in un solo evento, soprattutto dopo un’edizione come quella 2011, è praticamente normale che l’attenzione si trasformi in polemica, vista anche la situazione economica in cui versano le piccole e medie compagnie italiane.

Tornando alla conferenza stampa, l’intento della rassegna – ha spiegato il direttore artistico – è fare di Napoli un punto di riferimento per il teatro e la cultura nazionali e internazionali, un obiettivo che non nasconde l’aspirazione di poter arrivare prima o poi ad equipararsi al grande Festival di Bogotà, che si sta svolgendo in questi giorni e che costituisce da decenni una fondamentale vetrina internazionale per le compagnie di tutto il mondo.

Questa quinta edizione del Napoli Teatro Festival sarà interamente ispirata al tema della leggerezza, una leggerezza che, evitando lunghe e faticose maratone per gli spettatori, tolga peso – come spiega De Fusco parafrasando Calvino – senza per questo perdere in profondità.
Ampi scenari marini verranno sostituiti alle ambientazioni nella Napoli sotterranea e buia dell’anno scorso, molti gli spettacoli ambientati proprio a picco sul mare, restando ferma la volontà di far riscoprire attraverso il festival luoghi poco conosciuti della città, come ad esempio il Parco archeologico di Pausilypon a Coroglio.
Durante i 24 giorni del festival, le circa 110 rappresentazioni si muoveranno infatti in 17 luoghi diversi fra teatri tradizionali, strade di Napoli, bus e appartamenti, come in “Napoli. Interno. Giorno. Visioni oltre… ed altre di una città”, spettacolo itinerante di Marco Luciano e Carmine Borrino.   


Il festival, che sarà inaugurato il 6 giugno al Teatro San Carlo con un concerto della cantante Noa dedicato alla musica napoletana, si svolgerà dal 7 al 24 giugno, per poi proseguire a settembre, dal 25 al 30.
Molti i grandi nomi internazionali presenti nel programma, in particolar modo segnaliamo Robert Wilson e Peter Brook che, impegnandosi inoltre in progetti biennali che dovrebbero sfociare nel 2013 in prime assolute, rispettivamente apriranno e chiuderanno l’edizione.
Robert Wilson, al Teatro Mercadante il 7 giugno, presenterà in prima italiana “The Makropulos Case”, spettacolo musicale tratto da una commedia dello scrittore boemo Karel Čapek, che sarà recitato in ceco con sopratitoli in italiano e in inglese.
Chiuderà invece la sessione di giugno Peter Brook con “The Suit”, sempre al Mercadante, in prima italiana e già in questi giorni in scena al Théâtre des Bouffes du Nord di Parigi. Lo spettacolo, rielaborazione in chiave musicale di “Le Costume”, è tratto dall’omonimo racconto dello scrittore sudafricano Can Themba, e si presenta come un omaggio alla cultura sudafricana.
Tra i protagonisti del week-end di apertura anche Vetrano e Randisi con “Che fine ha fatto baby Jane? Come stelle nel buio”.

L’attenzione alla scena internazionale si rivolge quest’anno in particolar modo a due Paesi: l’Argentina e Israele. Del primo verrà presentata la scena teatrale, piena di innovazioni sia in ambito drammaturgico che registico, grazie a cinque spettacoli di tre differenti registi: Claudio Tolcachir, di cui andrà in scena una sorta di maratona di tre spettacoli, Romina Paula e Daniel Veronese, prima drammaturgo e poi regista, divenuto una delle figure di riferimento del teatro argentino di Buenos Aires nel periodo della post-dittatura.
Poi Israele e la sua danza, molto fisica, erotica e mai volgare, come tiene a sottolineare De Fusco; andranno in scena in particolare la Vertigo Dance Company con due spettacoli, Kibbutz Contemporary Dance Company e Dafi Altabeb.

Non mancherà l’attenzione alla realtà napoletana. Fra i numerosi spettacoli presenti all’interno del cartellone segnaliamo la messinscena de “Il Vantone” di Plauto nella traduzione di Pier Paolo Pasolini per la regia di Arturo Cirillo, il 17 e il 18 giugno al Teatro Pausylipon; “Yo, el heredero”, messinscena spagnola del testo di De Filippo “Io l’erede”, per la regia di Francesco Saponaro; “‘E feste a mmare” ispirato a “Napoli in frac” di Raffaele Viviani, con la drammaturgia e la regia di Antonella Monetti, ambientato su una barca che arriverà nella rada di Nisida, trovando il pubblico ad assistere allo spettacolo dal molo. Ancora sul mare sarà la lettura dell’“Isola di Arturo” di Elsa Morante fatta da Licia Maglietta, che, come sottolinea ancora De Fusco, si troverà a parlare dell’isola di Procida guardandola in lontananza dagli scenari del Teatro Odeion.

Nella seconda sessione di settembre andrà in scena l’“Antigone” riscritta da Valeria Parrella per la regia dello stesso De Fusco al Mercadante, insieme a “C’è del pianto in queste lacrime”, spettacolo ispirato a “Lacrime Napulitane”, con la drammaturgia e la regia di Antonio Latella e, “Tai-ka-ta”, ispirato alla vita di Eduardo De Filippo, pur non basandosi, come specifica il regista nonché curatore del testo Enzo Moscato, su nessun dato reale.

Numerosi infine i progetti e i concorsi organizzati; torna ad esempio l’E45 Napoli Fringe Festival, in cui verranno selezionate 30 giovani compagnie che andranno in scena a Napoli nel 2013, e il premio Le maschere del teatro, con le selezioni a maggio a Roma e la serata finale (in diretta su Rai1) al San Carlo di Napoli.
 

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  • Letta ha detto:

    Purtroppo la promozione ha evitato la pubblicità reale, favorendo solo ed esclusivamente quella su internet.
    La causa è dovuta a XXXXXX, legato a XXXXXX, ma che vive all’estero perché in pericolo di vita in Italia. Una figura calata dall’alto che riesce a tenere a bacchetta XXXXXX, che umiliato fa buon viso a cattivo gioco. MediaXXXXXX significa “mischiare i canali pubblicitari”, per non fare errori macroscopici come quelli di XXXXXX, vero cancro del marketing m

  • klp ha detto:

    Gentile lettore, le accuse che lei riferisce nel precedente commento, con tanto di nomi e cognomi (ma rimanendo, lei per primo, in anonimato), andrebbero forse indirizzate ad altra sede o per lo meno con specifiche maggiori e sviscerando fino in fondo tutti i nomi in gioco e le ipotetiche ‘manovre’.
    Non possiamo ritenerci responsabili di accuse non verificate, fatte da un lettore anonimo, senza conoscere a fondo la situazione. Da qui, per la tutela del giornale, la censura dei nomi da lei tirati in ballo.

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