Natura Dèi Teatri 15: di materie e illusioni

Naoko Tanaka, Unverinnerlicht
Naoko Tanaka, Unverinnerlicht

Di cosa è fatto il tempo? Di nulla, il tempo non esiste. È un illusione, il tempo siamo noi.

La materia del tempo come oggetto di indagine è stato il tema della ventesima edizione di Natura Dèi Teatri, festival di arti performative di Lenz Fondazione a Parma, da poco concluso.
Dopo un triennio impegnato sugli echi filosofici di Gilles Deleuze, il nuovo progetto triennale si concentra sull’opera dell’artista visivo Richard Serra, e il tempo diverrà il fulcro della ricerca nei linguaggi della creazione contemporanea.

Natura Dèi Teatri, grazie alla sua vocazione per la cultura performativa internazionale, si distingue nella sua unicità di proposte spesso appositamente create per il festival, divenendo occasione rara per seguire artisti e ideazioni altrimenti poco o niente circuitati tra gli eventi teatrali italici.

Abbiamo seguito due debutti di altrettanti performer forestieri, Naoko Tanaka e Tim Spooner. I due artisti dall’estrazione e dall’astrazione diversa, ma entrambi scaltri manipolatori di ambienti e linguaggi, fanno dell’ibridazione tra arti visive l’accumulo con cui armonizzare materiali e azioni sceniche.

Naoko Tanaka studia pittura e arti visive all’Università di Tokyo prima di trasferirsi in Germania nel 1999.
La combinazione di luci, suoni e macchinazioni di oggetti sono la sua coreografia per smarrirsi in mondi e poetiche interiori. “Unverinnerlicht” è un passaggio verso una dimensione di ombre migranti e presenze sussurrate, un dispositivo scenico che traduce memorie e riverberi emotivi in una foresta di entità di legno e visioni deformate.

Tanaka crea tutto ciò con una sorta di giostra mutevole, un telo che avvolge la scena in un continuo movimento circolare, su cui un costante incastro di penombre proietta immaginifiche introspezioni. Gli elementi scenici sono attori silenti che creano un dialogo fluttuante tra l’aria e il tempo, esplorando un flusso di illustrazioni dipinte dalla luce e dalla musica in una partitura di accostamenti tra il sensoriale ed il tangibile. Come novella Alice Naoko Tanaka compie un viaggio in un paese delle meraviglie che dà forma a un museo esistenziale di esperienze in divenire.

Tim Spooner (photo: Olivia Beasley)

Tim Spooner (photo: Olivia Beasley)

L’attraversamento di piani multipli interdisciplinari è l’idea che governa anche il lavoro di Tim Spooner. Artista londinese che si muove tra pittura e spettacoli dal vivo, colleziona burattini e sculture per poi metterli in scena in una decostruzione sistematica di materie, suoni ed elettricità.

Frutto di una non inedita residenza al festival, “Unfinished Interior” è una creazione realizzata ad hoc in prima assoluta, un allestimento che riconfigura gli spazi post industriali di Teatro Lenz in un microcosmo cinetico di sonorizzazioni e materie come liquidi, gas, o particelle.

Spooner si veste di un pigiama a cui collega comandi a distanza che permettono di muovere e interagire con una distesa di oggetti e dettagli, animati e manipolati come creature che compongono un variegato organismo meccanico. Come un folletto si addentra in un universo nevrotico di marchingegni alieni, tavoli che vibrano, artefatti che crollano, sostanze che cadono dall’alto o pannelli che vanno in fumo. Sembra intrappolato dalle sue stesse azioni e sequestrato dalle sue stesse creature, un internato nello stesso sistema materico di cui si è avvolto.

È una performance che non dimentica un approccio ironico-ludico alla forma di rappresentazione, ma che non manca di una sua poetica straniante e quasi ipnotica, dando consistenza e concretezza a studi e ricerche sulle evoluzioni grammaticali dello spettacolo vivo, oltre che dal vivo.

Tim Spooner e Naoko Tanaka cercano percorsi, mappe, o anche semplici tracce di altre esperienze emozionali, congiungendo polarità a volte opposte di un operare artistico vocato allo spostamento, se non all’annullamento, dei confini che contengono i concetti stessi di teatro e arte visiva.

Unverinnerlicht
Concept, scenografia, sculture, performance Naoko Tanaka
Collaborazione musicale Luca Fogagnolo
Collaborazione drammaturgica Adam Czirak
Direttore tecnico, Allestimenti Thomas Lehmen
Luci Felix Grimm
Prodotto da Naoko Tanaka
Co-produzione PACT Zollverein Essen, SOPHIENSÆLE

durata: 48′
applausi del pubblico: 1′ 29”

Unfinished Interior
Performance e creazione Tim Spooner
Produzione Lenz Fondazione per ND’T 015 progetto residenza

durata: 38′
applausi del pubblico: 40”

Visti a Parma, Teatro Lenz, il 2 dicembre 2015

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