Nel cuore di Drodesera 2013

Drodesera 2013

Drodesera 2013Trentatre anni ma non li dimostra Drodesera, il tradizionale festival che si raccoglie ogni anno, a fine luglio, in una centrale elettrica divenuta palcoscenico alle porte del piccolo paesino di Dro, per presentare il teatro performativo più audace ed intrigante del panorama italiano (e non solo).

MEIN HERZ, il mio cuore, è quest’anno lo slogan che lo contraddistingue e che, dal 26 luglio al 3 agosto, rappresenta il suo programma. Perché, come anticipa la presentazione di Dino Sommadossi e Barbara Boninsegna, direttori artistici della manifestazione, il festival deve muoversi “per diventare un organo vivo, un cuore pulsante al centro di una programmazione eterogenea nella quale forze diverse e contrastanti fanno circolare il sangue, riempiendo il centro di quel corpo cavo, ampio e spazioso che è il mondo delle arti dal vivo”.

E non è un caso che la quasi totalità dei lavori presentati sia coprodotta da Centrale Fies: a partire dai nomi più celebri, i Motus, che presenteranno la loro particolarissima versione della “Tempesta” scespiriana (domani su Klp la lunga videointervista a Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande, con immagini dallo spettacolo) fino a Ricci/Forte e Antonio Latella, quest’ultimo presente con il debutto di  “A.H.”, riflessione sull’essenza del male.
E poi l’artista forse più intrigante di questi ultimi anni, Alessandro Sciarroni, che in “Untitled” proporrà una singolarissima riflessione sull’arte della giocoleria, prima parte di una trilogia sulla ricerca dei concetti di sforzo, costanza e resistenza.

Non mancheranno anche le ultime creazioni di alcuni artisti della Factory di Dro: Francesca Grilli, Pathosformel, Teatro Sotterraneo con il loro originale “Be Legend”, sorta di docu-fiction a puntate che ripensa l’identikit infantile di alcuni personaggi storici o dell’immaginario divenuti leggenda (si comincia con Amleto e Giovanna d’Arco per continuare con Hitler e Il Che); insieme a Codice Ivan e alcune delle novità più fresche ed intriganti del panorama nazionale come Quiet Ensemble e Mara Cassiani.

Uno sguardo e una cura particolari sono stati riservati poi ai trentini Mali Weil, che elaborano una nuova idea di concept-store in collaborazione con l’interior e product designer Liviana Osti e l’architetto Luca Bertoldi, anch’essi trentini; al cantautore di nuova generazione P o P_X e all’artista visivo altoatesino Michael Fliri. Artisti che mescolano senza soluzione di continuità i linguaggi e disgregano senza timori i confini di genere.

Della partita sarà anche la Socìetas Raffaello Sanzio con Romeo Castellucci, che riceverà il Leone d’Oro alla Carriera a Venezia il prossimo 2 agosto. Ritorna a Dro, dopo lo scorso anno, l’umorismo magico di Philippe Quesne/Vivarium Studio.
Altro ritorno infine per CollettivO CineticO, compagnia ferrarese che si sta affermando tra le migliori proposte nel campo della performing art in Italia, che porta nove ragazzi in scena in uno spettacolo-documentario sui teenager.

La grande novità di questa edizione saranno  le tre serate centrali, nelle quali gli ambienti di Fies si apriranno ad altrettante realtà italiane ed europee che ne abiteranno integralmente la programmazione.
Lunedì 29 luglio toccherà a Codalunga, innovativo polo del contemporaneo creato a Vittorio Veneto da Nico Vascellari, di ritorno dalla straordinaria collaborazione con Robert Wilson e Marina Abramovic. I protagonisti della serata saranno Cesare Feudi e La Belva Psicadelica, GGP, Sissy Biasin, Ninos Du Brasil.
Martedì 30 sarà la volta delle performance di Francesca Banchelli, Valentina Curandi / Nathaniel Katz, Sabina Grasso, Giovanni Morbin, Serena Osti, Luca Pucci / Franco Airaudo / Emanuele De Donno, Anne Sophie Turion, finalisti di Live Works_ performance art award, un premio per le arti performative nato quest’anno dalla collaborazione di Centrale Fies e il centro di documentazione milanese Viafarini Docva: una giuria di addetti ai lavori sceglierà il vincitore dalla rosa dei cinque progetti, selezionati a partire dai 285 pervenuti e ospiti della Centrale in residenza creativa nel periodo precedente la premiazione.
Mercoledì 31 luglio sbarcheranno a Fies da Vienna gli artisti di Brut, tra i centri per la produzione di performing art più all’avanguardia del continente: in programma tre prime nazionali con Florentina Holzinger & Vincent Riebeek, Barbara Ungepflegt, Michikazu Matsune e il ritorno in Italia di Zachary Oberzan, membro del collettivo newyorkese Nature Theater of Oklahomae, autore di “Your Brother. Remember?”.

L’artista ormai di casa a Dro Francesca Grilli abiterà infine la Galleria Trasformatori, fulcro della Centrale, alla ricerca della disciplina ‘teatrale’ che viene custodita tra le sue pareti, esaminandone l’anatomia strutturale e considerandola come un corpo vivo nel quale le pareti diventano l’ossatura, le luci la pelle, le tende le palpebre che chiudono e svelano la visione.

In tutto saranno oltre 50 artisti, 35 lavori (di cui ben 23 prodotti da Centrale Fies), 12 prime nazionali, per una full-immersion da non perdere nelle nuove frontiere della creazione contemporanea.

Nel Parco della Centrale, come sempre, ogni sera un dj set animerà il dopo-spettacolo del festival, insieme alla presenza ormai fissa di alcune delle migliori realtà del panorama enogastronomico locale, che permetteranno al pubblico di conoscere ed apprezzare ulteriori prodotti del territorio.

14 Comments

  • Gino ha detto:

    “Intrigante” grafica d’ispirazione nazista. Complimenti, questo si che è nuovo!

  • Virginia ha detto:

    Ciao Gino! Questa immagine vuole essere riflessione proprio sull’essenza del male, visti i temi trattati all’interno della programmazione, che non lasciano dubbi alcuni. Ci piacerebbe pian piano togliere a un’immagine/immaginario il suo potere, stravolgerlo, decontestualizzarlo
    , e riappropriarsi di un font, molto usato anche nella musica! Il festival è molto bello. Vienici! Virginia

  • Gino ha detto:

    Wow! Cool!
    Forse hai ragione! Forse quell’immagine non è fortemente ambigua come pensavo, ma semplicemente brutta (e il font un tantino obsoleto, esattamente come AC/DC, Motorhead e hell’s angels con l’elmetto nazi).
    Viva la svastica! (Che come tutti sanno è simbolo celtico e bisognerebbe riappropriarsene).

  • Mario Bianchi ha detto:

    Ma ancora una volta Cattelan non è servito a nulla. Nell’arte l’oscenità è dai tempi di Goya nell’occhio di chi la vede.

  • Pippo ha detto:

    Aoooo Gino! Sei un vecchio!

  • Gino ha detto:

    E’ bruttooo. Gne gne gne gne.

  • Virginia ha detto:

    Gino, non avrai il mio scalpo :))))) Al limite una birretta se passi di qua e ti fai riconoscere. Ma ti avverto: scriverò degli ipotetici ruoli lavorativi in una busta chiusa che consegnerò a un notaio. Se il tuo profilo corrisponderà a uno dei due elencati sarai costretto a tauarti il mio nome in gotico mentre ripeti ad alta voce “sono cool sono cool sono cool sono cool”.

  • Pippo ha detto:

    Gino! E basta! Fatti un valium!

  • Gianluigi ha detto:

    Cataloghi e manifesti di Fies sono ineguagliabili edizione dopo edizione. Come la la comunicazio FB Quest’anno non ho ancora visto il cartaceo e sono proprio curioso . Avanti così ragazzi!

  • clara ha detto:

    posto unico al mondo scoperto per caso cinque anni fa quando avevano collaborato col grande ray caesar! pubblicità di quest’anno con leoni appena vista in città di fronte alla stazione è una bombaaa

  • Gino ha detto:

    Un saluto ed un grazie alla gentile Vinginia.
    A tutti gli altri dichiaro la mia resa.
    Ok, mi arrendo, siete troppo forti, un manipolo armonico e micidiale!
    Ammetto la sconfitta su tutti i fronti, sia quello intellettuale (i riferimenti a Goya e Cattelan, ovviamente per me inarrivabili, mi hanno steso), sia quello della forza bruta (ho preso il valium come mi è stato giustamente ed elegantemente consigliato).
    Va da se che, ritirandomi con la coda tra le gambe, non verrò più su questa pagina, dunque, nel caso vi fosse qualche altro armato che vorrà mettermi in riga, potrà farlo di persona, domani sera alle 18 in piazza della Radio a Roma.
    Sono quello con la t.shirt con su scritto “Troppo tardi per morire giovane”.
    Vi abbraccio e vi abbraccerò anche domani sera.

  • Mario Bianchi ha detto:

    Invece caro Gino i dubbi servono..e come se servono…..

  • Pippo ha detto:

    Madooooo Gino come te la prendi. Io volevo dire che è solo un festivval. Mica un affaire di sicurezza nazionale. E chissenefrega non ce lo mettiamo???? Commenta la grafica del governo Letta…

  • Virginia ha detto:

    Gino lo ammetto: in fondo mi manchi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *