Teatro, o del con-fondersi con i “padri”.

A fine gennaio si terrà il “secondo movimento” del Nobodaddy con David Batignani, la Compagnia Sandro Lombardi e Teatro di Dioniso.

Ripartirà a gennaio il Nobodaddy, progetto sulla scena contemporanea a cura del Teatro delle Albe/Ravenna Teatro che, dopo un ricco prologo e un primo movimento dedicato ad alcune  produzioni artistiche europee, si concentrerà sulla sconfinata relazione dell’arte con il sacro, con il “padre”, e con il fuori da sé. Un’indagine sempre attuale e viva, una questione aperta e mai pacificata che apre squarci e problematiche differenti declinandosi in molteplici forme e prospettive.

Il primo appuntamento è quello con David Batignani e il suo Assolutamente solo [uno spettacolo di trasformismo] – in scena al Teatro Rasi venerdì 21 gennaio alle 21 – un lavoro dove il rapporto intimo e toccante tra padre e figlio si svela nella dinamica del doppio. In scena il giovane attore-autore toscano con il padre Mario, in un rapporto misterioso e magico di finzione, dove i due si alternano i ruoli e, attraverso ironici ed eleganti giochi di trasformismo, ricreano un luogo di relazione familiare e di somiglianza. Non il tradizionale doppio orizzontale, di personaggi speculari e opposti, ma una sorta di duplicità verticale, animata dalla tensione di figure separate dal tempo, dall’età, dall’esperienza. Uno spettacolo delicato e poetico che percorre il cammino della finzione per giungere a un traguardo di verità.

Sandro Lombardi e Federico Tiezzi si confrontano invece con I promessi sposi alla prova di Giovanni Testori, dove il caustico autore-poeta fa del romanzo manzoniano uno specchio in cui riflettere gli smarrimenti e le pesti della nostra epoca: il degrado dell’ambiente, l’indurimento dei cuori, l’omologazione delle coscienze e la chiusura alla diversità. L’universo di Testori è un cammino spinoso e dolce, intriso della parola degli umili, dei diseredati, di coloro che identificano la vita con il rispetto del prossimo per comporre parabole insieme sceniche e morali, dove ai temi di riflessione sul teatro si mescolano i grandi motivi manzoniani della pietà, della grazia e della Provvidenza. Lo spettacolo – in programma anche nella Stagione di Prosa – andrà in scena da giovedì 27 a domenica 30 gennaio al Teatro Alighieri (alle 21, la domenica alle 15.30).

A chiusura di questo secondo movimento andrà in scena – lunedì 31 gennaio alle 21, nel particolare contesto della Basilica di San Francesco – Teatro di Dioniso con La passione secondo i nemici. Il testo di Luca Doninelli – diretto e interpretato dall’attore e regista Valter Malosti – apre a una prospettiva singolare il racconto delle ultime ore di Cristo. I suoi nemici Pilato, Erode, Caifa (rispettivamente i rappresentanti del potere civile, imperialista e locale, religioso) appaiono in vario modo responsabili della sua morte. Ma la loro iniziale superbia, sorretta da ragioni di stato e di convenienza, è un’impalcatura destinata a sgretolarsi rivelando tutta l’umana fragilità.
Nello stesso giorno si terrà l’incontro Sembra che Dio crei in questo modo: “fa” meno le cose di quanto “faccia sì che si facciano”, cui parteciperanno Luca Doninelli (scrittore, studioso e saggista), Sandro Lombardi, Marco Martinelli e Angelo Nicastro (direttore artistico della Fondazione Ravenna Manifestazioni). Alle 17.30 al Teatro Rasi.


Per informazioni 0544/36239 oppure www.ravennateatro.com/nobodaddy

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