Non dire falsa testimonianza: 3° atto di imbrogli per MO.Lem

Tricher 3 di MO.Lem

Tricher 3 di MO.Lem (photo: Alessandro Bosio)

Ciò che più vale la pena di sottolineare di “Tricher”, progetto del gruppo torinese MO.Lem, è il suo carattere di lavoro in divenire, che si alimenta e vive dalla forza, creativa e umana, ideologica e fisica, delle diverse formazioni ed esperienze coinvolte nel gruppo.

Dopo aver lavorato a “Tricher” (maggio 2010) e “Tricher 2_La prova della non menzogna” (febbraio 2011), MO.Lem (Movimento Libere Espressioni Metropolitane) ha presentato per la prima volta al pubblico milanese “Tricher 3_non dire falsa testimonianza”, terzo passaggio di un format cui attualmente partecipano le compagnie torinesi Anticamera Teatro, Chi per Es Teatro, Ivaldi|Mercuriati, l’attrice Chiara Cardea, e a cui si è aggiunto Grimaco Movimenti Umani.

Il risultato è uno spettacolo in cui l’azione danza con l’interpretazione teatrale e il quadro narrativo muta con la scenografia. Il valore aggiunto dello spettacolo sta nella drammaturgia, fatta sua e particolare, trovata a partire dal mix di linguaggi, frutto quindi della convivenza di prospettive, forme e funzioni diverse di danza, teatro, musica e video, declinata poi in un procedere narrativo che mantiene il suo centro nella presenza del corpo, protagonista spesso ironico e surreale, scelto, usato e adattato “in funzione di” un tema cardine e dei suoi sotto-temi più attuali e urgenti.

“Tricher”, in italiano menzogna/imbroglio, si interroga infatti sulla differenza tra non dire la verità e mentire, e questo terzo capitolo analizza le testimonianze, di ogni tipo e per ogni età, che si incontrano sulla sottile linea di confine tra le due realtà.
Si parte dai racconti dell’infanzia, da un Cappuccetto rosso carnefice e non vittima, sino ad arrivare alle favole contemporanee, che oggi chiamiamo ad esempio mutuo (per alcuni quasi una leggenda), o guerra, dove Oriente e Occidente potrebbero essere due squadre di soft air, passione del fine settimana in cui si gioca alla violenza.

I temi affrontati sono aggiornati in base alla cronaca, sociale e politica, fino al momento della rappresentazione, con esempi e citazioni per niente inventati. Ogni idea, rielaborata in funzione scenica, è portata avanti con coerenza grazie alla buona composizione del gruppo.

Tuttavia non si può evitare di notare certi espedienti scenici già visti (ad esempio il microfono con il supporto ma lasciato a terra, usato per le comunicazioni di servizio al pubblico), e si fa fatica a percepire complessivamente la novità, la scossa, quando cinque attori rappresentano la crisi economica, la precarietà e l’illusione lavoro, ricorrendo al surreale per esprimere il reale. Così come non basta fare riferimento alla religione corrotta, al perbenismo a tutti i costi, all’orgoglio gay, all’allontanamento del diverso: forse non è sufficiente aggiornare la data e citare le notizie del giorno, se poi si ricorre alle immagini e alle formule di ciò che ormai è codificato come genere. E allora è probabile che non serva allestire lo spettacolo in spazi non teatrali per costruire un rapporto più diretto col pubblico, e neppure dargli un cartellino all’ingresso, chiedendogli poi di rispondere in base al colore di quel tagliando, per farlo partecipare.
“Mainstream” chiosa al termine un adolescente in sala a Milano.

TRICHER 3_non dire falsa testimonianza
di MO.Lem (Movimento Libere Espressioni Metropolitane)
coordinamento e regia: Marco Ivaldi, Marco Monfredini e Francesca Tortora
con: Chiara Cardea, Roberta Maraini, Silvia Mercuriati, Salvo Montalto, Elena Pisu
direzione tecnica: Andrea Sancio Sangiorgi
distribuzione, organizzazione e ufficio stampa: OffRome
foto di scena: Alessandro Bosio
riprese e montaggio video: Giulia Gobbi e Francesco Dinolfo
durata: 1h 10′
applausi del pubblico: 1′ 10”

Visto a Milano, Zona K, il 7 aprile 2013


 

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