Non ho l’età: Riserva Canini lungo i sentieri del Tempo

Non ho l'età (photo: Luana Giardino)
Non ho l'età (photo: Luana Giardino)

«Le sento più vicine le sacre sinfonie del tempo / con un’idea: che siamo esseri immortali / caduti nelle tenebre, destinati a errare; / nei secoli dei secoli, fino a completa guarigione».

“Non ho l’età” di Riserva Canini, lavoro di Marco Ferro e Valeria Sacco presentato al Vimercate Ragazzi Festival e interpretato da Manuela De Meo e Pietro Traldi, richiama, per la dimensione del tempo e del sacro, un Battiato d’annata.

La filigrana va dalla mitologia classica a Sant’Agostino e Shakespeare. Implicazioni esistenziali, sfumature filosofiche e componenti simboliche ne fanno un’opera complessa. O forse no. Perché per accostarsi a “Non ho l’età” occorre soprattutto una fantasia che si apra a suggestioni oniriche. Ecco il motivo per cui quest’opera si rivolge in primis a bambini dai sei anni in su.


Pochissimi gli ingredienti scenici: un gomitolo di corda, il buio, la musica follemente lucida del francese Pascal Comelade, irriverente come un film di Almodovar.
In scena due sagome nere sgualcite. De Meo e Traldi hanno un rapporto speciale con l’intimità. Ritroviamo qui la stessa oscura complicità, gli stessi bagliori lunari che avevamo apprezzato in “Lontano blu”, loro lavoro sui Novissimi di qualche anno fa, prodotto da Sementerie Artistiche.
In “Lontano blu” una pioggia di parole, qui i silenzi: solo voci fuoricampo di ragazzini in gioco, di un uomo, di una donna. La mente è macchina del tempo che tratteggia dialoghi interiori con i bimbi che siamo stati, con i vecchi che diventeremo.
Immaginazione e ricordi si susseguono come flusso di coscienza. Il soffio della vita scorre incessante. Siamo anelli di una catena impalpabile. Siamo fili evanescenti in attesa di svanire del tutto.

“Non ho l’età” è mistero, crepuscolo esistenziale, vuoto cosmico. È il legame che creiamo con chi non c’è più: «Celeste è questa corrispondenza d’amorosi sensi, celeste dote è negli umani» (Foscolo).
La performance richiama il respiro dell’universo. Il nero cosmico fa da contorno. Un gomitolo di corda si dipana come filo di Arianna a tenere le varie parti di una storia che non c’è, e se c’è si perde in mille rivoli come nella mitosi cellulare, da un singolo gomitolo se ne formano due, in una sorta di riproduzione che dà il senso della continuità.
Luci flebili. Una scheggia di luna cade sulla scena. La drammaturgia frammentata riconduce al surreale.
Il gomitolo si dipana e riavvolge, è gioco di sottili scie luminose. Si traduce in creature inermi e guardinghe: pupazzi, marionette, code di peluche come ermellini, mammiferi antropomorfi. Affiora un’espressività cristallizzata, smorfie di sacrificio, occhi spaesati, sguardi assorti che ricordano la poetica di Familie Flöz.

I protagonisti di “Non ho l’età” sono fantasmi del ciclo esistenziale, cerchio fragile che produce cortocircuiti. La vita fiorisce e ha l’aspetto di un cuscino che cade dal cielo e si schiude come un utero materno. Risuonano echi amletici. Sono tumulti delicati di un tempo bizzarro.
Un gomitolo. Il filo del mondo come ciclo di nascita, invecchiamento, morte. Lo sguardo, sommesso, sorpreso dinanzi al miracolo della vita che si ripete, e poi si trasforma lentamente in ghiaccio.
Attori, pupazzi e marionette emanano gli uni dagli altri. Interagiscono. Si fondono in una morsa poetica che è danza, accudimento, empatia. Alla fine, l’abbraccio universale dei due performer viaggia come un dipinto di Chagall oltre i terreni aridi, crea una rete di sostegni, feconda il deserto della vita.
Lo spettacolo sarà in scena anche a Campsirago (Lecco), al festival Il Giardino delle Esperidi, il 30 giugno.

NON HO L’ETÀ
Immaginato e creato da Marco Ferro e Valeria Sacco
con Manuela De Meo e Pietro Traldi
collaborazione scenotecnica Matteo Lainati
regia Marco Ferro e Valeria Sacco
una produzione Riserva Canini, Campsirago Residenza
col sostegno di Sementerie Artistiche di Crevalcore (Bo), Teatro Metastasio di Prato, Teatro delle Briciole di Parma, Teatro Comunale di Antella/Regione Toscana, Teatro del Lavoro di Pinerolo/ Regione Piemonte
Spettacolo tout public: dai sei anni
Debutto marzo 2019

durata: 50’

Visto a Vimercate, Palazzo Trotti, l’8 giugno 2019
Vimercate Ragazzi Festival

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