La Non-Scuola delle Albe tra gli studenti di Milano

La Non-Scuola
La Non-Scuola

E’ l’asino il simbolo della Non-Scuola delle Albe

La Non-Scuola del Teatro delle Albe approda al festival Da vicino nessuno è normale, promosso a Milano nell’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini (via Ippocrate 45) e organizzato dall’associazione Olinda per il terzo anno consecutivo.
Tre settimane intense sotto la guida di Alessandro Argnani, attore che, seppur giovane, è ormai uno dei capisaldi delle Albe di Marco Martinelli e Ermanna Montanari. Il laboratorio si concluderà con la messa in scena del risultato del lavoro la sera del 4 luglio, durante il festival.

Il laboratorio è aperto a ogni tipo di studente (sia per chi ha già qualche esperienza teatrale che per chi invece si cimenta per la prima volta), è gratuito e si svolgerà, a chiusura delle scuole, nella suggestiva cornice del TeatroLaCucina, ricavato negli spazi della cucina dell’ex ospedale pischiatrico. I partecipanti potranno inoltre assistere a tutti gli spettacoli e le proiezioni in programma al festival. Insomma, un’opportunità unica per iniziare in modo diverso il periodo delle vacanze scolastiche.

Era il 1991 quando il Teatro delle Albe cominciò a entrare nelle scuole di Ravenna, animandole con dei laboratori. Prima 40 studenti alla volta, poi sempre di più, fino a che la Non–Scuola ha allegramente colonizzato tutte le scuole della città. Per poi aprirsi a tutta l’Italia, fino ad espatriare in Africa.
La filosofia della Non-Scuola (per la quale siamo tutti asini) è quella del perseguire un modello non-pedante. “Asinità” è così la prima voce del Noboalfabeto di Marco Martinelli ed Ermanna Montanari. La Non-Scuola “non si va a insegnare – spiega Martinrlli – Il teatro non si insegna, e meno che mai nella non-scuola. Si va a giocare, a sudare insieme. L’unico dogma è questo: si possono strapazzare Aristofane o Brecht, ma quello che deve emergere dal lavoro scenico, attraverso Aristofane o Brecht, è la vita degli adolescenti. È compito delle guide evitare ogni pedanteria, è compito degli adolescenti prestare orecchio alle guide, le quali accenneranno alle tecniche (respiro, movimento, voce) solo nel concreto delle prove, specificando che non esiste la Tecnica in assoluto, ma solo modi diversi di servire le visioni. Non ci sono padri, non ci sono maestri nella non-scuola. Solo guide che conducono gli adolescenti verso lo spettacolo, che favoriscono il gioco. Chi sono le guide allora? Possono essere registi, ma possono anche non esserlo. Quello che li distingue è il loro “stare in mezzo”, non come acqua stagnante, bensì a dissolvere le superfici apparenti, tra gli adolescenti e la tradizione”.

Il laboratorio si svolgerà dal 14 giugno al 4 luglio dalle 15 alle 18.
Info e iscrizioni: ass. Olinda ex Ospedale Psichiatrico P.Pini – Barbara Mangano 02/66200646 – olinda@olinda.org

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