Spazi per la scena. Il Nuovo Montevergini di Palermo

Nuovo Montevergini di Palermo

Nuovo MonteverginiCamminando tra le viuzze del centro storico di Palermo ci si imbatte in meraviglie barocche e affascinanti monumenti, ma non ci si aspetterebbe di trovare un teatro in piena regola ricavato da una chiesa unica al mondo. E’ il Nuovo Montevergini, progetto realizzato dal Palermo Teatro Festival, e sorto dalla mente di Alfio Scuderi. Nella chiesa seicentesca di Santa Maria di Montevergini ecco quindi un nuovo teatro dedicato alla drammaturgia contemporanea e a progetti di alta qualità.

Duecento posti in sala, palcoscenico all’italiana e un’atmosfera difficilmente descrivibile a parole. Inaugurato come spazio teatrale nel 2005 con lo spettacolo “Il Trionfo di Rosalia” di Salvo Licata, il Nuovo Montevergini ha ora una stagione teatrale vera e propria ed è diventato la prima “casa del teatro palermitano”. Lo spazio teatrale ha infatti accanto un punto di incontro e di scambio che è in contemporanea centro di residenza artistica, in cui dodici posti letto ricavati dalle stanze dell’ex convento (totalmente ristrutturate) ospitano artisti provenienti da tutto il mondo per progetti di produzione. Le due suggestive sale prova, rimaste inviolate negli affreschi e nei decori, permettono agli artisti di esprimere tutta la  propria creatività in un luogo magico e affascinante, dove non è difficile sentirsi a proprio agio.

Alfio Scuderi e la sua squadra dirigono il Nuovo Montevergini con l’esperienza di chi si occupa di teatro da molti anni, e sono in grado di offrire professionalità ed attenzione senza perdere di vista il fulcro che dovrebbe essere sempre alla base di ogni progetto artistico: l’amore per l’arte e per la qualità del lavoro. Ideatore, con Sandro Tranchina, del Palermo Teatro Festival, Scuderi ci ha raccontato la sua avventura e di come il Nuovo Montevergini, fin dalla sua inaugurazione, sia diventato punto di aggregazione culturale e culla dell’emergente teatro palermitano. Non tutti sanno che, ad esempio, “Cani di Bancata”, lo spettacolo di Emma Dante del 2006, ha visto proprio qui il suo debutto, dopo tre mesi di intenso lavoro nelle sale dell’atélier Montevergini. Ma il creatore del Palermo Teatro Festival collabora da anni con il Comune di Palermo anche per vari altri progetti culturali, tra cui il Festino di Santa Rosalia nelle edizioni 2007, 2008 e 2009.

Nuovo Montevergini di Palermo“Ci piace lavorare per gli artisti, in simbiosi con la loro arte e il loro percorso – racconta Scuderi – Non ha senso fare teatro senza sapere cosa sia. Gli artisti non hanno mai le possibilità economiche per produrre i loro lavori, e nemmeno noi possiamo dare finanziamenti in denaro. Ma d’altra parte non avrebbe senso darli se poi le compagnie non avessero un posto per provare. Per questo abbiamo pensato alla casa teatro, che ci sembra interessante per chiunque voglia avere un luogo dove poter creare senza essere disturbato”.
E’ questo lo spirito del Montevergini. Uno spazio teatrale gestito e organizzato da chi il teatro lo fa da anni, e sa perfettamente quali sono le difficoltà del mestiere, senza remore e falsità.
L’atélier accanto alla chiesa-teatro ha un ingresso indipendente e una sala attrezzata per mostre e recital, mentre uno spazio esterno semicoperto funge da luogo di ristoro. “Il principio che ha guidato i criteri dell’allestimento del Nuovo Montevergini è fondato sul rispetto del complesso architettonico e sulla compatibilità del nuovo uso teatrale e culturale” spiega Claudia Scuderi, responsabile ufficio stampa del Palermo Teatro Festival. E in effetti tutti gli elementi aggiunti sono modulari, di facile montaggio e assemblaggio così da non comportare opere lesive della struttura architettonica.

In poco più di cinque anni il Nuovo Montevergini è diventato centro produttivo, spazio creativo e di ospitalità per artisti emergenti. Un luogo che ha visto il passaggio di nomi importanti come David Lynch, Giorgio Barberio Corsetti, Giovanni Veronesi, Marco Baliani, Davide Enia, Alessandro Haber, Rocco Papaleo, Sergio Rubini, Enrico Rava, Licia Maglietta e molti altri. Ma che mantiene il coraggio di puntare anche su artisti e gruppi giovani ed emergenti.
Entrare nel Nuovo Montevergini e nel suo atélier potrebbe essere un po’ il sogno di ogni artista. Ovunque si respira teatro. Le sale prova, gli spazi ricavati nell’ex convento, la terrazza che domina Palermo, il sottotetto allestito come un foyer fanno pensare al teatro come ad un’arte nuova, dalla tradizione antica ma mai antiquata, che si può rinnovare ogni anno. Perché il teatro possa sopravvivere ed alimentarsi di nuove suggestioni.

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  • paola ha detto:

    Forse la signora Audisio prima di scrivere questo articolo avrebbe dovuto documentarsi un po’ di più, tanto da non affermare dopo, probabilmente, che Il Nuovo Montevergini è diventato “la prima casa del teatro palermitano”. Questi toni entusiastici e “da meraviglia” non credo corrispondano con il pensiero di numerosi artisti palermitani e siciliani che giornalmente si confrontano con una realtà ben diversa.

  • Claudia ha detto:

    Cara Paola, forse la signora Audisio si è documentata e ha comunque potuto constatare che il Montevergini è la prima casa teatro a palermo e in Sicilia e che funziona abbastanza bene da poterla elogiare. Qual’è il problema se il tono risulta entusistico o da meraviglia? Credo che di certo il problema della sottovalutazione fattiva della cultura in Sicilia, come nel resto dell’Italia, sia considerevole (come sono sicura che lo crederà anche la signora Audisio), ma ciò non toglie i meriti di chi, con poco, a volte con niente, porta avanti progetti come il Nuovo Montevergini che ospita artisti a costo zero anche quando le spese superano gli introiti, che cerca di portare una programmazione giovane e innovativa anche quando il budget non lo consente, e che permette a chiunque abbia un progetto di usufruire degli spazi prova e di produzione. I numerosi artisti palermitani giornalmente sono costretti a confrontarsi con una realtà difficile, ma questo non vuol dire che dal Montevergini non si possa trarre giovamento e ristoro. Non bisogna per forza sputare sul poco che c’è solo perchè è poco. La Signora Audisio non dice “W LA ROSEA SITUAZIONE CULTURALE IN SICILIA” dice solo “bene che esistono posti così”.

  • paola ha detto:

    Ma siamo davvero sicuri che è un bene che esistano posti così? luoghi-vetrina senza progettualità? senza radici con il territorio? A mio avviso nell’articolo si esaltava troppo un luogo-teatro che in realtà non ha a Palermo un ruolo “di culla” (come invece viene scritto) per il teatro emergente e non. Non credo che gli artisti palermitani identifichino come casa ” loro” Il nuovo Montevergini.
    Sottolineavo solo come sia necessario quando si scrive un articolo essere realisti e neutrali ed evitare i toni da spot pubblicitario.
    Non ho nulla di personale con la signora Audisio tantomeno con chi fa parte della struttura del Nuovo Montevergini ma l’articolo, a mio avviso, racconta, con molta immaginazione, il ruolo che ha tale spazio teatrale in città.

  • Claudia ha detto:

    Io purtroppo stento a capire… ma non voglio essere in alcun modo polemica. Perchè siamo tutti diversi, tutti con le proprie idee. Davvero. Ma Paola, sei mai stata al Nuovo Montevergini? E per Nuovo Montevergini intendo..l’hai mai vissuto per intero? Hai mai visto uno spettacolo nel suo teatro e hai poi fatto un passaggio in Atelier? Sei mai passata anche di giorno? Su cosa si fonda la tua perplessità? Io purtroppo (o per fortuna)..sogno tanti Nuovo Montevergini e sogno che anche il teatro stabile si apra e si svecchi. Sogno che Palermo diventi una città del mondo e che si allarghi il dialogo e la cooperazione tra gli spazi, i luoghi e quindi le persone. Ma quella è un’altra storia.

  • paola ha detto:

    Si, sono stata al Nuovo Montevergini, sia di giorno, che di sera.
    Sono d’accordo con la seconda parte del tuo commento, Claudia, anche io sono per il dialogo tra i vari micro-mondi (nel teatro come in qualsiasi altro settore culturale) ma questa è davvero un’altra storia.
    Però hai ragione tu quando scrivi che siamo tutti diversi, e quindi si possono avere anche opinioni diverse sulle cose.

  • r.condomini ha detto:

    lodi al Montevergini, ce ne fossero! il problema si presetna quando poi si fanno le scelte artistiche che spesso aritistiche non sono ma funzionali a un salomonico riconoscimento di spartizione dei pani e dei pesci. leggo i cartelloni del Palermo Teatro festival e non capisco aritisticamente qual’è la linea se non quella di dare spazio un po a tutti per farsi amici un po tutti e visto che i contributi cono comunali forse è politicamente giusto che sia così. leggo in scena cose eccelse e cose che muiono un minuto dopo aver ricevuto l’ultimo applauso della mamma in sala. un po non capisco se sto dando conclusioni affrettate o meno e non so dare soluzioni … ma se si rischiasse di più forse l’eco nazionale sarebbe automatico. coraggio continuate cosi

  • silvana ha detto:

    sono di bordighera, ma dopo aver letto questo articolo organizzerò al più presto un viaggetto a palermo, non prima di aver visto la programmazione del montevergini ed aver prenotato per almeno uno spettacolo.
    WOW!!!!!

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