Nuvole Barocche: Carrozzeria Orfeo torna ai suoi debutti

Nuvole Barocche di Carrozzeria Orfeo
Nuvole Barocche di Carrozzeria Orfeo

Nuvole Barocche di Carrozzeria Orfeo

Uno dei tratti distintivi di Carrozzeria Orfeo è la profondità dell’orizzonte drammaturgico, che consente loro di spostare lo sguardo sempre oltre, anche quando si tratta di raccontare argomenti molto popolari, come la crudeltà del mondo contemporaneo (“Robe dell’altro mondo” e “Thanks for vaselina“).

In “Nuvole Barocche”, spettacolo dedicato a Fabrizio De Andrè, erano ai loro inizi, appena diplomati alla “Nico Pepe” di Udine, e con questo spettacolo ebbero la menzione speciale della giuria alla 4^ edizione del Premio Tuttoteatro.com “Dante Cappelletti”. Era il 2007.

Oggi il lavoro viene riproposto (fino al 18 maggio a Milano) e in poco più di un’ora si viene inghiottiti dalla vivacità di quelli che allora erano tre giovani debuttanti di teatro, Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti e Luca Stano, che oltre ad essere interpreti hanno curato la drammaturgia e la musica di un lavoro dal ritmo incalzante.


Attraverso dialoghi, l’uso della fisicità e il perfetto incastro psicologico ci riportano al 1979 e quella umanità sconfitta ed emarginata che popola la poetica di Faber.

In scena tre ex amici d’infanzia diversamente disperati e alla ricerca di denaro: un alcolizzato alle prese con la madre depressa che si rifugia da una truffaldina chiromante, un giocatore incallito che ha perso tutto alle corse dei cavalli e un malato di cuore tornato in città da poco.

Si rifugiano nello scantinato di uno di loro per pianificare il progetto che forse potrebbe cambiare le loro vite: il rapimento di un bambino autistico, figlio di un ricco industriale.

Ma negli stessi giorni è un altro rapimento a scuote il Paese: quello di De Andrè e Dori Ghezzi, che vengono sequestrati dall’Anonima Sarda. Il confronto con la banda organizzata dell’Anonima Sarda mette così in luce la loro improvvisazione, la mancanza di strumenti pratici ed emotivi per affrontare il rapimento, fino ad una degenerazione tragica degli eventi.

Lo spettacolo di Carrozzeria Orfeo ha un ritmo serrato e trascinante che utilizzano per lasciare la vicenda sullo sfondo mentre viene messa a fuoco la disperata vitalità dei protagonisti. Nelle loro parole dure e fresche, nei gesti curati, i ruoli di sequestratori e sequestrati, di vittime e carnefici si capovolgono.

Così quelle “Nuvole Barocche” si spingono più in là, restituendoci uno sguardo brutale e sincero sull’umanità arrabbiata e disperata della fine degli anni Settanta, e rendendo un omaggio indiretto al grande cantautore.

Contrariamente a quello che potrebbe forse pensarsi, sono infatti poche, nell’ora e un quarto di spettacolo, le canzoni di Faber: “Andrea” e “Quello che non ho”, mentre puntuali arrivano i richiami musicali al periodo, con brani di Bob Dylan e Leonard Cohen, arricchiti dalle musiche originali di Massimiliano Setti.

Nuvole Barocche
drammaturgia e regia: Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Luca Stano
collaborazione alla regia: Alessandro Tedeschi
con: Fabrizia Boffelli, Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Luca Stano
disegno luci: Diego Sacchi
costumi e organizzazione: Luisa Supino
produzione: Carrozzeria Orfeo / Questa Nave in collaborazione con Centro RAT – Teatro dell’Acquario  con il patrocinio della Fondazione Fabrizio De André

durata: 1h 15′
applausi del pubblico: 2′ 50”

Visto a Milano, Teatro dei Filodrammatici, il 9 maggio 2014

 

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