HabitaTeatro: a Offagna prove per abitare la scena sotto l’abside

Chiesa SS. sacramento - Offagna
Chiesa SS. Sacramento - Offagna

L’esterno della chiesa

Potremmo definirla una ‘prova tecnica di trasmissione’ quella che la settimana scorsa ha animato lo spazio della chiesa del SS. Sacramento di Offagna (AN).
Protagonista dell’esperimento scenico atto a verificale l’effettiva ‘teatrabilità’ dello spazio è stata l’anteprima nazionale di “Amleto”, messo in scena il 21 e 22 luglio da Belteatro per la regia della giovane Valentina Rosati, nell’ambito della XXIII edizione delle Feste medioevali.
La fruibilità di questo spazio, che negli intenti vorrebbe essere un contenitore privilegiato per le arti performative contemporanee, rientra nel progetto HabitaTeatro – Residenze teatrali nella provincia di Ancona dell’assessorato alla Cultura della Provincia, in collaborazione con l’Amat e realizzato con i comuni di Arcevia, Corinaldo, San Marcello e, appunto, Offagna. Le prime tre città hanno già messo a disposizione i loro teatri a tre giovani promettenti compagnie marchigiane – Sineglossa, Teatro Sovversivo, Gruppo Bakù – che usufruiranno di quegli spazi per un anno.

Leggermente diverso è il discorso per la chiesa del S.S. Sacramento di Offagna per cui, anziché di residenze, si può parlare di “prove per uno spazio teatrale”. Non era ipotizzabile infatti pensare per la chiesa una vera e propria residenza creativa perché non ancora sperimentata scenicamente. L’effettiva ‘messa alla prova’ è avvenuta così nei giorni scorsi con la due-giorni di anteprima dell’Amleto.
Se la prova scenica sarà superata, la chiesa diverrà luogo di residenza multipla per rispondere alla forte domanda di spazi contemporanei che, si sa, offrono stimoli e possibilità diverse anche rispetto al mutato rapporto di prossimità col pubblico. Luoghi così rari nelle Marche, che invece pullulano di spazi teatrali convenzionali, all’italiana. Lo spazio per ora rimane ad uso esclusivo di Amat e Provincia di Ancona  proprio perché inserito nel progetto HabitaTeatro.

Chiesa SS. sacramento - Offagna

L’interno della chiesa durante l’allestimento dell’Amleto

La chiesa, opera dell’architetto Andrea Vici e realizzata alla fine del ‘700 su concezione neoclassica, offre innegabili potenzialità ma anche molti limiti: innanzitutto non è stata sconsacrata, per cui vige un veto sui contenuti delle eventuali performance da proporvi. Pur non essendo uno spazio molto grande, gli alti soffitti a cupola e la materia che la abita (calce, mattoni, gesso, cemento…) creano sostanziosi problemi di acustica, ovviati solo in parte da alcuni accorgimenti provvisori, tipo tendaggi spioventi e quinte posizionate ad hoc.
Un solido ad ampio palco-pedana di legno è stato montato nella base dell’abiside, ma di fatto è praticabile solo fino alla metà perché oltre l’acustica è fortemente compromessa.
Al centro della chiesa, praticamente sotto la cupola, è stata allestita una piccola tribuna di metallo per accogliere gli spettatori.
Nell’ottica di creare uno nuovo spazio teatrale è certo auspicabile che le effettive problematiche tecniche e strutturali siano compensate presto da interventi specifici, e non provvisori, perché è innegabile che lo spazio è interessante: vi aleggia un’atmosfera suggestiva perché pregno di un vissuto antico. E per un artista è senz’altro affascinante abitare simili luoghi, capaci di offrire stimoli inusuali rispetto a spazi più convenzionali.
Molte di queste impressioni sono raccolte durante la visione di uno spettacolo come l’Amleto, che forse riesce anche a nutrirsi di ciò che lo circonda: le vecchie mura candide, le colonne e il dipinto sacro che sormonta l’altare. Così pregnanti da trasformare prodigiosamente la chiesa marchigiana in un castello danese.

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