Optimistic vs Pessimistic. L’irriverenza hard di Oskar Gómez Mata

Optimistic vs Pessimistic (photo: contemporaneafestival.it)

Optimistic vs Pessimistic (photo: contemporaneafestival.it)

Curioso iniziare a scrivere parlando di Roberto Malone, famoso e apprezzato attore porno italiano. Curioso poiché stiamo parlando del Contemporanea Festival di Prato, che chiude stasera dopo nove giorni di eventi e spettacoli. Tra questi la prima nazionale di “Optimistic vs pessimistic”, della compagnia svizzera L’Alakran, caratterizzata dai sopratitoli in cinese e italiano e dall’essere vietato ai minori di diciotto anni.

Malone compare infatti alla fine dello spettacolo in un piccolo frammento di video hard, della durata di circa trenta secondi, pietra dello scandalo che obbliga al divieto suddetto.

Stando alle note di regia, “Optimistic vs pessimistic”, regia di Oskar Gómez Mata “interroga la sensazione d’angoscia, l’insicurezza, la solitudine dell’essere moderno e il suo destino tragico”, e lo fa da un punto di vista interessante, con spunti intelligenti e acuti ma, complice anche l’eccessiva lunghezza, non arriva a colpire il bersaglio.

L’ingresso degli spettatori è al seguito di due bizzarre figure, un tizio in caffettano (Txubio Fernández de Jauregui) e una singolare torera con occhiali scuri (Esperanza López). L’atteggiamento simpatico e cordiale dei due insinua da subito una tensione notevole, mentre si è introdotti in scena da una porta laterale. Ci si immagina di essere sottoposti a chissà quali tranelli e  trappole, oppure di essere coinvolti in qualche siparietto che non ricorderemo volentieri. Fortuna che poi tutto si rivelerà essere una semplice paura. Stretti da un fune che racchiude il gruppo degli spettatori nell’intento dichiarato di favorire scambi sociali, circondati da mobili e cianfrusaglie, tra sassi che pendono dal soffitto e sedie ammucchiate in modo confuso tra le rosse poltroncine della gradinata, assistiamo all’introduzione del colorito presentatore.
Lo spettacolo è diviso in tre parti: la Causa, dove gli spettatori, divisi in tre gruppi in base all’altezza, vengono fatti entrare a turno in uno spazio molto simile a quello delle cabine elettorali; le Conseguenze, che si articola in due mimodrammi comici; la Situazione, sviluppato in due sezioni: la situazione della gente e la situazione politica, azione quest’ultima che – secondo le indicazioni del presentatore – viene solo descritta e non recitata per una scelta di autocensura.

Non ci soffermeremo su episodi precisi per non togliere la sorpresa a futuri spettatori. Ma aggiungiamo una piccola nota: chi assiste può liberamente muoversi, cambiare di posto, bere acqua e spumante, libero dalle costrizioni obbligate dall’assistere quali rigoroso silenzio e gesti ridotti al minimo.

Oltre ai tre interpreti principali, Txubio Fernández de Jauregui, Oskar Gómez Mata, Esperanza López, che impersonificano a turno bizzarre figure contraddistinte da una comicità alla Andy Kaufman, comico americano la cui vita è narrata nel film di Miloš Forman “Man on the moon”, sono presenti in scena sei inespressive comparse che, per tutto il tempo, compiono azioni ripetitive e senza significato, come spostare vecchi mobili da una parte all’altra dello spazio, oppure colpire o muovere i sassi appesi al soffitto.
Le azioni e le continue battute trovano un carattere comune nella ripetitività, o per meglio dire nella replicazione, nel non senso, e questa è un scelta che mostra notevoli limiti.
Si parla spagnolo e italiano, scorrono sopratitoli in cinese (siamo a Prato!) e italiano, numerosi sono i richiami alla società contemporanea e al teatro, ma il gioco è bello finché dura la tensione dello spettatore. Con il suo esaurimento, scema la paura di essere coinvolti, e scopriamo che la confusione e la demenzialità non sono strumentali a una sorpresa o a uno scarto improvviso. Lo spettacolo così perde forza, si mostra fiacco e ripetitivo e, in certi momenti, prevedibile.

Approdati alla seconda parte del terzo “atto” la stanchezza prende il sopravvento, l’architettura di parole che prepara la fugace visione di uno spezzone tratto da un film porno (ecco il nostro eroe Malone) con una scena di ‘fist fucking’, sembra troppo banale e scontata e fa svanire di colpo tutta la costruzione che si era lentamente realizzata.
Se non avessi assistito agli ultimi venti minuti avrei parlato di un lavoro interessante che presenta spunti curiosi, soprattutto perché consente di osservare l’interazione spettatore-attore e la reazione del pubblico a certe situazioni, riuscendo a far emergere dinamiche che non sempre risaltano. Se confrontato con il panorama di spettacoli del medesimo genere, resta comunque un lavoro che merita attenzione.


OPTIMISTIC VS PESSIMISTIC

testi: Perú C. Saban, Txubio Fernández de Jauregui, Oskar Gómez Mata, Esperanza López
regia: Oskar Gómez Mata
coproduzione: Compagnie l’Alakran / Legaleón-T, / Théâtre Saint-Gervais Genève / Espace Malraux, scène nationale de Chambéry et de la Savoie
con l’aiuto di Pro Helvetia – Fondazione svizzera per la cultura
idea originale e concezione: Esperanza López e Oskar Gómez Mata
interpreti: Txubio Fernández de Jauregui, Oskar Gómez Mata, Esperanza López
assistente alla regia: Delphine Rosay
scenografia: Sven Kreter
creazione luci: Luc Gendroz
creazione sonora: Andrés García
tecnica luce e suono; Florent Naulin, Loïc Rivoalan
costumi: Isa Boucharlat
durata: 1h 47′
applausi del pubblico: 1′ 22”

Visto a Prato, Teatro Fabbricone, il 27 maggio 2010
Contemporanea Festival 2010

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