Øscena. Nuovi Teatri dalla Sicilia in dialogo con la Sardegna

Turi Marionetta (photo: Paolo Galletta)
Turi Marionetta (photo: Paolo Galletta)

Turi Marionetta (photo: Paolo Galletta)

La lettera “Ø” sta a significare l’esigenza di andare alla ricerca di una generazione zero della drammaturgia contemporanea, quella generazione nata precaria a cui è negato ogni scampolo di futuro.
Per provocare un incontro tra le specificità regionali, la terza edizione di Øscena Festival di Cagliari quest’anno farà dialogare le due maggiori isole del Mediterraneo, mettendo al centro della riflessione condivisa anche il concetto di insularità.

Il festival Øscena. Nuovi Teatri dalla Sicilia, previsto dal 10 al 12 ottobre, è organizzato dalla Rete di drammaturgia contemporanea siciliana Latitudini, col contributo della Regione Sicilia supportata dal Teatro Stabile della Sardegna e Cada Die Teatro, per mettere in relazione un sistema teatrale per certi versi liminare, accomunato al contempo da sensibilità che nascono da condivisioni geografiche e territoriali, pur restando eccezioni e identità distinte: «Vuol essere un momento di valorizzazione e scambio tra compagnie e pubblico – sottolinea Mimma Gallina, consulente generale dello Stabile della Sardegna – Dopo aver dato spazio alle realtà toscane e lombarde ora guarda alla Sicilia, dove il teatro contemporaneo vive grandi fermenti, mostra una forte capacità di rielaborare la tradizione, a partire dal cunto e dal teatro di figura, e affronta le problematiche sociali».

Un primo incontro tra le due isole c’era già stato poche settimane fa, a sottolinearlo Gigi Spedale, presidente di Latitudini, nata nel 2011 e impegnata ad attivare un dialogo costruttivo con le istituzioni dell’isola e a proporre percorsi per far circuitare il teatro siciliano.
Il SabirFest, festival delle letterature del Mediterraneo, a fine settembre aveva infatti ospitato l’attrice dello Stabile della Sardegna Lia Careddu impegnata in un reading insieme allo scrittore Marcello Fois.

Adesso alcune tra le realtà più interessanti siciliane si mostreranno al pubblico sardo. «Una selezione di compagnie all’interno di un progetto che avrà senso solo se potrà contare su di una continuità» evidenza Dario Tomasello, consulente di Øscena Sicilia con Spedale.
«Non bisogna accontentarsi di piccoli spazi per la drammaturgia contemporanea, ma sono necessari presenza e sguardo costanti» spiega Spiro Scimone, attore, autore e regista messinese che insieme a Tomasello aprirà il festival con un incontro, venerdì, dedicato alla nuova drammaturgia; un altro momento di riflessione sulla scena siciliana, tra poetiche, linguaggi e politica è previsto invece domenica 12.

Non a caso Spiro Scimone sarà ospite dell’evento sardo che guarda alla nuova generazione del teatro siciliano. A distanza di vent’anni da “Nunzio”, spettacolo di Scimone e Sframeli, con la regia di Carlo Cecchi, che nel 1994 rappresentò una spinta propulsiva ad una sorta di “nouvelle vague drammaturgica italiana”, si cerca ora di riannodare le fila col passato, cercando un dialogo possibile tra il nuovo e la tradizione, la ricerca artistica e la fruizione popolare, il testo e la performance. Prospettive, queste, analizzate anche durante la conferenza stampa che, a Messina, è servita per presentare l’evento sardo.

Protagonisti del festival saranno venerdì l’attore Luigi Lo Cascio col reading “Sul cuor della terra” dedicato ai poeti siciliani del novecento, in programma poi “Turi Marionetta”, scritto, diretto e interpretato da Savi Manna della Compagnia Statale 114 di Siracusa/Catania, che propone una moderna epopea degli opranti.

Sutta Scupa presenta Chi ha paura delle badanti

Sutta Scupa presenta Chi ha paura delle badanti

Sabato 11 spazio ai palermitani Sutta Scupa con “Chi ha paura delle badanti”, testo e regia di Giuseppe Massa, dramma sulla schiavitù moderna, commedia degli equivoci che attraverso la lente del grottesco, proverà a rendere manifesta la tragedia dei migranti; mentre i siracusani di Esiba Teatro presenteranno  “248 kg”, drammaturgia Tommaso Di Dio, regia Sebastiano Di Guardo, una storia che mescola amore, pregiudizio, limiti.

Domenica 12, infine, i palermitani Babel Crew con “GIOtto – Studio per una tragedia”, di e con Giuseppe Provinzano, proporranno una riflessione su una tragedia dell’oggi, quella avvenuta a Genova durante il G8 del 2001; la compagnia catanese Retablo con “Esercizi di prosa ballabile”, di Turi Zinna, affronterà il racconto di una Catania sotterranea, innamorata, fatiscente, tra parole e partitura sonora.
A completare il programma la mostra “Occupy w.c.”, progetto artistico di Marcello Simeone, a cura di Simona Campus, allestita al Teatro Massimo e al Teatro La Vetreria, in cui lo spazio della toilette, libero, accessibile, democratico più di altri luoghi pubblici, diventa ideale per innescare reazioni, suscitare un dialogo, incuriosire, sorprendere e divertire.

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