Gianni Manzella incontra Thomas Ostermeier

Thomas Ostermeier e Gianni Manzella

Thomas Ostermeier e Gianni Manzella

“Ho conosciuto Thomas Ostermeier dieci anni fa, a Venezia, aveva allora trent’anni, più o meno. Presentava “Shopping and Fucking”, uno degli spettacoli che aveva realizzato con il gruppo con cui lavorava allora, la Baracke.
… Si era saputo da poco della nomina a direttore della Schaubühne e ci aveva fatto un po’ d’invidia questa scena tedesca capace di proporre nel più conosciuto, più noto teatro berlinese, un regista di trent’anni. Invidia guardando la nostra scena dove imperava, forse impera ancora, una gerontocrazia inamovibile”.

Gianni Manzella

“Sono ancora interessato a delle storie. C’è tutta una forte teoria in Germania dietro la decostruzione del testo… Se si racconta una storia decostruendola, difficilmente farà del male… andrà a colpire qualcuno nel pubblico.


E’ un’estetica che si combina particolarmente bene con la situazione politica, perchè va oltre, non si parla più in particolare di potere, di colpa, o di responsabilità. Non si parla solo del mondo che cambia: la storia viene vista come un cambiamento, sia del mondo che delle persone e dei personaggi”.

Thomas Ostermeier 

Estratto audio dell’incontro tenutosi a Vie Scena Contemporanea Festival, il 9 ottobre scorso, fra Gianni Manzella, critico teatrale del quotidiano “Il Manifesto”, e Thomas Ostermeier.

Buon ascolto!

Scarica MP3 dell’intervista

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