Padre nostro: Teatro delle Ariette e la condivisione del dolore in un cespo di insalata

Padre Nostro
Padre Nostro

Padre Nostro (photo: Stefano Vaja)

Una tavola apparecchiata, un manichino vestito di povertà. La pony Luna che mangia, il cane Botto che stasera non abbaia, si vede che Milano non gli piace.
Benvenuti a casa Ariette, questa volta nelle cucine dell’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini di Milano. Ci sono un paio di matte sedute con noi. Si sentono ancora gli echi delle parole sconnesse di Alda Merini (che poi erano poesia), tendendo l’orecchio.

Ma quando entriamo nel piccolo circo della vita di “Padre Nostro”, spettacolo del 2008 del Teatro delle Ariette, spariscono echi e matti e resta una cucina, alla vigilia di Natale, in un momento di lutto autobiografico: la morte del padre di Paola Berselli, fondatrice nel 1996 (insieme a Stefano Pasquini) delle Ariette.
Ancora una volta la compagnia bolognese ci regala una cosa molto preziosa: l’intimità del quotidiano e la riflessione sul passaggio dalla vita alla morte e dalla morte alla vita (io mica lo sapevo che quando nasce un agnello sembra morto e poi prende vita).
Ce lo raccontano condividendolo con noi, che siamo seduti davanti a loro e con loro, con calma, accettando il flusso naturale delle cose. Dare da mangiare alle oche. Pulire la stalla. Curare i vivi, seppellire i morti. E, prima di andare a dormire, spegnere la luce.

C’è la saggezza della vita contadina di secoli, nei loro spettacoli. C’è la sapienza dei gesti quotidiani, l’umiltà e il calore di un teatro contadino fatto di paglia e fieno. Di puzze di animale che non pensavo di ricordare. Di polvere e terriccio. Della chitarra di Stefano e della voce calda di Paola. Quello che loro stessi definiscono il “teatro invisibile del cuore”. Lo stesso che ha dato vita al progetto “A teatro nelle case” con cui le Ariette hanno commosso, intrattenuto e nutrito (letteralmente, con tagliatelle, tigelle, vino e prodotti rigorosamente biologici) pubblici d’Italia e non solo dal 1997 ad oggi.


Con lo spettacolo “Padre Nostro – una preghiera da circo” si chiude un ciclo e se ne apre un altro: il progetto “Il teatro dell’esperienza”, un laboratorio sperimentale permanente che avrà sede in un teatro in mezzo ai campi della loro azienda agricola, il “Deposito Attrezzi”, edificio rurale a Castello di Serravalle, nella valle di Samoggia.

Mi commuovo sempre quando posso assistere a questi quadri di vita, atti generosi ed umilmente sublimi. Lo farò ancora di più nel 2010, a teatro ultimato, nel vedere realizzata, e nel poterla vivere, una nuova fase del circo poetico ed esperienziale delle Ariette.

Padre nostro. Una preghiera da circo
di e con Paola Berselli e Stefano Pasquini
regia: Stefano Pasquini
durata: 60’
applausi del pubblico: 1’

Visto a Milano, TeatroLaCucina, ex Ospedale psichiatrico Paolo Pini, il 19 marzo 2009

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