D’ora in poi. BabyGang e Paolo Rossi, l’ultimo bohémien

D'ora in poi
D'ora in poi

Paolo Rossi e la compagnia Baby Gang

“Perché stasera non vai a teatro?”. Lo hanno scritto con le bombolette spray su muri, marciapiedi, strisce pedonali, piloni della luce, vetrine e cartelloni pubblicitari di tutta Milano. E’ la guerriglia urbana di Baby Gang, la compagnia di teatro popolare fondata da Carolina De La Calle Casanova, Federico Bonaconza, Valentina Scuderi e Stefano Slocovich, con il capocomico Paolo Rossi.

Colgo l’invinto, e vado a vedere “D’ora in poi. Come sarebbe se fosse diverso?” (in scena al Teatro Oscar di Milano fino al 25 ottobre), la nuova produzione della compagnia, spettacolo ispirato a “Luci di Bohème” di Ramon del Valle-Inclan e vincitore del concorso Nuove Sensibilità, organizzato dal Nuovo Teatro Nuovo di Napoli e dall’Eti.

Si celebra il funerale di Max Estrella, l’ultimo dei bohémien, poeta cieco ed eroe tragico-grottesco, come vuole la tradizione picaresca spagnola. E fedele al genere dell’Esperpento, la deformazione grottesca della realtà per criticarne la società, il Maestro Paolo Rossi ci guida in una sorta di incubo realista tra bordelli, bar, prostitute e ministeri alla ricerca del senso della poesia e della cultura nel nostro paese, oggi.
In questo Canto di Natale etilico, Estrella, l’ultimo poeta morente, non incontra fantasmi ma giovani poeti dell’aperitivo, disillusi e violenti, maghe, poliziotti, un Ministero della Giustizia che sembra quello delle Pari Opportunità, dove chiedersi se le donne presenti sono ministre o escort.
In scena le contraddizioni del nostro paese, la crisi di una generazione che troppo poco ha sognato ed eredita i sogni svaniti dei poeti che non ci sono più.
E dove un poeta non sa come morire.

Una satira asciutta, intelligente e raffinata che fa tirare un sospiro di sollievo in questi tempi di censura. Finalmente sul palco una compagnia vecchio stampo: nove attori giovani e un capocomico, Paolo Rossi appunto, irrefrenabile e perfetto nei toni, nei ritmi e nella direzione in scena della sua giovane orchestra.
Un viaggio che racconta il nostro oggi e ce ne fa intuire un altro possibile, dove ancora esistono prostitute vergini, poeti ingegneri della parola e dove il Papa può sparire, per essere ritrovato in ginocchio a pregare la Madonna: “Io il Papa non lo voglio fare più, Maria, voglio tornare a casa!”.

D’ORA IN POI. Come sarebbe se fosse diverso?
con: Renato Avallone, Federico Bonaconza, Elisa Bottiglieri, Paolo Faroni, Silvia Paoli, Marco Ripoldi, Valentina Scuderi
e con la partecipazione straordinaria di Paolo Rossi, nella parte del protagonista poeta Max Estrella
testo e regia: Carolina De La Calle Casanova
durata: 1 h 30’
applausi del pubblico: 3’

Visto a Milano, Teatro Oscar, il 9 ottobre 2009

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