Per il teatrante in crisi c’è anche lo sportello

Occupazione dello stabilimento dell'industria farmaceutica Icar Ex Leo a Roma

Occupazione dello stabilimento dell’industria farmaceutica Icar Ex Leo a Roma, in via Tiburtina, nel ’64 (photo: romasparita.eu)

E’ nell’atmosfera tranquilla di una fine estate milanese che viene presentato il neonato Prosa et Labora, festival all’edizione zero dedicato al mondo del lavoro, che avrà luogo questo sabato, 15 settembre, nell’ormai noto Carroponte di Sesto San Giovanni, sede estiva di interessanti iniziative artistiche.
A parlarne in occasione della conferenza stampa gli organizzatori e gli artisti coinvolti, con molto orgoglio e con tanta speranza, perché Prosa et labora non è solo un festival, ma un incontro che si propone di modificare il nostro modo di pensare al lavoro e di prendere le redini di una situazione nazionale a dir poco problematica.

Dopo un’accogliente introduzione, si parte coi dati alla mano, quei dati sconfortanti che ben conosciamo, che parlano di crisi, precariato, disorientamento.
L’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di modelli di collocamento: 46 tipologie di lavoratori tipici e non, per non parlare dell’enorme sottobosco di lavoratori precari.
Di fronte a questa variopinta fauna, immersa in una economia al tappeto, il rischio di confusione sul concetto stesso di lavoro è altissimo, specie nel mondo dell’arte e della cultura, a cui il festival dedica maggiormente la sua attenzione.

Dibattiti, spettacoli e workshop saranno quindi da stimolo per una giornata di confronto a tutto tondo, con l’intento di tornare a casa più consapevoli della realtà in cui operiamo, ma anche più speranzosi: Prosa et labora vuol essere anche momento propositivo, e vi saranno esempi positivi di imprese che ce l’hanno fatta, aprendo squarci di speranza.

Tra le proposte del festival, oltre al convegno mattutino “Non sarà mica un lavoro? Diritti e rovesci dei lavoratori dell’arte e dello spettacolo” (dalle 11,30), e i tre spettacoli a tema (“Lavorare stanca” di e con Mathilde Facheris, ad affrontare il discorso dal punto di vista del singolo, in un monologo sulla condizione del lavoro di attrice, “Tu (non) sei il tuo lavoro”, di Sandro Mabellini, che affronta il crudo problema della difficile gestione di un amore e di una famiglia nel contemporaneo, per arrivare alle 20.30, in debutto milanese, col nuovo lavoro di Laura Curino “Scintille”), ci sarà anche ”Lo sportello del teatrante in crisi”, interessante proposta del LAb121 e AV turnè. Il nome ci ha subito incuriositi, così siamo andati a cercare di capire meglio cos’è.

Potremmo definirlo una sorta di workshop, aperto a tutte le maestranze teatrali, che si propone come terreno di incontro tra artisti e lavoratori dello spettacolo per meglio chiarire la “selva oscura” dei contratti, della produzione e distribuzione del mercato italiano.

conferenza stampa di Prosa et Labora

Un momento della conferenza stampa di Prosa et Labora, con Valentina Falorni (in piedi)

L’idea nasce da un incontro, quello tra Claudio Autelli e Valentina Falorni, compagni di studio alla Scuola Civica Paolo Grassi, il primo regista, la seconda organizzatrice teatrale.
I due, dopo variegate esperienze lavorative e incontri-scontri con il mondo del mercato teatrale italiano, si sono trovati per creare una tavola rotonda del settore, ascoltare e raccogliere il maggior numero di esperienze, e creare una sorta di manuale del lavoratore che codifichi modalità, percorsi e burroni da evitare nella jungla lavorativa.
Il progetto è ancora tutto da determinare ma, dopo un primo esperimento di giugno, il gruppo trova spazio in Prosa et labora sotto forma di sportello, per potersi poi sviluppare in una serie di  appuntamenti (per il momento itineranti e in cerca di ospitalità) durante la prossima stagione milanese.

“Gli artisti teatrali hanno poca conoscenza delle normative in uso nel settore – ci racconta Valentina  – e a causa di queste lacune spesso hanno poca consapevolezza dei propri diritti. Questo genera una serie di conseguenze a catena, per cui alla fine del processo spesso gli artisti (soprattutto quelli alle prime armi) si ritrovano ad accettare condizioni e modalità di lavoro fuori da ogni logica di tutela”.

Ecco quindi che “Lo sportello del teatrante in crisi” entra in azione per un incontro orizzontale tra colleghi, liberi di poter esporre le domande più svariate, “quelle che spesso ci si vergogna a fare al commercialista”, così da interrompere quel meccanismo di non detti e fraintendimenti che, specialmente per i giovani appena approdati nel mondo del lavoro, sono all’ordine del giorno.

“Non è un T-group quanto piuttosto un momento di vera praticità – ci tiene a precisare Claudio Autelli – L’intento è creare dei contenitori di argomento usando però un linguaggio diverso da quello così tecnico usato dai commercialisti o dai tutor on line, da esser incomprensibile. Attori e registi usano un linguaggio del tutto naif, e spesso il grande lavoro sta proprio nell’interpretare la domanda, a partire dalle più banali. La distribuzione è la domanda principe. Ma è più interessante affrontare l’aspetto dei contratti, dei rapporti con gli enti produttivi, le co-produzioni con esterni. I nostri primi interlocutori in questo senso sono le piccole compagnie, attori neo diplomati che necessitano di una informazione a tutto tondo sugli aspetti contrattuali”.
“A partire da cosa si intende col termine “agibilità – aggiunge Valentina – perché è proprio dalle domande più banali che vogliamo partire, per creare una ancora di salvataggio, un bagaglio esperienziale condiviso”.

Un progetto che finalmente offre la possibilità di far luce sulla densa nebbia dei rapporti lavorativi con la spontaneità e la semplicità che solo dei giovani lavoratori possono offrire.
Per accompagnare Claudio e Valentina nell’informazione, Prosa et labora ha pensato a due sportelli informativi attivi tutto il giorno.

Uno di questi sarà gestito dagli operatori di Enpals e Sindacato Attori Italiano, disponibili a dare informazioni, ricevere segnalazioni, proposte o solo chiarimenti; l’altro invece sarà condotto dalla web tv della Cgil, attraverso un video box di raccolta di testimonianze ma, soprattutto, di proposte e idee.

Non resta che armarsi di interrogativi e immergersi, sabato, in una giornata tutta work-oriented al Carroponte di Sesto San Giovanni!
 

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