Peraspera: retrospettiva sui linguaggi off di un festival libero

Peraspera 2011

Peraspera 2011

C’è un festival a Bologna che da alcuni anni, con una certa testardaggine ma con efficacia, propone, ad inizio estate, uno spaccato di grande interesse sulla scena performativa emiliana e nazionale, non senza alcune chicche internazionali.
Peraspera è la prova che fare un festival con quattro soldi e molte idee è ancora possibile. Forti di una location incredibile, Villa Aldrovandi Mazzacorati nel cuore di Bologna, gli organizzatori sono riusciti negli anni a sviluppare per intero il potenziale di questo sito che nel daytime è sede di una ASL cittadina, mentre dal tardo pomeriggio in avanti si trasforma in luogo di dibattiti, spettacoli e performance fino a notte.

Qual è stato il carattere distintivo di questa edizione del festival? Beh, la peculiarità era innanzitutto l’apertura a linguaggi “al bordo”, la proposta di momenti spettacolari poco “teatrali” in senso stretto.

Il festival è stato fonte di preziosissimo materiale documentale, che vi proporremo in due uscite: una è quella odierna, indirizzata e focalizzata sulle parole dei direttori artistici Ennio Ruffolo e Fabio Fiandrini e su alcuni dei gruppi che vi hanno preso parte. Il secondo sarà un focus sulla danza e sulla performance in Italia, visto che in quei giorni il festival ha ospitato il meglio delle espressioni della scena performativa nazionale.
Ora, come sia possibile che un festival senza risorse, e frutto dell’impegno testardo di pochi artisti, molti dei quali appartenenti al sodalizio artistico Macellerie Pasolini, possa portare, in un evento dal tratto così peculiare, personalità tanto diverse ma di alto livello, è un mistero che solo la passione può spiegare.
In questo primo speciale raccogliamo la documentazione video su alcuni degli esperimenti presentati e il confronto con alcuni degli artisti e degli studiosi presenti in quei giorni a Bologna.

On air: Fabio Fiandrini, Ennio Ruffolo, Margherita Ortolani e Anna Maria Tammaro (M.O.A.T.), Fiorenza Menni (Teatrino Clandestino), Elisa Fontana e Diego Segatto (Re:Habitat)

 

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