Le drammaturgie dell’oggi in un progetto “perlascena”

Perlascena

Perlascena

Quest’oggi siamo felici di ospitare e presentare all’interno delle nostre pagine un progetto appena nato che prende vita dalla ricerca di nuovi testi per la drammaturgia. Si tratta di perlascena, una nuova rivista interamente dedicata a testi, possibilmente inediti, scritti appositamente per il teatro.
Al fondo dell’articolo troverete il link ad un estratto della rivista. Al suo interno, oltre alle indicazioni dettagliate su come abbonarsi o inviare i propri testi alla redazione per un’eventuale pubblicazione, anche il sommario del numero 0 appena uscito e l’integrale di uno dei testi pubblicati: “Non sono schizzinoso” di Daniele Falleri.

Lasciamo dunque la parola agli ideatori: Giacomo Quinti e Laura Bucciarelli.
Buona lettura!

A volte scrivere di un progetto risulta più complesso che scrivere un progetto, specialmente quando questo è ancora in divenire, quando si sta realizzando nel momento stesso in cui ci troviamo a comunicarlo in tutti i suoi aspetti. Allora, dopo aver molto riflettuto, ci arrendiamo a una descrizione schematica per mettere ordine. Creare una sorta di promemoria ci sembra, al momento, la scelta migliore per far comprendere quello che stiamo facendo.
Insomma, abbiamo deciso di scrivere le nostre 5 W.


Who
Siamo in due: Giacomo Quinti e Laura Bucciarelli. Entrambi scriviamo, vogliamo scrivere per il teatro. Oltre a esserne i fondatori, al momento siamo gli unici redattori di una nuova rivista dal nome perlascena.

What
“perlascena” è una rivista gratuita, diffusa via internet. Raccoglie unicamente testi teatrali. Non parla di teatro, non fa critica.
“perlascena” è “non periodico”. Non solo non sono definite scadenze per l’uscita di ogni numero, la scelta è anche funzionale ad una netta esclusione della pubblicazione da tutta la normativa legata alla diffusione di prodotti giornalistici. Infatti “perlascena” è un’operazione “dal basso”, nasce per la volontà di noi due “scriventi” per il teatro, gli “who” di cui sopra, che si sono posti questioni concrete sulla visibilità e l’attenzione che testi teatrali “nuovi” ottengono con grande difficoltà. Per testi “nuovi” non intendiamo solo inediti ma ogni testo che non abbia ricevuto una adeguata diffusione. In questo senso certi testi sono “nuovi” come lo sono gli autori, i quali non devono necessariamente essere giovani anagraficamente.
Come abbiamo accennato, la rivista non vuole occuparsi in alcun modo di fare recensioni. Lo scopo del progetto non è fare critica ma fare e diffondere drammaturgia. Inoltre, la cura con cui lo stiamo sviluppando ci richiede di definire il nostro ambito d’azione in modo preciso e di rispettare le nostre e altrui competenze.
Alla prima richiesta di invio testi, abbiamo ricevuto risposte numerose ed eterogenee sia per quanto riguarda lo stile e il contenuto delle opere, sia per quanto riguarda l’esperienza teatrale e l’età anagrafica degli autori.   
La selezione dei testi è avvenuta e avverrà secondo alcuni principi che condividiamo:
– pubblichiamo testi che si possano chiamare contemporanei nel senso più ampio del termine, cioè che non solo parlino di contemporaneità (non è detto che sia la contingenza), ma che usino un linguaggio contemporaneo o inventino un linguaggio e/o un ritmo che parlino del/al mondo contemporaneo;
– non abbiamo un’idea preconcetta di cosa sia la drammaturgia oggi, bensì cerchiamo di scoprirlo anche attraverso scelte personali e quindi discutibili;
– non abbiamo l’ambizione di scoprire capolavori ma di portare alla luce uno scrivere e quindi un fare che molto spesso passa sotto silenzio, nonostante l’esistenza di archivi di testi teatrali e di innumerevoli concorsi con possibilità di pubblicazione e messa in scena;
– ricerchiamo una qualità di scrittura senza trascurare, ovviamente, i nostri gusti, per quanto possano essere aperti alle forme, ai toni, ai contenuti più diversi;
– privilegiamo testi brevi al fine di offrire la possibilità di pubblicazione a un ampio numero di autori, senza per questo escludere testi che rappresentino uno spettacolo completo.
Ogni testo pubblicato riporta i riferimenti che gli autori stessi ci hanno fornito (dati anagrafici, indirizzo mail e/o sito web personale, modalità di tutela), in modo che chiunque sia interessato a un testo possa contattare direttamente il suo autore.

When
Adesso.
Adesso è il tempo di sperimentarci per la prima volta concretamente, è il tempo dell’uscita del numero zero. Adesso è il tempo sia per i testi di cui ci interessa la contemporaneità, sia per il nostro progetto appena nato, sia perché è il mondo di adesso che ci pone un numero crescente di problemi.

Where
Online. “perlascena” nasce come pubblicazione in rete. Il nostro luogo è anche il nostro mezzo di diffusione. La rivista è gratuita. Per abbonarsi basta iscriversi sul sito www.perlascena.it  
Abbiamo scelto di chiedere un’iscrizione e non di offrire il libero download per poter creare un bacino di lettori che seguano costantemente il nostro lavoro ricevendo la rivista via mail.
Sul sito web, oltre a estratti della rivista e notizie riguardo ai testi pubblicati, in futuro si troveranno anche video di brevi monologhi scritti appositamente per essere “rappresentati” di fronte a una webcam. Il nostro progetto non vuole limitarsi a una pubblicazione, che comunque ne è la parte centrale, vuole procedere promuovendo incontri e collaborazioni. Verranno coinvolti attori, scuole, registi.

Why
Siamo partiti da una necessità personale comune a tutti coloro che condividono il nostro fare. Abbiamo “bisogno” che i nostri testi vengano letti e auspichiamo che siano almeno sperimentati.
Con “perlascena” tentiamo di dare una risposta alla difficoltà di diffusione della “nuova” drammaturgia usando i mezzi che abbiamo a disposizione: il web e la scrittura.
Per questo motivo, l’obiettivo principale del progetto è offrire la possibilità di essere letto, a chi scrive per il teatro.
Non solo, la rivista aspira a diventare uno strumento con cui poter accedere ad una drammaturgia pressoché inedita e, tramite questa, direttamente agli autori che la propongono. Cerchiamo i nostri lettori prevalentemente tra le diverse figure professionali del mondo teatrale, senza escludere, ovviamente, chiunque altro ami e frequenti il teatro, ne sia spettatore o semplicemente curioso.
Con un linguaggio aziendalistico si potrebbe quasi dire che l’obiettivo della rivista è far incontrare domanda e offerta, magari scardinando certe logiche autoreferenziali che inevitabilmente esistono.

Per concludere, il tempo è adesso, adesso “perlascena” va in scena per la sua prima e non è solo un gioco di parole. Il nome nasce dal ricordo di un seminario condotto da Sandro Lombardi, durante il quale siamo rimasti colpiti dal nome che proprio Lombardi dava ai due poli di una distinzione semplice, eppure spesso tradita, tra una “scrittura per la pagina” e una “scrittura per la scena”. Che sia di buon auspicio. Tramite il link al fondo potete scaricare un estratto del numero zero di “perlascena”, contenente uno dei testi pubblicati, scelto per questo lancio dalla redazione di Krapp’s Last Post.

“perlascena” invita a spedire testi per le rubriche del prossimo numero:
– “Pubblichiamo” che conterrà testi a tema libero, scelti tra tutti quelli pervenuti alla redazione;
– “I monologhi della webcam” che conterrà monologhi espressamente pensati per essere eseguiti di fronte ad una webcam;
– “Corto minimo” che conterrà corti della durata massima di un minuto.

Le modalità di invio e pubblicazione sono descritte nell’ultima pagina dell’estratto che trovate QUI.

No Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *