Il pianto delle Muse. L’apocalissi della contemporaneità secondo Marco Filiberti

Il pianto delle Muse (photo: Maria Elena Fantasia)
Il pianto delle Muse (photo: Maria Elena Fantasia)

“Tutto il mio lavoro ruota attorno al concetto di ‘rovina’, una convinzione alla quale sono arrivato attraverso un processo lungo e doloroso che ha implicato l’accettazione della mia estraneità e la disfatta di qualunque illusione e tentazione rivolta al passato. Accettare di essere un ‘cercatore di rovine’ è accettare in piena coscienza di vivere in solitario eremitaggio in un mondo che ha delegittimato tutto ciò di cui sono costituito”.

Descrive così la sua ricerca Marco Filiberti parlando de “Il pianto delle Muse”, opera monografica a cura di Pierfrancesco Giannangeli, edita da poco in un bel cofanetto da Titivillus, comprendente un libro e tre dvd che presentano l’omonima trilogia di spettacoli firmata dal regista e autore milanese. E che verrà presentato domani, martedì 7 giugno alle ore 18,30 al Teatro Argentina di Roma.

Un grande affresco declinato in tre stazioni (“Conversation Pieces”, “Byron’s Ruins” e “Il crepuscolo di Arcadia”, per tre giornate di spettacolo), volto ad indagare il percorso di svilimento spirituale, antropologico, artistico ed estetico a cui ci ha consegnato la modernità, dal suo affacciarsi sulla scena della storia umana al principio del XIX secolo, fino al consolidamento durante il XX secolo, con una spaventosa accelerazione negli ultimi trent’anni.

La specificità di questo percorso risiede in due punti: la “sistematicità” del pensiero che lo sottende, e la decisione di raccontare l’apocalisse in corso non attraverso i suoi esecrabili effetti – quotidianamente sotto gli occhi di tutti – ma attraverso ciò che l’umanità ha forse inesorabilmente perduto: il mito, il sacro e il bello. La trilogia inscena “la colpa della contemporaneità” dalla quale – per Filiberti – nessun uomo può dirsi esente.

Il volume, oltre ad un ricco corredo di immagini a firma di Maria Elena Fantasia e Stefano Binci, include interventi saggistici di Giannangeli e di Grazia Marchianò, i copioni integrali degli spettacoli e una lunga dissertazione dello stesso Filiberti sul rapporto tra rovinismo e contemporaneità, fulcro della sua ricerca teatrale.

I tre dvd del cofanetto contengono gli spettacoli integrali e un apparato di contenuti extra. Prodotta da Le Vie Del Teatro in Terra Di Siena, cantiere teatrale fondato da Filiberti nel 2013 in Toscana, e Fondazione Pergolesi-Spontini con la partecipazione di Amat Teatri delle Marche e Teatro Comunale di Città Della Pieve, la trilogia “Il pianto delle Muse” è andata in scena tra il 2012 e il 2015 tra Marche, Umbria e Toscana.

Saranno presenti all’incontro romano di domani l’autore e regista Marco Filiberti, Pierfrancesco Giannangeli, critico, giornalista e curatore dell’opera, Grazia Marchianò, estetologa e orientalista, curatrice dell’opera omnia di Elémire Zolla, insieme all’attrice Michela Cescon e all’editore di Titivillus Enrico Falaschi.

“Un tempo è finito, e non si tratta solo di un arco storico ma di un’era antropologica – sostiene Filiberti – Noi siamo nell’ingrato tempo di mezzo, in luttuosa solitudine per ciò che abbiamo perduto e ignari di ciò che ci attende. L’arte, in quanto manifestazione etica ed estetica dello spirito, raramente è stata sollecitata con più drammatica necessità a illuminare la strada di macerie sulla quale camminiamo”.

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