Pietro o il corpo negato. Emma Dante sull’omosessualità

Operetta Burlesca

I protagonisti di Operetta Burlesca (photo: Andrea Macchia)

Cerco di non farmela scappare mai, Emma Dante, quando viene a Torino. Innamorata del suo teatro dalla prima volta, nel 2005, quando vidi “Vita mia”.
Poco meno di un mese fa “Le sorelle Macaluso” mi hanno fatto piangere dalla bellezza, riconciliandomi con il teatro. Ne avevo bisogno.

Ora il ritorno al Festival delle Colline Torinesi con “Operetta burlesca”, in cui ho ritrovato il suo teatro, lo stile, il calore del sud e della vita. Eppure…

“Operetta burlesca” è la storia di Pietro, giovane uomo del Sud, nato in casa, amato e coccolato come un angelo dalla mamma, che sognava per lui una vita ricca e felice. Ma costretto dal padre a lavorare accanto a lui alla pompa di benzina del paese. Un lavoro odiato da Pietro quanto dal padre, eppure necessario.

Pietro non lega con i ragazzi della sua vita. Cresce con l’infelicità nel cuore, con la sensazione di essere sbagliato, fino al momento in cui prende coscienza del suo essere omosessuale: un uomo che si sente donna.

Pietro racconta quindi un percorso di vita costellato di difficoltà: il rifiuto dei genitori che non possono accettare un figlio che si veste da donna, la fuga nella grande città per sentirsi anonimo a comprare scarpe e vestiti, e poi il primo lacerante amore, che vuole solo il corpo ma non il cuore, che si vergogna, ci “schifa” e rifiuta.

Emma Dante sceglie, per questo nuovo lavoro, di raccontare la storia di Pietro attraverso la danza. Lo fa portando in scena, insieme a Carmine Maringola (Pietro) e Francesco Guida, spettacolare interprete delle figure del padre e della madre, anche Viola Carinci e Roberto Galbo, due danzatori che accompagnano la storia, in una vera danza alla vita e al desiderio.
Si danza per trovare quell’io nascosto nel corpo che non ci appartiene, per travestirsi e guardarci diversi allo specchio. Perché è attraverso il corpo che passano le emozioni.

Pietro incarna forse la storia di molti omosessuali. E’ triste perché triste è sapere di non essere accettati, triste è essere rifiutati, triste è non sentirsi amati.
E tutti in qualche modo sappiamo come possa essere duro il rifiuto, tanto più se dettato dalla differenza; meno, forse, cosa implica non riuscire a riconoscersi e a farsi riconoscere.

Emma Dante sa costruire spettacoli dall’estetica perfetta, tuttavia in quest’occasione la storia non racconta nulla di nuovo, e non arriva a schiaffeggiare il pubblico come la regista siciliana ha dimostrato tante volte di saper fare. Da lei ci aspettiamo che vada più a fondo, oltre la “storia” che in qualche modo riflette le cronache di un paese che non vuole evolversi.

“Operetta Burlesca” ha comunque la capacità di arrivare al cuore di molti, e come tutti gli spettacoli della Dante non lascia indifferente o annoiato il pubblico. Per lei a Torino le repliche sono tutte esaurite; i lunghi applausi vanno ai protagonisti, che dimostrano di saper donare cuore e anima al palco.

OPERETTA BURLESCA
di Emma Dante
regia: Emma Dante
con: Viola Carinci, Roberto Galbo, Francesco Guida, Carmine Maringola
scene e costumi: Emma Dante
luci: Cristian Zucaro
coreografie: Davide Celona
produzione: Sud Costa Occidentale
diffusione: Amuni | Fanny Bouquerel, Alessandra Simeoni
presentato nell’ambito di Focus Creazione Contemporanea in collaborazione con Teatro Stabile di Torino

durata: 55′

Visto a Torino, Teatro Astra, il 4 giugno 2014


 

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