Il Pinocchio di Kinkaleri, danzato per i bambini

Kinkaleri - Pinocchio
Kinkaleri - Pinocchio

Photo: kinkaleri.it

E’ la prima volta che vedo Kinkaleri danzare per i bambini. E’ la prima volta che il milanese Uovo Performing Arts Festival dedica una sezione della programmazione ad un pubblico di piccoli, con spettacoli ed artisti che piacciono ai grandi. E’ Uovo 0_11, progetto di indagine sul rapporto tra contemporaneità e infanzia.
C’è un curioso connubio di pubblico: addetti ai lavori, estimatori della compagnia pratese, giovani, vecchi. E bambini. E’ anche la prima volta che li vedo correre nel foyer del rinnovato Franco Parenti, che li sento ridere e bisbigliare in sala. Che mi siedo e resto ferma, per paura di disturbare la visuale, sentendomi ingombrante.
I bambini danno un nuovo significato a questi spazi e luoghi che, spesso, si prendono troppo sul serio, insieme con le persone che li vivono.

Il “Pinocchio” di Kinkaleri è una casetta di cartone che svela e nasconde. Sullo sfondo luci che creano l’atmosfera incantata della favola. La storia è suggerita e danzata con grazia. Pinocchio lo conoscono tutti, non c’è bisogno di raccontarlo. Intorno alla casetta si muovono i personaggi: la fatina con i jeans, Geppetto che sembra Mangiafuoco e fa ridere i bambini, il Gatto e la Volpe veline da stadio, incarnazione della volgarità dilagante, segno della nostra contemporaneità insana e tentatrice.

Pinocchio è solo evocato: dalle orecchie d’asino, da un lungo naso che sbuca fuori dalla casetta, da una sagoma a terra, disegnata con lo scotch. Pinocchio dell’infanzia uccisa? La morte del burattino e la nascita del bambino? Non lo so. Ai bambini non interessa, ipnotizzati dalla sagoma di un’enorme balena fatta di cartone, che compare come un sogno dietro a un fondale azzurro, cangiante come un’alba sulle montagne.
L’unica pecca? La fatina con le scarpe da ginnastica, come ci fa notare fuori dalla sala Giulia, che avrà su per giù 5 anni. Perché, per quanto ci sforziamo di lasciare andare lo sguardo all’incanto, i bambini di favole, incantesimi (e teatro) ne sanno sempre più di noi.

PINOCCHIO
liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Carlo Collodi
progetto e produzione: Kinkaleri
oggetti in cartone: Davide Calvaresi
con il contributo di: Assessorato alla Cultura della Provincia di Prato
in collaborazione con: Fondazione Toscana Spettacolo
con il sostegno di: Srs Regione Toscana, MiBAC – Dipartimento dello Spettacolo
durata: 50′
applausi del pubblico: 2′

Visto a Milano, Teatro Franco Parenti, il 22 maggio 2009
Uovo Performing Arts Festival

No Comments

  • Andrea ha detto:

    Ero anch’io al Parenti venerdì scorso con mia figlia; nulla da togliere all’interessante operazione di Kinkaleri, ma sinceramente ho trovato uno spettacolo troppo astratto, disarticolato, cervellotico e “lentamente poetico” per il pubblico dei più piccoli (consigliati 4-8 anni). Insomma Giulia ha ragione : questo Pinocchio era forse più per i suoi genitori che per lei.

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