Flashback su Primavera dei Teatri

Primavera dei Teatri 2011

Primavera dei Teatri 2011

Ritorniamo oggi con la mente e le immagini al primo dei festival primaverili, quello che apre la stagione delle rassegne teatrali, che si susseguono poi numerose per tutto il bimestre estivo.

Fine maggio-inizio giugno, siamo in Calabria, a Castrovillari.
Alle pendici del parco del Pollino, in uno scenario di storia e natura straordinario, Saverio La Ruina e Dario De Luca accolgono un pubblico numeroso; tanti sono anche gli ospiti, fra operatori e compagnie, per una rassegna che si è scavata, come il fiume Raganello con le sue gole profonde, un ruolo essenziale nella segnalazione delle compagnie attive nel Sud Italia.

Un evento cresciuto di pari passo con i risultati artistici del progetto Scena Verticale, che negli ultimi anni ha raccolto importanti riconoscimenti da pubblico e critica. Una ricerca, quella della compagnia, che ragiona sulla forma della solo apparente distanza percepita fra ancestralità antropologiche e fenomenologiche del Meridione e la società “avanzata”.


Gli spettacoli che Scena Verticale ha prodotto negli ultimi anni, dagli affreschi/monologo di La Ruina alle epopee epiche di struttura corale dirette da De Luca, hanno sempre fatto registrare il tutto esaurito in Calabria come a Milano, per l’intrinseca forza espressiva del raccontare le depauperazioni dell’umano del nostro tempo e di sempre.

Primavera dei Teatri, come rassegna, in fondo lavora su un’identità di fondo rispetto alle macro tematiche che Scena Verticale pone al centro del suo pensiero attivo, con una proposta che, anche nell’edizione di quest’anno, ha parlato di differenze e marginalità, di integrazioni e disintegrazioni.

L’elaborazione video del materiale che in quei giorni abbiamo raccolto ci consente ora di guardare alle cose con una distanza che amplifica il sentimento di fondo, il sapore più persistente, lontano dagli impeti del vissuto.

In questa distanza tutto sembra collegato. Quello di cui rendiamo conto oggi è pertanto l’impianto generale, una sorta di spina dorsale del progetto, partendo dalla lunga e appassionata intervista con Saverio La Ruina per poi entrare nello specifico con alcuni degli artisti presenti, da Benedetto Sicca ad Annibale Pavone, da Luigi Iacuzio, per finire con il bel lavoro di Musella e Mazzarelli, su cui torneremo poi in seguito per un punto di vista più ampio.

Nel chiostro dell’antica struttura conventuale dove il festival si svolge, fra stati generali del teatro in Calabria, convegni e concerti, piccoli momenti di ristoro e spettacoli serali in rapida sequenza, vogliamo menzionare, più di tutto, un atto di grande civiltà che non abbiamo riscontrato da nessun’altra parte in Italia e all’estero: una ludoteca a disposizione dei bambini nelle ore degli spettacoli, in modo da consentire alle famiglie di vivere l’esperienza del festival in forma piena, potendo garantire ai più piccoli un momento di svago appropriato e agli adulti di tuffarsi nel buio della sala con la serenità di un’accoglienza che mai come in questo caso, nel suo svolgersi intimo e arroccato, amplifica le sensazioni di fondo.

Il vissuto scenico e quello ambientale a Castrovillari dialogano con inaudita potenza, fra miserie e nobiltà del genere umano, private di orpelli descrittivi e lasciate al loro raccontarsi a pelle viva.

Benedetto Sicca, Luigi Iacuzio, Annibale Pavone e Angelo Campolo


Saverio La Ruina

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