Caravan. In giro per l’Europa in cerca di una teatrale rinascita

Progetto CaravanSe vuoi cambiare il mondo comincia a muoverti. E’ questo il motto del progetto Caravan artist on the road.
La conferenza stampa tenutasi questa settimana al Salone d’Onore della Fondazione Crt, ma soprattutto la chiacchierata informale con Elena De Pascale, assistente alla direzione artistica, mi hanno chiarito finalmente cos’è il Progetto Caravan e soprattutto quale lo spirito delle persone che ci lavorano e ci lavoreranno nei prossimi anni.
Ma facciamo un passo indietro.

Caravan – Artist on the road è il progetto vincitore del programma europeo Cultura 2007-2013 nel settore progetti di cooperazione pluriennale.
Capofila è la Fondazione Crt, affiancata dal Master di Teatro Sociale e di Comunità dell’Università di Torino (Alessandro Pontremoli, Alessandra Rossi Ghiglione).
Il primo posto in Europa trova sicuramente le sue fondamenta in questo stretto connubio, e non solo, fondamentali sono il rapporto tra la parte manageriale e quella artistica, rapporto che è stato garanzia di efficienza e di qualità del progetto.
Come spiega Angelo Miglietta, segretario generale della Fondazione Crt, non è stato solo il lavorare per avere accesso a nuovi fondi, ma l’occasione per imparare a muoversi a livello europeo nella condivisione di una nuova cultura.

E allora proviamo a spiegare cos’è davvero il progetto Caravan. Ma forse prima è meglio chiarire cos’è il Teatro Sociale e di Comunità.
Il teatro come esperienza e rito ha un’efficace potenza trasformativa; il teatro sociale e di comunità ha come obiettivo lo sviluppo e il sostegno alle arti performative volte a promuovere il territorio, talvolta a trasformarlo. Un territorio inteso come persone, gruppi, comunità, cittadini insomma. Utilizzando il linguaggio teatrale si condividono esperienze;  tramite il teatro si mettono in rete risorse, si utilizza finalmente il capitale “sociale”.

E arriviamo al tema del Progetto Caravan: crisi e rinascita.
Di crisi non ci dilungheremo a parlare, sarebbe superfluo, preferendo soffermarci sulla rinascita. Perché questo preme al progetto, e questo dovrebbe essere il bello dell’iniziativa, che vede alla direzione artistica Alberto Pagliarino.
Nonostante i gridi di catastrofe si alzino un po’ ovunque, ci sono realtà che nascono, che rinascono e che sono vive e vegete. Parliamo di associazioni (che sono sempre fatte di persone, di cittadini) che magari hanno ridato vita a luoghi che si erano perduti. I luoghi: questo era uno dei punti del progetto, individuare luoghi di rinascita, ma vivi, abitati, capaci di fondere insieme tre aspetti fondamentali: socialità, imprenditorialità e apertura al territorio.

Il Progetto Caravan durerà tre anni, ha 11 partner in tutta Europa, con 9 Paesi coinvolti e 4 grandi città europee protagoniste: oltre a Torino per rappresentare il sud dell’Europa, A Coruna (Spagna) per l’ovest, Holstebro (Danimarca) per il nord e Sofia (Bulgaria) per l’est.
Nel mese di dicembre Caravan sarà a Torino, coinvolgendo decine di associazioni del territorio che insieme hanno collaborato, mettendo in comune esperienze, sotto la direzione artistica di Alessandra Rossi Ghiglione. Si svilupperanno 20 appuntamenti di arti performative che nascono dal lavoro di professionisti del teatro con associazioni, enti, abitanti. 20 appuntamenti che sono il racconto di comunità, delle loro radici, dei loro sogni e desideri e che sfoceranno nel grande evento teatrale di Capodanno.

Perché Caravan? Perché il cuore, il simbolo ed il testimone del progetto è proprio un caravan attrezzato come un teatro viaggiante, adatto ad ospitare spettacoli di danza, teatro, musica e utile per portare in viaggio mostre, e che sarà quest’anno anche Luce d’Artista itinerante per Torino. E così eccoci collegati con l’evento della notte di Capodanno, scelta ovviamente non a caso per l’evento culmine del progetto torinese. Un capodanno come momento di passaggio, di rinascita, in cui si brucia il vecchio per il nuovo.
Il Caravan sarà in giro per le strade della città, toccherà le periferie per finire la festa ai Bagni Municipali di San Salvario, ennesimo luogo risorto con un totale cambio di funzione.

E poi? Dopo si lavorerà ad uno spettacolo nato dalle esperienze di questi mesi e dal bisogno comune di restituzione. Un teatro coreografico in grado di farsi capire nel viaggio che inizierà a marzo 2012 e che porterà il caravan negli altri Paesi coinvolti, che a loro volta lavoreranno e ripartiranno… e così per 42 mesi.

Difficile nominare tutti e tutto in una volta sola. Così questa è la nostra prima puntata per seguire il viaggio del progetto Caravan.

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