Prosa et Labora festival. Riflessioni teatrali su diritti e rovesci del mondo del lavoro

Prosa et Labora 2012Fare l’artista sarà mica un lavoro?
Se lo chiederà, in maniera più o meno (auto)ironica, il festival Prosa et Labora, al debutto con un’edizione zero in un’unica giornata il prossimo 15 settembre a Sesto San Giovanni, periferia milanese già conosciuta dagli amanti del teatro perché vi ha sede lo Spazio Mil.

E proprio di lavoro in senso stretto e anche di diritti in senso più o meno lato si parlerà in una giornata ricca di appuntamenti, da mattina a notte.
Ad organizzarlo Marta Galli di ArteVox in collaborazione con Arci Milano, Cgil Lombardia e il Sindacato Attori Italiano. E ad ospitarlo, come si accennava sopra, il Comune di Sesto San Giovanni, rappresentativo di una realtà lavorativa che affonda le radici in un passato industriale non dimenticato ma “riconvertito” e vivo in quanto memoria storica di un’epoca.
Lo Spazio Mil, infatti, si trova all’interno del Parco Archeologico Industriale ex Breda, una ex area industriale trasformata in polo culturale che occupa una superficie di circa 52.000 mq. Al suo interno vi è la Porta Breda (opera del 2004 di Michele Festa in acciaio corten, che raccoglie nelle sue forme l’espressione del dubbio e della precarietà che insidia il nostro vivere), lo Spazio Mil, il Carroponte, la locomotiva Breda e l’allestimento composto dal carro lingottiera Falck.
Lo Spazio Mil, costruito sulla tipologia del magazzino ricambi della Breda Siderurgica preesistente, ospita al suo interno l’archivio Giovanni Sacchi, un ristorante e lo spazio teatrale; mentre nel prossimo futuro è previsto anche l’allestimento del Museo dell’Industria e del Lavoro.

Già, perché proprio qua, nel 1903, apriva i suoi stabilimenti la Breda, che dall’iniziale produzione di locomotive a vapore spaziò poi alla fabbricazione di treni elettrici, materiale bellico, aerei e componenti per l’industria nucleare.
Azienda-chiave nell’impegno bellico italiano, gli stabilimenti della Breda furono tra quelli più coinvolti nell’ondata di scioperi che precedettero e seguirono la caduta del governo Mussolini nel 1943. L’occupazione nazista che seguì al crollo del fascismo fu ostacolata dai Gap (Gruppi di azione patriottica), che si formano e riunirono proprio nelle fabbriche. Si susseguirono così arresti, deportazioni, fucilazioni, atti di sabotaggio e guerriglia. Fino al 28 aprile del ’45, quando gli alleati entrarono a Sesto San Giovanni.

La città, simbolo di questa Resistenza lombarda, venne poi insignita nel giugno ’71 della Medaglia d’Oro al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e l’attività nella lotta partigiana.
Negli anni ’80 la Breda, che era arrivata a contare 20.000 addetti, si smembrò e in gran parte scomparve. Sopravvivono ancora la Breda Energia, che produce valvole per gasdotti e pozzi petroliferi, e la Ansaldo Camozzi, ex Breda Nucleare.

Insomma, una storia che pare più che significativa per essere palcoscenico di un momento di riflessione sul lavoro, artistico ma non solo.
Ed è proprio da qui che si partirà il 15 settembre alle 11,30 con il convegno-dibattito “Non sarà mica un lavoro? Diritti e rovesci dei lavoratori dell’arte e dello spettacolo”: tra i relatori Mimma Gallina, organizzatrice teatrale e docente di organizzazione dello spettacolo alla Paolo Grassi, l’assessore alla Cultura del Comune di Milano Stefano Boeri, Elena Lattuada, della segreteria nazionale Cgil, e molti altri.

Ma sarà dal pomeriggio che prenderà forma la proposta artistica vera e propria, aperta alle 14,30 da “Lavorare stanca”, l’interessante spettacolo di e con Matilde Facheris, che Klp vi aveva già segnalato prima delle vacanze: Facheris racconta la degenerazione del concetto di lavoro nella società contemporanea attraverso un monologo in cui confessa, con coraggio e senza remore, prima se stessa e la sua vita nel teatro all’insegna della precarietà, e poi i pensieri di un lavoratore (il rimando è alle vicende tragiche accadute in France Telecom) che, pressato dai sistemi manageriali, sceglie il suicidio come difesa e opposizione al ‘regime’ cui l’azienda cerca di indirizzarlo.

Alle 16,30 una produzione Litta e Napoli Teatro Festival firmata da Sandro Mabellini, con Silvia Giuliano e Umberto Petranca, “Tu (non) sei il tuo lavoro”: una coppia, nucleo base della società contemporanea, dibatte sui problemi del lavoro che non c’è, o che quando c’è diventa un’illusione di felicità che allontana però la coppia dall’amore, dalla crescita, dalla possibilità di generare un figlio.
A seguire “s. m. / impiego di energia volto ad uno scopo determinato”, performance e flash mob di Chiara Tarabotti, Valentina Rho e Maurizio Corbella, parte del più ampio progetto Storiedimpiegati.

Infine, alle 20,30, l’atteso “Scintille” di Laura Curino, che ha debuttato con successo a luglio al festival di Borgio Verezzi, e racconta la storia, tragicamente attuale, di 146 operai (in gran parte donne) morti per un incendio scoppiato all’interno della fabbrica newyorkese Triangle Waistshirt Company nel 1911.
Laura Sicignano (che ci racconterà la genesi dello spettacolo nei prossimi giorni su queste pagine) è autrice del testo e regista di un monologo che rievoca la giornata del massacro dal punto di vista di tre italiane, una madre e due figlie, emigrate in America per cercar fortuna.

Carroponte - Sesto San Giovanni

Il Carroponte: ieri ‘parco rottami’ della Breda Siderurgica, oggi arena concerti (photo: carroponte.org)

Oltre agli spettacoli, anche una serie di eventi collaterali, a partire da due mostre fotografiche: “Unite nella lotta. Donne nelle fotografie dell’Archivio del Lavoro dall’autunno caldo agli anni ottanta”, a cura dell’Archivio del Lavoro, e “La fabbrica nella città, la città nella fabbrica. La Sesto San Giovanni del ‘900 nelle fotografie della Breda e della Ercole Marelli”, a cura dell’Isec di Sesto San Giovanni.

Infine saranno presenti una serie di realtà (legate in maniera più o meno canonica ai temi trattati) con stand espositivi, installazioni e un workshop: Linguaggicreativi proporrà infatti un workshop (che si terrà dalle 18 alle 20) rivolto in particolare a drammaturghi, registi e attori sull’allestimento dello spettacolo “E adesso, pover’uomo”, che debutterà il prossimo 5 ottobre. La lezione-spettacolo sarà occasione di incontro e discussione con pubblico e addetti ai lavori a partire da un estratto della pièce, tratta dal romanzo di Hans Fallada, che narra il lento declino di un impiegato che perde il lavoro nella Germania degli anni ’30. Per info e iscrizioni: info@linguaggicreativi.it.  

E, ancora, lo sportello per teatranti in crisi organizzato da Lab 121 e Av Turnè (un incontro dedicato ai lavoratori dello spettacolo dal vivo che desiderano imparare a muoversi nell’intricato sistema contrattuale, produttivo e distributivo del mercato italiano), gli sportelli di servizi e informazioni di Sai Cgil ed Enpals (per chiedere informazioni, chiarimenti, fare proposte o segnalare problematiche relative al mondo del lavoro, a contratti, tutele, problematiche contributive etc.), la web tv della Cgil (che, in una sorta di videobox, raccoglierà testimonianze video sul tema), il Centro Nazionale Drammaturgia Italiana Contemporanea con letture di “aforismi d’autore”, e infine Paolo Faroni e Fabio Paroni in “Grasse Risate (lacrime magre)”, spettacolo  in cui, manco a dirlo, protagonista sarà proprio una visione tragi-comica del mestiere dell’attore.

Klp, mediapartner dell’evento, vi offrirà nei prossimi giorni qualche anticipazione dalle parole dei diretti protagonisti, prima di raccontarvi e farvi vivere per intero la giornata del 15 settembre.
E per chi ne volesse saperne di più, venerdì 7 settembre si terrà a Milano, al circolo Arci Bellezza (via Bellezza 16/A), alle 11.30, la conferenza stampa di presentazione, con i protagonisti della rassegna.
L’ingresso il 15 al festival (dibattito, mostre, eventi collaterali) sarà gratuito per tutto il giorno.
Ingresso a ciascuno degli spettacoli pomeridiani € 7. Ingresso spettacolo serale € 15. Abbonamento per tutti gli spettacoli € 20.
Info e prevendite: www.artevoxteatro.it – mail: prosaetlabora@artevoxteatro.it

Il programma del festival in dettaglio.
 

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