Pugačëv, personalità molteplice fra idealismo e storia

Sergej Esenin

Sergej Esenin

Candore e crudeltà, violenza e tenerezza convivono in “Pugačëv“, il protagonista controverso della poesia di Sergej Esenin, che Maurizio Schmidt porta in palcoscenico con sensibilità e spessore. Il regista umbertidese, rifiutando una lettura univoca della vicenda, ci consegna un personaggio in bilico tra l’idealismo del contestatore e la verità meno eroica della storia.

Nella pièce di Schmidt la poesia dello scrittore russo, profeta della rivoluzione d’ottobre, si fa parola, prende corpo. Un corpo robusto e rude, quello dell’attore Luciano Virgilio, che nella sua interpretazione porta in vita la personalità enigmatica, divisa tra storia e leggenda, di Emelian Pugačëv, il ribelle che nella seconda metà del 1700 si finse il defunto zar Pietro III e spinse alla rivolta le popolazioni ai confini dell’impero, di cui Esenin ci ha consegnato un ritratto lirico ed eroico nel poema del 1922. 

L’attore da voce a tutti i protagonisti della storia; con medesima intensità è ora il protagonista Pugačëv, ora uno dei cosacchi, ora un luogotenente. Se la potenza del personaggio dona consistenza al dramma, è lo sfondo storico a dare profondità alla pièce. La regia di Maurizio Schmidt si rivela particolarmente abile nel riconsegnarci una ricostruzione della storia poetica e precisa. Otto didascalie proiettate su uno schermo  raccontano l’epopea del protagonista, dalla sua prima visita al villaggio di Jaik fino alla sconfitta e al trasporto verso Mosca in una gabbia di ferro.  Assistiamo così, attraverso il potere evocativo della parola, allo spettacolo di una natura ancora incontaminata, eppure già teatro di violente rivolte. Un’ immagine controversa, proprio come la Russia di Caterina II, di cui Pugačëv può considerarsi a tutti gli effetti un simbolo.

Se la ricostruzione storica è stata eccellente e particolarmente riuscite si sono rivelate alcune idee come l’uso delle proiezioni video utilizzate per fornire allo spettatore gli elementi basilari della cronistoria e la presenza sul palco della fisarmonica di Denissenkov, lo spettacolo ha sofferto in parte di una recitazione che ha finito per collocare tutti i personaggi della vicenda sullo stesso piano, quasi a voler comporre un basso rilievo in cui i soggetti hanno tutti il medesimo spessore, privando così il protagonista di quell’aura di eroismo a cui la poesia di Esenin l’aveva consacrato. 

PUGAČËV
di Sergej Esenin
con Luciano Virgilio
regia e drammaturgia Maurizio Schmidt
musica dal vivo Vladimir Denissenkov
Produzione Teatro Franco Parenti
durata: 1h 30’applausi del pubblico: 1′ 30″ 

Visto a Milano, Teatro Franco Parenti, il 7 ottobre 2012


 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *