Que pasa? La miscellanea contemporanea di Marco Sanna

Marco Sanna
Marco Sanna

Marco Sanna in ‘Qua pasa?’

Tra le note di “My way” – Marco Sanna rivisita a suo modo la canzone portata al successo da Frank Sinatra – e quelle del cantautore Claudio Lolli – è sua la canzone che chiude lo spettacolo – la distanza è notevole. Un’annotazione a margine che però può esser presa come spunto per dichiarare la difficoltà, in chi assiste, di tenere le fila degli accadimenti in scena, a causa del gran numero di situazioni che si succedono in “Que pasa?”, spettacolo prodotto da Meridiano Zero e costellato di riferimenti e citazioni eterogenei.

Il tutto si apre con tre attori che vogliono allestire uno spettacolo vivace e divertente, leggero, e in cui ci siano le “tette”. Sanna indossa i panni di un istrionico mangiafuoco che deve vincere l’ostilità degli altri due: un attore che “vuole dire la verità” e un secondo che indossa un costume da lupo e la cui voce è amplificata e distorta da un microfono. E fin qua tutto abbastanza chiaro.
Poi il percorso lineare si interrompe, lasciando spazio ad una serie di scene slegate, che rimandano solo talvolta allo spunto iniziale della messinscena. A fare da sfondo agli eventi una violenza e  un’aggressività che creano un effetto di sorpresa più per come sono rappresentate che per incastro con l’intento drammaturgico e che, difficilmente, si collocano all’interno di uno sviluppo logico dell’azione. Difficile restituire quindi al lettore, in poche righe, una testimonianza degli accadimenti in scena.

Le intenzioni di Sanna, insieme sul palco con Francesco Cortoni e Claudio Alfaroli, sono interessanti, ma i tre decidono di esplorare un territorio in cui accadono troppe cose, dove ci si imbatte in molti riferimenti esterni, e così vengono traditi dalla voglia di dire troppo e troppo ad alta voce.
A mo’ di esempio si può citare la scena della sfilata di moda: due attori, vestiti di nero con tanto di passamontagna da rapinatori, si alternano in scena esibendo oggetti che richiamano e mischiano la contemporaneità: mitrie, bandiere, palloncini, teste di maiale e così via.
Lo scarto è improvviso e inaspettato e risulta tutt’altro che facile tenere le fila del racconto. Una difficoltà che accompagna lo spettatore fino al termine e accresciuta proprio del gran numero di riferimenti: dalla sceneggiata napoletana alle atmosfere alla David Lynch, passando per la moda e papa Wojtyla, Luca Toni e il terrorismo, tanto per citarne alcuni.
L’uso del microfono, al quale spesso si ricorre anche per distorcere le voci, la tensione fisica degli attori, il “montaggio” serrato, i rimandi e le citazioni rendono difficile la ricezione di un messaggio che sembra essere molto chiaro nella testa degli attori, ma non altrettanto in quella di chi osserva.
Detto questo, una nota di merito va ai giovani Alfaroli e Cortoni, cresciuti molto rispetto ai precedenti lavori.

QUE PASA?
di e con: Marco Sanna, Francesco Cortoni, Claudio Alfaroli
drammaturgia: Marco Sanna
luci e suoni: Giorgio De Santis
costumi: Anna Ledda
maschere e oggetti scenici: Massimo Casata, Rosella Ulceri
produzione: Meridiano Zero in collaborazione con Teatro di Buti e Pilar Tenera
durata: 58′
applausi del pubblico: 4′ 30”

Visto a Buti (PI), Teatro Francesco di Bartolo, il 26 marzo 2010

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