Quei giovani vintage under 35

L'uomo perfetto

L’uomo perfetto

Italia, paese per vecchi. O no?
Sono sempre di più i progetti che sostengono la scena giovane italiana (giovane? Beh’, diciamo che spesso si orienta sugli under 35, età in cui fa piacere sentirsi ancora chiamare “giovani”), quasi come se il teatro fosse uno dei pochi luoghi culturali che crede di dover sostenere le nuove generazioni, visto che le vecchie sono già belle che andate.

E’ difficile, per chi fa teatro da pochi ma anche da tanti anni, avere sbocchi per la circuitazione degli spettacoli, visto che la distribuzione non esiste più, le ospitalità sono adatte solo a chi ha un teatro, e dei cachet nemmeno a parlarne. Quindi è giusto creare delle possibilità di fuoriuscita, veder nascere piccoli progetti che possono esprimersi in piazze diverse, se selezionati a dovere. Quindi bando alle polemiche e andiamo avanti.
Cerchiamo i “giovani” under 35, e proviamo a vedere dove stanno andando.

Ecco da dove nasce i Teatri del Tempo Presente, un progetto della Direzione Generale per lo Spettacolo dal Vivo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali (che ha sostituito l’Eti) al quale aderiscono moltissime regioni italiane.
Noi siamo andati a vedere all’Elfo Puccini, ospiti di MilanOltre, il progetto selezionato nelle Marche, della Compagnia 7 – 8 chili/Mara Cassiani.

7-8 chili è un collettivo composto da giovani artisti che condividono un percorso comune, e Mara Cassiani un’artista della danza, formata con Teatro Valdoca e Socìetas Raffaello Sanzio, considerata tra le nuove leve della coreografia marchigiana.
Tutte ottime premesse.

“L’uomo perfetto” e “Hand Play” sono i due brani, presentati in unica serata, che raccontano il rapporto tra corpo e immagine proiettata.
Il primo si ispira al cortometraggio danese di Jorgen Leth (“Det Perfekte Menneske”), rielaborato tra l’altro da Lars Von Trier; il secondo svela la crudeltà delle piaghe nascoste del rapporto uomo – donna.
Ma andiamo per ordine.

Abbiamo detto che parlare di Under 35 non è esattamente parlare di generazioni poi così giovani.
E il primo lavoro, “L’uomo Perfetto”, rispecchia in pieno questa segnalazione: una riflessione pseudonarcisista sull’uomo perfetto, condita da cliché anni Ottanta, musiche anni Novanta (i Gotan Project? Ancora?) accompagnate da due attori – danzatori (che si spera siano in realtà più attori) che ripetono all’ossessione gesti e movenze dell’uomo perfetto (ammiccamenti e sguardi provocanti inclusi) accompagnati da un uso del video che vorrebbe forse essere innovativo ma in realtà non aggiunge nulla a quanto fatto dallo Studio Azzurro del ’71.

Il punto è proprio questo: chi scrive non ha capito dove il lavoro volesse arrivare. Fare un richiamo agli spettacoli di trent’anni fa? Innovare col linguaggio video, utilizzando però tecniche già sperimentate? Ci pare un tentativo mal riuscito, purtroppo. Ed è un peccato, perché l’idea di lavorare su un cortometraggio così interessante, con un linguaggio come quello video da mettere in relazione con dei corpi vivi e vibranti, poteva essere un esperimento certamente gratificante.

Il secondo lavoro invece, “Hand Play”, riflette sulle dinamiche di coppia, e lo fa utilizzando un espediente molto divertente. Attraverso una telecamera posta sulla scena e un telo per proiettare video, l’unica attrice, Giulia Capriotti, si relaziona per tutto lo spettacolo con una grande mano di uomo, quasi un Deus ex Machina, mossa sapientemente da Davide Calvaresi direttamente in scena.

Con questo gioco che riporta alla nostra infanzia, forse un po’ ingenuo ma certamente efficace, i due attori raccontano la storia di un uomo e una donna, del loro modo di relazionarsi, e dei risvolti macabri che può prendere l’equilibrio spesso instabile tra due persone.
L’idea, di fatto, è piccola e una sola, ma è ben sviluppata, in un percorso non privo di momenti divertenti e ben giocati, quindi si presta bene per una visione leggera e un buon lavoro, fatto con attenzione e dovizia di particolari.

A fine serata resta però sempre lo stesso dubbio: i giovani, quelli di oggi, esistono ancora? E soprattutto… dove va il loro teatro? E’ solo performance condita da qualche espediente tecnologico?
Ai posteri (quelli della generazione under 25) la risposta.

L’UOMO PERFETTO
ideazione e coreografia: Mara Cassiani
interpreti: Mara Cassiani, Francesco Vecchi, Egidio Egidi, Roberta Mattei
interprete alla videocamera: Alessandra Giampaoli
produzione: Inteatro, in collaborazione con AMAT

durata: 30′
applausi del pubblico: 1′ 35”

HAND PLAY
ideazione e coreografia: Davide Calvaresi
interpreti: Davide Calvaresi, Giulia Capriotti
osservazione: Valeria Colonnella

durata: 50′
applausi del pubblico: 2′

Visti a Milano, Teatro Elfo Puccini, l’8 ottobre 2013

 

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