Ragazzi, tutti a teatro. E’ gratis!

photo: kenilworthweeklynews.co.uk

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La notizia arriva dalla Gran Bretagna: teatro gratis per tutti i giovani tra i 18 e i 26 anni. E’ l’annuncio che il Governo britannico ha dato questa settimana anticipando un programma che partirà a febbraio 2009 e coinvolgerà 95 teatri del Paese.

Andy Burnham, Segretario alla Cultura britannica, ha spiegato come il progetto miri a far esplorare, attraverso il teatro, nuovi orizzonti ai ragazzi: “Talvolta le persone lo evitano perchè ne hanno paura, credendo che non sia per loro. E’ ora di modificare questa percezione – ha dichiarato durante una visita a Manchester – Il teatro può cambiare la vita delle persone, può dare nuovi impulsi e aprire le menti aiutando a realizzare le proprie potenzialità”.

L’obiettivo è assicurare un milione di biglietti gratis nel corso di due anni, fino a marzo 2011. E per questo, almeno una sera alla settimana, un certo numero di posti in ogni teatro saranno riservati agli under 26. Il piano, che costerà complessivamente circa 3,15 milioni di euro, interesserà soprattutto sale gestite dall’Arts Council Britain o teatri finanziati localmente.

Una delle modalità indispensabili per far vivere l’arte è anche rinnovarne il pubblico. Ed è il risultato a cui mira il progetto, oltre ad offrire un’opportunità di formazione personale in più ai giovani.
L’iniziativa non rappresenta un’eccezione: campagne culturali con biglietti ridotti o gratuiti per attrarre un pubblico giovane sono abbastanza comuni in Inghilterra.
Il risultato? Quando si trattò di entrar gratis ai musei andò bene, assicura Burnham. Non possiamo che augurarci un esito altrettanto positivo.

In Italia la percezione di molte persone è che il teatro sia qualcosa di lontano dalla vita: noioso, accademico, snob, vecchio… E così, a maggior ragione, lo è per i giovani, attratti da estetiche ed intrattenimenti spesso diversi e più roboanti.
Alla base di tutto c’è la mancata conoscenza. Non si sa cosa sia il teatro contemporaneo o che esistono alternative al classico ‘Essere o non essere’. Il teatro è immagine della vita e, in quanto tale, con mille gusti e sfumature differenti.

E’ lì che occorre arrivare: cambiare, come ha dichiarato Andy Burnham, l’errata percezione di un teatro visto come unico, monolitico, stantìo.
Da noi programmi analoghi a quello britannico forse non verranno mai varati. Ma le occasioni per avvicinarsi al teatro, soprattutto a quello meno ‘formale’, esistono, e talvolta anche a prezzi economici. I numerosi festival ne sono un esempio. Eppure sappiamo quanta difficoltà spesso ci sia ad abbattere diffidenze e omologazioni.
Klp, forse utopicamente, continua a crederci e a lavorare in questo senso. E’ un idealista.
 

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  • news ha detto:

    sicuramente è una gran bella iniziativa, su cui in Italia bisognerebbe riflettere molto. La ricerca di nuovo forme espressive richiede anche una riflessione a tutto campo su un nuovo pubblico, e i giovani vanno formati anche su questo, per un’apertura del panorama culturale

  • KLP ha detto:

    …e per un approccio meno elitario e più “popolare” verso il teatro e l’arte in genere. Concordiamo in pieno. Peccato che le iniziative in corso in questo periodo in Italia si chiamino ‘Tagli alla cultura’.

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