Reality. Seconda tappa del ‘viaggio polacco’ di Deflorian/Tagliarini

Daria Deflorian e Antonio Tagliarini

Daria Deflorian e Antonio Tagliarini

La sesta edizione di ZTL_pro ha confermato la volontà per le cinque strutture che la compongono (Angelo Mai, Rialto Santambrogio, Santasangre/Kollatino Underground, Teatro Furio Camillo e Triangolo Scaleno Teatro) di sostenere la produzione di nuovi progetti che nascono dal variegato sottobosco teatrale romano. Realtà più o meno in crisi ma che, una volta l’anno, recuperano le forze trovando una direzione comune.

Tra le proposte di quest’anno, abbiamo assistito alla seconda tappa del progetto “Reality” di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini.
Dopo un primo “movimento” (intitolato “rzeczy/cose”), presentato lo scorso settembre a Short Theatre nel quale i due performer giocavano e si interrogavano tra cumuli di oggetti mentre gli spettatori curiosi li seguivano, l’anteprima proposta all’Angelo Mai ripropone una visione frontale “classica” dell’accadimento teatrale. Un’anteprima in vista del debutto ufficiale a Castiglioncello quest’estate.

Al centro della storia sempre lei, Janina Turek casalinga di Cracovia, la donna che per oltre mezzo secolo ha annotato e archiviato tutto ciò che faceva e che ha trovato notorietà postuma grazie al giornalista russo Mariusz Szczygiel che l’ha descritta con passione nel libro che dà il nome al progetto.

Deflorian e Tagliarini, che ritornano insieme dopo gli omaggi a star come Pina Bausch e Andy Warhol, stravolgono l’installazione/performance vista lo scorso settembre e mettono ancora di più in gioco la loro verve performativa, come si nota bene nell’inizio, che racconta la fine della protagonista, quando nel 2000 muore da sola per strada.
I due giocano sulla teatralità della caduta, e con la peculiarità delle loro interpretazioni minimaliste e del loro fare confidenziale creano momenti divertenti. Ci saranno anche momenti più seri durante lo spettacolo, ad accrescere – per noi – il mito di una donna cresciuta in un particolare contesto storico (la Russia del Novecento pre e post caduta del Muro del Berlino) nel quale le sue microstorie sanno contemporaneamente di dolcezza e tristezza, di alienazione e rivalsa femminile.
Dalle visite inattese ai pasti, dalle telefonate ricevute agli appuntamenti fissati, scampoli di quello che è stato annotato da Janina trova voce nei dialoghi dei due in scena, i quali si prendono il tempo per una riflessione muovendosi con naturalezza e affilando progressivamente quello che ormai può essere definito l’invenzione di un vero e proprio stile.

Daria e Antonio viaggiano a braccetto uniti dal profondo interesse per i temi biografici (come testimonia l’improbabile trilogia Bausch/Warhol/Turek), e impugnano la causa di Janina per provare a farla diventare un classico sui generis: la rappresentazione di un delirio maniacale e poetico.
E’ probabile che molti di noi siano attraversati da manie di archiviazione e catalogazione: ai due in scena tocca il compito di elevare questa stranezza e farla diventare teatro, in un’operazione che forse non ha precedenti, partita da una fase di studio quasi antropologica, con viaggi a Cracovia alla scoperta degli archivi. E poi verso la costruzione di un’operazione artistica iniziando da ciò che, in senso stretto, artistico non è.

Un progetto speciale e appassionante in cui perdersi, non uno spettacolo ma la rappresentazione di un rapporto umano fra un soggetto (la defunta Janina Turek), due moderni maestri di cerimonie e un pubblico che c’è da augurarsi diventi sempre più ampio. A completare questo ‘viaggio’, come avevamo già anticipato in passato, un blog che documenta tutte le fasi del progetto.   

Reality
ideazione e performance: Daria Deflorian e Antonio Tagliarini

a partire dal reportage di Mariusz Szczygieł REALITY,
traduzione di Marzena Borejczuk, Nottetempo 2011

disegno luci: Gianni Staropoli

consulenza per la lingua polacca: Stefano Deflorian, Marzena Borejczuk e Agnieszka Kurzeya

collaborazione al progetto: Marzena Borejczuk

organizzazione e comunicazione: Filipe Viegas

una produzione: Planet3/Dreamachine, ZTL-Pro, Festival Inequilibrio/Armunia

con il contributo di Provincia di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali

in collaborazione con Fondazione Romaeuropa / Palladium e Teatro di Roma

residenze: Armunia/Festival INEQUILIBRIO, Ruota Libera/Centrale Preneste Teatro, Dom Kultury Podgórze
patrocinio Istituto Polacco di Roma

con il sostegno di Nottetempo, Kataklisma/Nuovo Critico, Istituto Italiano di Cultura a Cracovia, Dom Kultury Podgórze
ringraziamenti: Janusz Jarecki, Iwona Wernikowska, Melania Tutak, Magdalena Ujma, Jaro Gawlik
durata: 50’
applausi del pubblico: 3’ 49’’

Visto a Roma, Angelo Mai, l’11 maggio 2012
Anteprima

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