Remote Milano. Coi Rimini Protokoll uno sguardo diverso alla città

Remote X

Remote X

I tedeschi Rimini Protokoll hanno inaugurato la stagione teatrale di Zona K, vivace realtà del quartiere Isola di Milano, con “Remote Milano” (repliche a grande richiesta fino al 16 novembre): più che uno spettacolo un attraversamento collettivo della città con, in cuffia, la voce di un OS – Operating System. 

Dalle premesse sembra evidente il riferimento, l’ispirazione, a “Lei”, celebre pellicola di Spike Jonze in cui il protagonista Joacquin Phoenix si innamora di un sistema operativo con la voce di Scarlett Johanson. L’attrice non compare mai, ma con la sua voce ha vinto ugualmente il premio per la migliore interpretazione femminile al festival del cinema di Roma. 

Sono parecchi, ormai, gli spettacoli itineranti, magari con l’ausilio di cuffie o telefonini, oppure bendati. Pensiamo a “Retroterra” di Anna Rispoli di Zimmerfrei, visto alKunstenfestivaldesarts qualche anno fa, al recente “The Walk” di Cuocolo/Bosetti, a “Agoraphobia” diOMSK/Lotte van den Berg con Daria Deflorian, ai Radio Walk Show di Urban Experience, o al “Vedi cosa voglio dire?” di Projet in Situ all’ultimo festival di Terni, tanto per citarne alcuni.

La curiosità alla partenza di “Remote Milano” è tanta fra i 50 spettatori. Si parte dal Cimitero Monumentale, in un percorso che toccherà la stazione Porta Garibaldi, la futuristica piazza Gae Aulenti e l’ospedale Fatebenefratelli.

Ma fin da subito si intuisce che lo spettacolo dei Rimini (incontrati la settimana scorsa da Krapp per una videointervista che vedrete prossimamante) è qualcosa di diverso: più ‘immersivo’, anche grazie alle musiche in sottofondo, e più coinvolgente. 
Fabiana, la nostra guida in cuffia, ci spiega che noi siamo “l’orda” e ci mette subito di fronte alle possibilità e ai rischi del collettivo rispetto al singolo, ma anche del virtuale rispetto al reale. Gioca con noi, scherza sul suo essere artificiale, cerca di trasmetterci le emozioni che lei non può provare. Il gioco funziona: in un’ora e mezza camminiamo velocemente cercando di superarci a vicenda, attendiamo prudenti ai semafori, corriamo, camminiamo all’indietro, ci inginocchiamo, accenniamo esercizi di danza. 

Remote X è il format dello spettacolo, poi adattato alle varie città in cui approda

Remote X è il format dello spettacolo, poi adattato alle varie città in cui approda

Il momento simbolo di questo nuovo rapporto fra opera d’arte, territorio e fruitore è alla stazione: “luogo dove tutti partono, noi invece andiamo a teatro!” annuncia la nostra guida, che successivamente ci farà mettere contro un muro per guardare la scena. La zona più caotica della stazione, sotto al pannello con gli orari dei treni in partenza e in arrivo, sembra proprio una performance. Si potrebbe chiamare “teatro della città”: c’è chi cammina a passo svelto, chi guarda il pannello preoccupato, chi invece guarda noi incuriosito. E noi siamo spettatori di questo bizzarro teatro del reale.

Guardare una città con occhi diversi, apprezzandola. Intercettare nuovo pubblico. Attraversare lo spazio pubblico con attenzione. Questi i punti di forza di “Remote Milano”: un teatro da vivere, non più vittime di drammaturgie noiose e autoreferenziali, ma complici, partner di una scrittura che dialoga con la città e i suoi cittadini. Per far sì che il teatro, ci dicono i Rimini Protokoll, diventi “un gioco, un’esperienza, un viaggio”.

REMOTE X
idea, testo e regia: Stefan Kaegi 
co-regia: Jörg Karrenbauer 
sound design: Nikolas Neecke 
drammaturgia: Juliane Männel, Aljoscha Begrich
assistenza alla regia: Ilona Marti; voci di Acapela Group
direzione di produzione: Caroline Gentz
“Remote X” è una produzione di Rimini Apparat
in coproduzione con: HAU Hebbel am Ufer di Berlino, Maria Matos Teatro Municipal e dem Goethe-Institut Portogallo, Festival Theaterformen Hannover/Braunschweig, Festival d’Avignon, Theater Spektakel di Zurigo, Kaserne Basel
con il sostegno di: Hauptstadtkulturfonds Berlin, Pro Helvetia, Schweizer Kulturstiftung e Fachausschuss Tanz und Theater Kanton Basel-Stadt; in coproduzione con House on Fire e con il sostegno del Programma Cultura dell’Unione Europea
REMOTE MILANO
per Milano assistente alla regia: Federica Di Rosa
direttore di produzione e traduzione: Valentina Kastlunger (ZONA K)

durata: 1h 30′

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