Gob Squad. Mettiamo in scena la rivoluzione

Revolution Now!

Revolution Now! (photo: Manuel Reinartz)

Three, two, one. Action! Il grido di battaglia di questo ensemble anglo-tedesco introduce immediatamente, e senza mezzi termini, a quella che è la cifra preponderante dei loro lavori performativi: l’utilizzo della ripresa video come parte integrante dell’esibizione scenica.

“Revolution Now” tesse un fitto legame fra gli eventi che si succedono all’interno del teatro e ciò che avviene all’esterno, dove la componente protagonista è proprio quest’ultima. Le incursioni dei Gob Squad hanno inizio già prima che lo spettacolo cominci, con alcuni elementi della crew che si aggirano, telecamera alla mano, fra il pubblico in attesa fuori dal teatro, mentre un improvvisato cantautore-menestrello intona popular songs, preludio all’ingresso in sala sulle note di “The times they are a-changin” di Bob Dylan.

Quanto è difficile coinvolgere un sufficiente numero di persone per fare una rivoluzione? E quanto può avere ancora senso l’uso di un termine ormai, per molti versi, anacronistico come ‘rivoluzione’?
La banda di Simon Will e soci non si scompone. Nemmeno quando una carrellata della telecamera mette sotto inchiesta tutti i componenti del gruppo ponendogli la seguente, scomoda, domanda: “Che cosa hai fatto di concreto nella tua vita per poterti definire un rivoluzionario?”. Esilarante la risposta di Sharon che, in un rigurgito vetero-femminista, vanta (mostrandone le prove) il rifiuto alla depilazione delle ascelle.

E’ ora di cambiare, insomma. La rivoluzione scorre sullo schermo televisivo “con un pensiero al business e l’altro al look” (prendendo a prestito le parole di una canzone di Elvis Costello) e si sviluppa restando appeso fra l’invisibile filo wireless delle telecamere e le re(l)azioni fra il pubblico in sala e i passanti della vicina via Verdi a Torino.
E allora il gioco si fa più interessante proprio nel momento in cui, sullo schermo a bordo strada, scorrono in diretta le immagini di ciò che avviene in teatro (stile e colori rievocano vecchi varietà della televisione sovietica), tanto che il casuale passante si trovi di fronte ad una scena di molteplice surrealtà, con i soggetti nell’inquadratura che si rivolgono direttamente al passante, richiamandone l’attenzione e ponendogli delle domande.

Lo scopo è coinvolgere il passante-cittadino-popolo nella rivoluzione. Dopo due comicissimi fallimenti, prima con una giovane coppia poi (guarda caso, le coincidenze) con un russo e famiglia in vacanza, nell’ultimo tentativo si concretizza finalmente la ribellione della “gente”.
Si tratta di una ragazza in bicicletta avviata verso casa per cenare (“La gente è affamata” afferma Simon).
La nostra eroina, oltre ad avere fame, afferma che “tutto dovrebbe essere cambiato… comincerei con le bombe… ma forse non funzionano”, e si lascia coinvolgere in un’azione dimostrativa di ribellione al sistema lanciando una finta bottiglia molotov contro l’edificio che ospita il comando dei carabinieri proprio lì a due passi, meritandosi l’ingresso trionfale in teatro accompagnata da tutta la crew. 

Una performance a tratti delirante e nello stesso tempo divertentissima, che conferma Gob Squad in prima linea nell’utilizzo dei media al servizio dell’arte scenica, e fra le più interessanti realtà protagoniste del percorso che vede la rappresentazione, sempre più, cedere il passo alla partecipazione.

Revolution Now!
concept: Gob Squad
performed and devised by Johanna Freiburg, Sean Patten, Sharon Smith, Berit Stumpf, Sarah Thom, Laura Tonke, Bastian Trost, Simon Will
live music and arrangement: Christopher Uhe, Masha Qrella
choreography: TnT (Tatiana and Tamara Saphir)
video: Miles Chalcraft, Kathrin Krottenthaler
sound Design: Jeff McGrory
technical Coordinator: Torsten Döring
costumes: Pieter Bax
dramaturgical advisors: Aenne Quiñones, Götz Leineweber
dramaturgy and production management: Christina Runge
artistic assistant: Milena Kipfmüller
stage design assistant: Jochen Hochfeld
costumes assistant: Veronika Weinhold
interns: Hannah Senft, Florian Wessels
management: Eva Hartmann
press and PR: augustin PR, Yven Augustin
Revolution Now! is a Gob Squad production, co-produced by donaufestival Niederösterreich, Schauspiel Köln and Volksbühne am Rosa-Luxemburg-Platz. With financial support from Berliner Kulturverwaltung

durata e applausi: sarebbe bello ricordarseli, ma sono finiti in lavatrice insieme agli altri appunti!

Visto a Torino, Cavallerizza Reale, il 26 ottobre 2011
Prospettiva 150

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