Privacy Policy

Krapp's Last Post | Teatro tra le nuvole

Tuesday
Jul 28th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Editoria Letture Tra le nostre poltiglie, con Ricci/Forte

Tra le nostre poltiglie, con Ricci/Forte

E-mail PDF
Ricci/Forte 100% furioso«Ci piace essere considerati i pronipoti di Gadda e i nipoti di Pasolini e Testori». Rimandi alti, insomma.
Intanto potremmo almeno non chiamiarli più 'enfants prodiges'! In Francia li hanno etichettati, semmai, come gli 'enfants terribles' del teatro italiano.
Ironizzo e mi permetto di prenderli un po' in giro (che so non si offenderanno), anche se al termine 'enfants' arriccio comunque il naso. In Italia si rimane ragazzi anche a ottant'anni, e un "giovane" architetto, professionista, regista... raramente ha meno di quarant'anni. All'estero (dove vige un ricambio generazionale meno ossidato del nostro e il talento 'emerge' con tempistiche più celeri) si potrebbe pensare che Ricci/Forte siano ventenni. Aggiungetene qualcuno, di anno. In fondo, quando "Aspettando Marcello" vinse il Premio Vallecorsi era il 1998 e loro erano trentenni in pieno sviluppo creativo.

Mettiamo allora in pensione un'etichetta desueta, ma ben rappresentativa di quel mondo che gli stessi Ricci/Forte, sul palco, descrivono con cinica brutalità – e che è rimbalzata su loro stessi in pagine e pagine di quotidiani cartacei e online, rimpallata su volantini e rassegne stampe, strisciando nelle note a piè di pagina ed invadendo l'immaginario di chi, forse, non conoscendoli, avrà pensato di assistere allo spettacolo di "una giovane compagnia esordiente".

Stefano Ricci e Gianni Forte, esperti e navigati "uomini di spettacolo", negli anni sono transitati con agilità dal teatro alla tv e viceversa, abili e fascinosi giocolieri delle parole (della drammaturgia ma non solo), vivendo un bel momento professionale già da tempo. E oggi più che mai.
Constatato il periodo di fama e fortuna, non poteva che aggiungersi anche l'editoria a consacrarli nell'Olimpo ufficiale. A tesserne lodi e a fotografarne la drammaturgia. A proporre un percorso che è, a tutti gli effetti, una carriera ben avviata e rappresentativa, in parte, del nostro teatro contemporaneo post-Duemila.

Mush-up TheaterSono due i volumi da poco pubblicati che fanno saggiare, in maniera diversa, parte di questa carriera.
Partiamo da "Mash-up Theater", curato da Francesco Ruffini per Editoria&Spettacolo e che vede interventi, tra gli altri, di Claudia Cannella (a rintracciare le origini teatrali della coppia), Roberto Canziani, Rodolfo di Giammarco, lo stesso Ruffini e anche Francesco Paolo Del Re, giornalista culturale diventato poi loro efficientissimo ufficio stampa.
Un volume esauriente che riunisce in trecento pagine un'intervista, interventi critici ma anche tre testi: "Wunderkammer soap", "Ploutos" e "Pinter's anatomy", e che si conclude con una ricca carrellata di significative istantanee dai loro spettacoli. Un bel volume, che dà un'idea completa di quale sia il percorso affrontato finora da Ricci/Forte.
"Contro la colonizzazione dell'immaginario viene frullata una semenza con la quale cospargiamo le nostre zolle concettuali - rispondono a Ruffini sul come e quanto venga rielaborato, nei loro spettacoli, ciò che osservano - Il filtro e il giusto mix delle condizioni circostanti si conforma con un crash-test continuo nel lavoro di prova. La percentuale di esperienza diretta, concreta e onirica, scratchata con influenze/citazioni/deformazioni ottiche del vissuto altrui trovano la loro dose ideale sul campo d'osservazione prescelto". Una frase che, nel modo e nei tempi, dice già tutto di loro.

Macadamia nut brittle (ptimo gusto)Andrea Porcheddu è invece il curatore di "Macadamia nut brittle (primo gusto)" edito da Titivillus. Anche in questo caso corredato di fotografie, per la prima volta viene presentato il testo di uno degli spettacoli più amati dal loro pubblico (e che dà il titolo al volume). Porcheddu introduce il lavoro riprendendo Pier Paolo Pasolini e il sociologo polacco Zygmunt Bauman ma passando anche per lo storico dell'arte Georges Didi-Huberman.
Una riflessione, quella introduttiva di Porcheddu, sul nostro contemporaneo: liquido, vampiresco, solo, lancinante, rumoroso. Aggettivi che probabilmente utilizzerebbero anche Ricci/Forte. Insieme a colori elettrici, sangue, tacchi alti, carrelli della spesa, aste con microfono, corpi e carne, tv-tv-tanta tv, icone pop: dai Simpson e Wonder Woman ai cartoni animati della Warner Bros.

Per raccontare qualcosa di loro a qualcuno che non ne ha mai visto i lavori, si potrebbero prendere a prestito immagini e riferimenti dagli spettacoli (e "Macadamia", in questo senso, sarebbe ben rappresentativo del tragitto cui sono giunti finora). Niente di più evocativo. Tutto quanto è pop, a partire dalle perverse relazioni umane, colpisce l'immaginario di Ricci/Forte, così da esserne catturato nell'essenza, cannibalizzato e risputato in metamorfosi.

Dunque, anche un evento come l'imminente Natale non poteva sfuggire a questo rituale (peraltro già citato, ad esempio, in "Pinter's anatomy"). Le città iniziano a riempirsi di luci e inconfondibili gingle. A dissacrare l'aroma pre-panettone ecco allora che Ricci/Forte arrivano con un evento che anticipano come "unico e  irripetibile", che non verrà mai più replicato. Geni del marketing, questi ragazzi!

Dall'8 al 15 dicembre il Silos della Fondazione Alda Fendi di Roma, al Foro di Traiano, ospiterà la performance "Some disordered Christmas interior geometries": un attacco indigesto, spregiudicato e – ovviamente – pop al cuore del Natale, come loro stessi lo definiscono. Ci crediamo sulla parola (salvo, poi, vedere con i nostri occhi cos'accadrà).
Venticinque minuti di performance, otto volte al giorno per otto giorni consecutivi, in cui undici performer si confronteranno corpo a corpo con un pubblico di cinquanta spettatori alla volta. Gli inquieti fantasmi di “A Christmas Carol” di Charles Dickens, la rarefazione della fotografia di Francesca Woodman e il tormento della scultura di Auguste Rodin si incontreranno in una 'danse macabre' in quadricromia, calpestando in uno stesso gesto le macerie di due imperi: la Roma dei Cesari e il regime dell’effimero globale e connesso.
Il regalo di Gianni e Stefano per Natale, insomma.
E tra gli eventi del 2011, oltre alle tournée dei loro ultimi lavori, Ricci/Forte hanno in serbo il nuovo spettacolo "Grimmless", il cui debutto nazionale è previsto a fine gennaio in Puglia, per proseguire poi, dal 4 al 6 febbraio, al Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino e dal 29 marzo al 2 aprile al Teatro India di Roma.
Producono, producono, producono. L'hanno imparato negli States, raccontano, a non fossilizzarsi anni su un testo, penna in mano, chiusi in una stanza.


Click Hit!

Hits: 9432

Commenti (4)


Leggi i commenti Nuovo commento

busy
 

Post correlati


Last Seen

 

I Racconti d'estate di Celestini, perso tra storie e controstorie

Sulla scena un uomo dalla straordinaria capacità affabulatoria, quella da tutti riconosci...

 

Caro George. Stabilemobile nel ritratto lacerante di Bacon

C’è la Parigi dei boulevard e delle gallerie d’arte, struggente e patinata; c’è l...

 

Il marito di Lolo. Il lato tragico più hard dell'amore

Alla fine de “Il marito di Lolo”, in scena al Teatro Franco Parenti di Milano, su nove...

 

Attraversamenti. Beckett e Giacometti guidano il nuovo viaggio di Lupinelli

Della forza del teatro come testimone di un ‘hic et nunc’ altrove raro parliamo oggi a...

 

Le Metamorfosi di Fortebraccio Teatro illuminano Inequilibrio

Ha giocato di bianco e nero l’attore e regista romano, mescolando performance, danza e t...

 

Monica Faggiani: Questa sono io. Ma se la verità fosse un'altra?

Ma ad un certo punto la showgirl, in diretta tv ospite di Furio Mosca, estrae dalla borset...

 

I bambini di Abbondanza/Bertoni, sequenze per il futuro

Ecco dunque che ci facciamo sostenitori, in quanto fruitori, ma anche in quanto genitori, ...

 

La verità vi prego sull’amore. Pommerat secondo Alfonso Postiglione

Dopo il debutto al Napoli Teatro Festival, è arrivato a Inequilibrio “La riunificazione...

Facebook Twitter Google Bookmarks RSS Feed 

Video

 

Quotidiana.com: i nostri tre capitoli per una buona morte. Intervista

“L'identità politica del nostro teatro è la costante in una ricerca estetica e di ling...

 

Cosa resterà di Čechov: videointervista a Carmen Giordano e Renzo Rubino

Il secondo movimento di questa sorta di polittico informale è andato in scena a Milano ne...

 

IETM 2015. Voci e immagini dal meeting di Bergamo

Più di 600 rappresentanti di strutture teatrali di tutto il mondo hanno così riempito i ...

 

Il Magazzino 18 di Simone Cristicchi: tra i conflitti della storia

Per Cristicchi, una furba operazione politica, una faziosa strumentalizzazione o un capola...

 

Ero. L'abbraccio intimo di César Brie

Lo abbiamo incontrato a Milano dopo una replica del suo ultimo spettacolo, “Ero”, curi...

 

Tra i desideri spirituali di Milena Costanzo. Videointervista

Negli ultimi due anni, oltre all’attività della compagnia, ha portato avanti un partico...