Best before. Coi Rimini Protokoll siamo tutti avatar

Best Before
Best Before

Best before (photo: Milan Radovanovic ©)

Volete essere maschio o femmina? Maschi a sinistra, femmine a destra. Veloci, muovetevi col joypad (un cugino del joystick?).
Sullo schermo schegge impazzite: corrono, saltano, sbattono, spariscono, si perdono, spingono, tornano. Posizionatevi. Tre, due, uno, stop.
State per nascere.
Avete un anno, due, tre, sei… Passate le giornate a giocare ai videogames o a studiare? Tre, due, uno, stop. Chi con gli occhiali da ‘nerd’, e chi col joystick da ‘freak’. Sono scelte.
Buon compleanno! Avete già 15 anni?!? Come passa in fretta il tempo quando ci si diverte. E a 15 anni fate sesso o no? Beh ragazze, se proprio sante non siete, di tutte voi una percentuale rimarrà senz’altro incinta. E’ matematico. Volete tenere il bambino o abortire? Niente moralismi, è un gioco. Pochi istanti per decidere. E via. La vita continua (ma per qualcuna con un piccolo “pallino” al piede: vostro figlio!).

Il “gioco di ruolo” chiama in causa tutti (tranne un nostro celebre vicino di seduta, artista di fama internazionale, che dopo un po’ si stancherà di un modello sì ripetitivo e abbandonerà la partita). Ma all’inizio si è tutti pronti a buttarsi, perfino chi, come la scrivente, riesce ad afferrare il joypad al contrario, e deve attendere il monito del vicino (non quello famoso, per fortuna) per essere riportata sulla retta via. E’ già tutto dire sull’inettitudine personale ai videogames. Ma pazienza, per una sera ce la si potrà fare.

La tranquillizzante sicurezza di essere seduti al proprio posto ma di poter allo stesso tempo partecipare allo spettacolo autorizza il pubblico, fin dai primi istanti, ad appassionarsi a una realtà virtuale che, per le successive due ore, diventerà l’unica che conti.


Benvenuti a Bestland, mondo virtuale dall’estetica più simile al vecchio Pacman che a Second Life. Siamo tutti avatar. Tondeggianti, saltellanti, colorati e dalle caratteristiche differenti, a seconda delle rispettive attitudini e scelte di vita. Anche questo lo abbiamo deciso noi, perché l’omologazione e il conformismo forse ci spaventavano di più.
Eccoci nel nuovo lavoro degli internazionali e senz’altro originali Rimini Protokoll, che ha debuttato a febbraio al PuSh Festival di Vancouver per poi essere “giocato” tra Seattle e Berlino, da Londra al Messico. Ed approdare ora in Italia, prima a Torino e nel fine settimana (29 e 30 ottobre) a Udine.

“La vita può ottenere il sopravvento – dichiara la compagnia – e il teatro perdere il controllo di se stesso”. Detto fatto. Tutti chiamati a esprimere scelte non solo personali ma sociali e politiche. Da noi, individui ma anche comunità, dipenderà il gioco (ossia la nostra esistenza). A dispetto di guerre, catastrofi naturali e piaghe sociali, dalla droga al carcere.
Così si viene a scoprire (con sorpresa degli stessi performer sul palco a dirigere l’esperimento) che il pubblico presente in quella determinata sera, per il 92% è favorevole all’entrata di stranieri in Bestland. E’ proprio una realtà virtuale, ben poco rappresentativa del nostro mondo esterno. Ma tant’è: abbiamo già scoperto di essere in maggioranza “socialisti” (nell’accezione originaria del termine), e il resto vien da sé. Attenersi alla realtà o barare non è determinante. Basti pensare che, nella scelta di un leader (eletto in base a un democratico suffragio), otterrà più voti l’unico candidato che in campagna elettorale aveva promesso di alzare le tasse. E per una volta la scelta si rivelerà felice: perché quei soldi andranno a finanziare la sanità. C’è bisogno di ricordarlo che siamo in una realtà fittizia?

L’esperimento dei Rimini Protokoll porta in teatro un’ennesima novità. Pienamente radicato in quel mondo fatto di legami interattivi, immagini e dimensioni, “Best Before” rappresenta l’evoluzione teatrale di un modello partecipativo cercato esasperatamente ovunque: dai blog ai reality show. Far sentire la propria voce, esprimere scelte, sbandierare volontà personali. Esserci.
La compagnia tedesca l’ha capito e ci sperimenta su, creando un gioco interattivo in cui tutti sono coinvolti divertendosi (e, per una sera, il pubblico non dovrà andare in cerca di un’identificazione con qualcun altro). Anche a costo di tirarla troppo per le lunghe, reiterando un meccanismo che, inevitabilmente, dopo un po’ perde di mordente.
Eppure oggi il bisogno di com-partecipazione è vitale. Metaforicamente urlato. Quasi come se si temesse davvero d’essere sbattuti fuori dalla sala dei comandi della vita, quella vera.
Ma niente paura. Stavolta possiamo sublimare tutto con il joypad. Fino alla morte. Game over.

 BEST BEFORE
testo creato da Helgard Haug, Stefan Kaegi
drammaturgia: Tim Carlson
con: Duff Armour, Arjan Dhupia, James Foy, Ellen Schultz
scene: Andreas Kahre
musica dal vivo: Ron Samworth
video design: Candelario Andrade
suono: Stefan Smulovitz
game design: Brady Markstitoli e traduzione: David Mass
produzione: Rimini Protokoll commissionata da Push International Performing Arts Festival in coproduzione con Goethe-Institut / Brighton Festival / Hebbel – Theater Berlin Gmbh / Luminato – Toronto Festival of Arts and Creativity / Push International Performing Arts Festival / Rimini Apparat / The Cultch / La Bâtie – Festival de Genève con il supporto di Arts Partners in Creative Development / Repubblica Federale Tedesca
durata: 2h 04′
applausi del pubblico: 2′Visto a Torino, Cavallerizza Reale, il 25 ottobre 2010
Prospettiva2

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