Rintra U Cuòri. Da Palermo a Napoli il successo dei Sutta Scupa

Rintra 'U Cuòri (photo: festivalculturegiovani.it)

Rintra ‘U Cuòri (photo: festivalculturegiovani.it)

Il successo della rassegna TUNZ 2010 a Napoli è evidente. Sale piene, file interminabili, pubblico giovane e giovanissimo. Impossibile non accorgersene passando davanti al Nuovo Teatro Nuovo.
Sei giovani compagnie provenienti da tutta Italia vengono scelte all’interno della rassegna per un evento di quattro giorni (20-24 aprile) completamente gratuito.
Gli appassionati della sperimentazione, delle novità, del polemico e irriverente, della regia innovativa non rimangono delusi. TUNZ – suono indefinito che sveglia le coscienze, che nella sua semplicità lascia il segno e si apre a mondi complessi – si concentra su realtà artistiche che ancora non usufruiscono di sostegno pubblico.
Sul palco si sono avvicendati Zerogrammi, Odemà, Tommaso Tuzzoli, Im@Rgini, Teatro Di Legno, per concludersi con il grande successo dei palermitani Sutta Scupa.

Giuseppe Provinzano (presente alla rassegna anche con “GiOtto”) compare tra i fondatori di questa giovanissima compagnia, che debutta nel 2006 con lo spettacolo omonimo “Suttascupa”, regia di Provinzano insieme a Giuseppe Massa e Fabrizio Ferracane. Nel 2008 debutta “GiOtto”, e nello stesso anno arriva “Rintra U Cuòri”. Molteplici esperienze nazionali e internazionali corredano di successi il giovane e innovativo teatro palermitano che arriva finalmente nei teatri nazionali.
“Rintra  U Cuòri” è un dramma in due atti, regia e testo di Giuseppe Massa, legato alla vera storia di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti. Si parla di emigranti, di lavoro nero, di colpevolizzazione, di speranze rivoluzionarie, di amara poesia mescolata alla politica. Dall’ironico inizio in cui Salvatore e Vito, cugini lontani dei sopracitati, vendono carne e patate scendendo tra il pubblico, mescolandosi agli spettatori, si passa al dolore di Laura, pregna di apparente felicità e gioia di vivere, lacerata da un lavoro ad ore in cui la “padrona” è un’angosciante snob “english style” rappresentata da due scarpe rosse. Ed è proprio Laura, interpretata dalla bravissima Simona Malato, a trasformarsi in Atena, personaggio a metà tra un’apparente giustizia e una democrazia malsana, che improvvisa un teatrino popolare con bambolotti travestiti da poliziotti, fantocci i cui volti teneri appaiono terribilmente grotteschi. Atena diventa arbitro di tennis, la cui partita, di memoria alleniana (“Match Point”), è disputata da due magistrati: condannare o sentirsi in colpa?

I Sutta Scupa seguono un filo conduttore, quello della dualità di visioni, di interrogativi e, pur mostrando il proprio punto di vista, non impongono la loro idea al pubblico ma spingono alla riflessione. Senza dolcezza. Il loro teatro insegna ad avere un giudizio, a non restare inermi.
I due condannati spendono gli ultimi momenti incastrandosi addosso delle sedie in ferro, mescolando dialetti (palermitano, napoletano e parlate più nordiche), unendosi in un unico destino, già preannunciato.
Gli spettatori applaudono a lungo mentre rimane in mente la canzoncina “…la galera non è una prigione, è una villeggiatura…”, che ha lo stesso senso in qualsiasi dialetto venga cantata: “Non è difficile morire ma vivere è di gran lunga più difficile”.

RINTRA U CUÒRI
omaggio a Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti
testo e regia: Giuseppe Massa
traduzione dal siciliano: Emiliano Broschi, Giovanni Prisco
produzione: Teatro Garibaldi di Palermo alla Kalsa, Unione dei teatri d’Europa, Festival delle Colline Torinesi in collaborazione con A.C. Sutta Scupa
interpreti:  Emiliano Broschi, Simona Malato, Giovanni Prisco
scene: Mela dell’Erba
luci: Cristian Zucaro
organizzazione: Paolo Cinquemani
assistente alla regia: Valentina Lupica
durata: 2 h
applausi del pubblico: 04’ 05’’

Visto a Napoli, Nuovo Teatro Nuovo, il 24 aprile 2010

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