Il Risveglio di Primavera di Tuzzoli apre la stagione napoletana del Nuovo Teatro Nuovo

Risveglio di primavera

Risveglio di primaveraIl Nuovo Teatro Nuovo, spazio di innovazione per eccellenza della scena partenopea, anche quest’anno segue le produzioni di giovani artisti, confermando questa scelta anche nell’apertura ufficiale della stagione 2009/10.
Dopo gli spettacoli di Nuove Sensibilità, a debuttare in prima nazionale è “Risveglio di primavera”, dall’opera tedesca di Frank Wedekind nella riduzione di Tommaso Tuzzoli.
Si riporta in scena un testo che, se si pensa al debutto in teatro datato 1906, fu visto come terribilmente scandaloso, tanto da essere censurato per oscenità.
Protagonisti sono il liceale Melchior e l’adolescente Moritz, legati da un rapporto omosessuale vissuto però dai due in maniera diversa. Mentre Moritz, interpretato da Silvio Laviano, riesce ad esprimere con più libertà il suo trasporto per Melchior (Andrea Capaldi), quest’ultimo rimane legato alle consuetudini del mondo borghese del tempo, rappresentando una certa sensibilità che non vuole macchiarsi del “torbido corporeo”. Quest’insicurezza nel mostrare i propri sentimenti spingerà Moritz ad abbandonarsi ad infiammati rapporti sessuali con la giovanissima Wendla che, rimasta incinta, morirà poi in un tentativo di aborto impostole dalla madre.

Lo spettacolo mostra senza ritrosie le immagini di un amplesso tra uomo e donna, così come il bacio tra due uomini, tematiche ritenute scabrose nel secolo scorso ma che oggi non meravigliano più. La modernità del testo si accompagna all’eroica sfacciata volontà di criticare il teatro naturalista ottocentesco e le convenzioni borghesi del tempo.
Ci si ritrova inevitabilmente a considerare Wedekind un grande precursore e ad immaginare il pubblico dell’epoca inorridito nell’intendere la storia. Tutti gli elementi più interessanti di questo autore riappaiono all’interno dello spettacolo, che è comunque frutto di un adattamento, e la messa in scena – tra musical, rivista e circo – vede spesso gli attori ballare e cantare. Un plauso, a questo proposito, va a Giuseppe Papa, che interpreta due personaggi “minori”: in lui si condensano la recitazione comica e quella drammatica, il canto, la satira e la provocazione, in una buona resa scenica ed interpretativa.

Su una scenografia costituita da grandi banchi scolastici e pile di libri, si intersecano le storie di questi adolescenti alle prese con le convenzioni della scuola, chiamata “Istituzione”, simbolo di un’intera società. Forti caricature dei personaggi simboleggiano il potere, identificato soprattutto dalla direttrice della scuola stessa, “Herr Direcktor”.
Attraverso i cosiddetti “slittamenti”, la scelta, cioè, di far interloquire improvvisamente alcuni personaggi con il pubblico, estraniandoli dalla storia e catapultandoli al presente, si attua una continua intersezione tra palco e sala.
Nella prima parte dello spettacolo tuttavia si fatica a seguire la vicenda e a identificare i personaggi, e la struttura complessiva dello spettacolo appare forse spezzettata e a tratti confusionaria; la rotta s’inverte però nella seconda parte, che riesce ad appassionare il pubblico verso il climax finale. Ci si aspetterebbe probabilmente un esito più traumatico, visti i temi trattati, ma il tutto si chiude invece con un ritorno all’osservanza delle leggi e delle consuetudini sociali, sempre pronte a sedare “ogni turbamento”.
In scena fino al 15 novembre.

Risveglio di primavera
da Frank Wedekind
adattamento e regia: Tommaso Tuzzoli
con: Ilenia Caleo, Caterina Carpio, Paola Campaner, Andrea Capaldi, Sabrina Jorio, Silvio Laviano,
Francesco Moraca, Giuseppe Papa
durata: 1 h 45′
applausi del pubblico: 2′ 40”

Visto a Napoli, Nuovo Teatro Nuovo, il 6 novembre 2009

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