Ritorno al futuro. A Brescia le nuove creatività lombarde (r)esistono

RITORNO-AL-FUTURO-2015.jpgBrescia ritorna al futuro. Taglia con entusiasmo il suo secondo nastro il festival delle nuove creatività lombarde, iniziativa nata dalla collaborazione tra Centro Teatrale Bresciano, Residenza Idra e associazione Etre, importante realtà che coordina 21 residenze teatrali lombarde.

Il festival è in cartellone dal 21 al 23 maggio nello splendido centro storico della città e, dopo la prima edizione, un momento di test e sperimentazione per le compagnie coinvolte, l’edizione 2015 si presenta come un consolidamento e una conferma del lavoro svolto lo scorso anno, ribadendo la necessità e il desiderio, da parte delle compagnie emergenti, di avere un’opportunità di confronto, scambio, mutua conoscenza e dialogo, ma soprattutto la possibilità di esibirsi nella cornice di un vero e proprio festival cittadino.

Brescia si apre al teatro allora, e lo fa mettendo a disposizione lo spazio della Residenza Idra e il Teatro Santa Chiara, due palcoscenici nel cuore del centro storico, una vetrina d’eccezione per le giovani voci del teatro contemporaneo. Il primo, lo spazio Idra, è una residenza multidisciplinare nata nel ‘98, portatrice sana di una moderna modalità di fare teatro, mettendo all’opera più compagnie e più residenze e aiutando il teatro e le arti performative a realizzarsi e tradursi in spettacolo e momenti di aggregazione anche quando i finanziamenti pubblici non arrivano, nell’ottica di una costante indipendenza produttiva.
Il secondo palco, ricavato nell’antica chiesa settecentesca, è uno dei punti di riferimento culturali della città, sede e parte attiva del CTB Teatro Stabile Bresciano dal 1974.

Ritorno al Futuro è un festival in continua crescita – ci racconta Luca Marchiori, tra gli attori della compagnia Ilinx, direttore organizzativo di tutte le residenze partecipanti – Per la seconda edizione abbiamo coinvolto un maggior numero di compagnie e lavorato perché il festival rappresenti sempre più una scenografia ideale per creare connessioni e sinergie tra operatori, critici, pubblico e giovani attori”.

Sono sei le residenze coinvolte quest’anno: Residenza Teatrale Ilinxarium, Residenza Idra, Animanera, Teatro Magro, Associazione K./Manifattura K e Teatro In-folio, che hanno selezionato rispettivamente i lavori di Raffaella Agate, C&C Company, PietraTeatro, Luilebaciò, CampoverdeOttolini e La Confraternita del Chianti, di cui avete da poco visto la videointervista su Klp.
“Le residenze hanno accompagnato sul palco i progetti delle giovani compagnie che hanno lavorato con loro durante l’anno” prosegue Marchiori, una sorta di avvicinamento e scoperta di tutto quello che gira intorno al lavoro teatrale.

Ritorno al Futuro ha infatti adoperato sin dalla prima edizione la modalità del tutoraggio, sempre più in voga in ambito teatrale: la decisione, da parte di compagnie più affermate, di accompagnare e seguire il lavoro e la sperimentazione creativa di gruppi teatrali più giovani, che si affacciano al mondo della produzione e della circuitazione della scena nazionale. Un’esperienza già sperimentata in rassegne come Sguardi a Verona o Start Up a Taranto, e di recente anche a IT, Festival del Teatro Indipendente, a Milano.
Cuore dell’iniziativa è proprio questo mutuo scambio tra gruppi emergenti e compagnie più affermate: “La sicurezza di avere un mentore contribuisce al percorso di crescita personale e professionale” spiega Luca, sottolineando l’importanza di avere un confronto costante, una risposta, un dialogo, uno scambio. Ma non solo. “L’idea è quella di dar vita a vere e proprie start-up teatrali; da qui l’accento posto sul tutoraggio, un’esigenza pregnante per gli attori e le compagnie emergenti, per tutti i teatranti che sono sulla scena da anni ma hanno difficoltà ad approcciarsi alle sovrastrutture organizzative e logistiche della scena, che spesso sembrano articolate, o peggio, inarrivabili”.

Il sipario sulla seconda edizione di Ritorno al Futuro si apre domani, giovedì 21 maggio, con un ricco programma di eventi e laboratori. Nell’attesa e nell’agitazione degli ultimissimi preparativi lo sguardo va comunque al futuro: “Il nostro obiettivo futuro è fare rete, espandere i confini, acquisire una prospettiva internazionale e collegare il nostro lavoro a quello che altre residenze o spazi teatrali conducono già in tutta Europa” conclude Marchiori.

Si debutta quindi domani con lo spettacolo di Raffaella Agate, danzatrice, autrice e interprete, che firma “La mia gamba sinistra”, testo di drammaturgia contemporanea, vincitore dell’ultimo Tagad’Off, festival della creatività lombarda, presentato da Residenza teatrale Ilinxiarum, uno studio su come spesso sia il corpo quando la testa è invischiata nelle aspettative altrui l’unico veicolo in grado di ribellarsi.
Il secondo sipario si apre su “Tristissimo”, testo pluripremiato a firma di C&C Company, il duo composto da Carlo Massari e Chiara Taviani, con il beneplacito di Residenza Idra, una variazione sul tema di Tristano e Isotta e sull’inevitabile incontro con la tragedia e con il blue monday.

Senso di PietraTeatro

Senso di PietraTeatro

Venerdì 22 si ricomincia con la compagnia Animanera, che accompagna sul palco PietraTeatro per lo spettacolo “Senso”, con la regia di Natalia Curci, una ricerca che coinvolge i cinque sensi e si affida alle tecniche del teatro sensoriale per coinvolgere lo spettatore.
Il secondo sipario è per Luilebaciò, compagnia cresciuta “tra nebbia e tisane” sotto l’egida di Teatro Magro, collettivo mantovano nato nel 1988. In scena, “Gradi Kaelvin”, una regia “anarchicamente collettiva” per uno spettacolo creato da attori e attrici provenienti da background, esperienze e personalità diverse, per una sintesi scenica originale, frutto di un dettagliato lavoro di sperimentazione autorale.

Sabato 23 il festival si sveglia presto per il laboratorio teatrale Meet the Future!, dalle 10 alle 12 presso lo Spazio Brend. Le compagnie C&C, Luilebaciò e Raffaella Agate si incontrano per un momento di confronto e scambio col pubblico, invitato a partecipare, per un percorso e una riflessione che va dal training performativo alla ricerca teatrale.
Si continua in serata con la compagnia CampoverdeOttolini, presentati da Manifattura K con lo spettacolo “Di A Da” e, in chiusura, “La Bottega del Caffè” della Confraternita del Chianti, presentato da Teatro In-folio, una riscrittura in chiave contemporanea del testo di Goldoni, a firma di Chiara Boscaro, riflessione, più o meno amaro, sull’alienazione contemporanea e le conseguenze tragicomiche della vita virtuale sul patrimonio familiare.
Il festival si conclude domenica mattina con la masterclass “L’attore senza spettacolo”, riservata ai professionisti dello spettacolo, tenuta da Roberto Latini.

È entusiasmante pensare che questo Ritorno al futuro possa tradursi in un’evoluzione verso un presente fatto di scambi concreti, dialoghi sul palco, tra gli spalti, faccia a faccia, momenti di riflessione e occhi puntati sui volti, per contrastare la sovrastante virtualità del quotidiano e avviare una resistenza altra alla precarietà delle professioni culturali oggi. Un ritorno a un futuro, insomma, che dovremmo augurarci in tanti.

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