Riviste di teatro on-line: in dialogo multimediale a Perugia

Precedendo di poco il IV Festival internazionale di giornalismo appena conclusosi, il Teatro Morlacchi di Perugia ha ospitato lo scorso 16 aprile la tavola rotonda “Riviste di teatro online: dalla carta alla rete”. L’evento è stato occasione per puntare i riflettori su un fenomeno ormai evidente: la diffusione della cultura teatrale contemporanea attraverso il web. Numerose, infatti, le riviste dedicate alle arti sceniche che si sono affermate negli ultimi anni, mentre ancora nuovi format si affacciano in questa fluida dimensione multimediale. Anche con il rischio, talvolta, di un “effetto-fotocopia”.

Seppure nato come confronto sul panorama delle riviste teatrali riconducibili, a diverso titolo, all’area accademica degli insegnamenti di teatro (riflettendo il moltiplicarsi dei corsi di laurea in discipline dello spettacolo), l’argomento può ampliarsi all’editoria teatrale sul web in toto.
Potrà forse sorprendere che il tema sia stato proposto dalla Consulta Universitaria del Teatro, associazione dei docenti universitari di teatro, riunita per il suo incontro annuale. Eppure, proprio quegli studiosi che a partire dagli anni Settanta fondarono le principali riviste specialistiche di studi teatrali, sono passati a confrontarsi con l’edizione virtuale.
A ben vedere non si tratta di un paradosso, dato che quelle riviste ‘storiche’ espressero la rifondazione della disciplina, liberando la storia del teatro dalla subordinazione alla letteratura, e operando forti aperture metodologiche nel campo dell’analisi dello spettacolo, indagando in modo nuovo certe esperienze cruciali come la commedia dell’arte, riportando al centro la riflessione sull’attore, e accogliendo stimoli dal teatro di ricerca, da Grotowski a Barba ma non solo.

Molte di queste pubblicazioni sono passate dal cartaceo alla rete in modo diverso, magari differenziando anche fortemente la propria impostazione.
Lo spazio del sito web, infatti, ha una propria specificità di fruizione e sembra aprire uno scenario nuovo, che le riviste on-line, ciascuna con la sua particolare esperienza, stanno progressivamente esplorando. Uno dei dati più significativi è il vertiginoso aumento dei lettori, se si paragona la media delle visite giornaliere dei siti alle vendite e agli abbonamenti della versione cartacea. Questa moltiplicazione dei contatti non è solo un dato quantitativo: diverso è infatti il tipo di rapporto tra emittente e destinatario, grazie alle possibilità di interazione consentita dal web. Lasciando il proprio commento in forma pubblica, inviando email alla redazione, creando veri e propri forum di discussione, si realizza una partecipazione del lettore, uno scambio interattivo che recupera quel valore collettivo, sociale, dell’esperienza teatrale. La discussione sullo spettacolo si apre, potenzialmente, ad ogni spettatore, non solo a quella fascia specializzata di critici e operatori. Il momento del confronto, che all’uscita dalla sala può ridursi a poche parole tra conoscenti, acquista così uno spazio autonomo, diventa un momento di riflessione personale e di dialogo con la comunità virtuale, di stroncatura o dibattito.


Un altro cambiamento riguarda il tipo di lettura: al singolo testo on-line si dedica meno tempo, l’attenzione si sposta più facilmente da un contenuto all’altro, per la stessa morfologia della pagina internet, fatta di link, categorie da selezionare, immagini, animazione. Anche da questo punto di vista, però, il punto non è ridurre le righe per ciascun articolo: anzi, le recensioni godono di una dimensione ben più ampia di quella ormai consentita sui quotidiani, e quasi rispondono all’esigenza di recuperare un respiro disteso nella critica sullo spettacolo. La rivista on line può funzionare efficacemente sfruttando le potenzialità del web proprio in relazione al campo del teatro e delle arti performative in generale: basti pensare ai contenuti audio/video su uno spettacolo, sul lavoro degli artisti ripresi alle prove o intervistati; alla rapidità nella segnalazione di eventi. Così la rivista su internet intrattiene un rapporto più stretto oltre che con il pubblico, con i teatranti, con i soggetti che realizzano/producono/organizzano spettacoli o manifestazioni artistiche.

Per le loro differenze strutturali il cartaceo e l’on-line non stanno in contrapposizione; al contrario, insistendo sulle specifiche alternative, si può creare un flusso di interesse dal sito alla stampa, e viceversa.
Inaspettatamente, poi, la dimensione virtuale consente di mantenere una memoria dell’evento, conservando la notizia in archivio e rendendola fruibile anche a molti anni di distanza. Per ritrovare la testimonianza di un membro dell’Odin, o una recensione su spettacoli capitali del teatro del Novecento, è necessaria una lunga ricerca tra cataloghi bibliotecari, scaffali, indici mancanti; pensiamo invece alla possibilità di avere accessibili in rete – dopo anni o decenni – le testimonianze sul teatro di oggi, ritrovare le tracce degli spettacoli di gruppi adesso ‘giovani’, magari per ricostruirne il percorso. Anche questa compresenza di teatro del passato e teatro del presente è un aspetto prezioso della realtà virtuale, uno stimolo alla riflessione e alla curiosità, una forma di allargamento della conoscenza col passare del tempo.

Certo, l’ampliamento della fruizione ha in sé anche dei rischi: può, ad esempio, indurre a cercare forme di comunicazione semplicistiche o superficiali. Per questo è necessario sorvegliare il linguaggio scelto, per evitare che il medium pieghi la comunicazione a discapito dei contenuti, piuttosto che essere lo strumento funzionale alla loro espressione. E la rapidità dell’informazione on-line rilancia una domanda, forse più sottile, sul senso della critica teatrale: il continuo ‘aggiornamento’ della pagina sembra inseguire la varietà degli spettacoli, le novità – di gruppi, artisti, eventi – che alimentano il panorama teatrale. Ma in che modo riconoscere (e valorizzare) ciò che è veramente ‘nuovo’ sul piano artistico?
Esplorando le possibilità del virtuale, la critica potrà forse al tempo stesso indagare questo e altri suoi interrogativi fondamentali.

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