Robert Wilson a Torino. Il tempo della vita in un ritratto

Johnny Depp (2006, Robert Wilson - photo: klpteatro.it)

Johnny Depp (2006, Robert Wilson – photo: klpteatro.it)

Samuel Beckett, Eugene Ionesco, Harold Pinter, Bertolt Brecht, Peter Brook e adesso Robert Wilson. A 71 anni compiuti da poco (il 4 ottobre scorso), Wilson è arrivato a Torino per ricevere il Prix Italia 2012 che, nel passato, era stato assegnato, fra gli altri, anche agli artisti sopra citati.

Un’occasione per scoprire un lato del suo lavoro (i “Wilson Portraits” rimarranno in mostra a Palazzo Madama fino al 6 gennaio), e per incontrare colui che il Louvre ha scelto come artista dell’anno 2013 e che, proprio a Torino, ha definito gli ultimi accordi per la realizzazione di un film con produzione Rai che sarà mostrato in anteprima proprio in occasione degli eventi a lui dedicati dal museo parigino il prossimo anno.

Bob Wilson, come si è tenuto a sottolineare durante la conferenza stampa di presentazione della mostra di Torino e nella serata di consegna del Prix Italia al Teatro Carignano, è stato in grado di creare un vero e proprio cortocircuito fra le arti, miscelando tra loro linguaggi differenti. Una “polisensorialità” che fa del “lavoro dell’artista un corpo unico” per usare le parole dello stesso Wilson “qualcosa di costante indipendentemente dalla disciplina artistica affrontata”.

A proposito della mostra, Giovanna Milella, Segretario Generale del Prix Italia, ha raccontato di come, inizialmente, l’idea fosse quella di ospitarla in uno degli spazi convenzionalmente adibiti all’arte contemporanea. Solo in seguito si è fatta largo l’ipotesi delle sale settecentesche di Palazzo Madama; ed è proprio da questa intuizione apparentemente decontestualizzante che è emersa una nuova ragione densa di significati: l’accostamento dell’arte contemporanea ai classici della pittura. Nello specifico, i ritratti video concepiti da Wilson affiancati ai ritratti ad olio della collezione di Palazzo Madama hanno offerto la possibilità, secondo Enrica Pagella, Direttore di Palazzo Madama, di “apprezzare il passato come un anello di una catena ininterrotta”. 

La consegna del Prix Italia a Robert Wilson (photo: klpteatro.it)

La consegna del Prix Italia a Robert Wilson (photo: klpteatro.it)

Un gioco di contrasti apprezzato anche dallo stesso Wilson, come sentirete nel video girato durante la conferenza stampa di giovedì 20 settembre, che rende molto più affascinante accostarsi al mondo dell’arte. Ritratti che sono “documenti del nostro tempo, fruibili un po’ ovunque, in un museo come alla fermata della metropolitana”. E, per l’occasione e per rimarcare ulteriormente questo concetto, Palazzo Madama affronta in parallelo un percorso monotematico sul ritratto, a partire dal medioevo fino all’Ottocento, esponendo a fianco delle opere di Wilson opere appositamente selezionate dai depositi del museo torinese.

Il progetto dei “Video portraits”, nato nel 2007 dalla collaborazione con Voom HD Networks, compagnia tecnologica specializzata nella ricerca sulla tv ad alta definizione, persegue un ideale scenario in cui l’immobilità dei videoritratti è solo apparente; in realtà i personaggi compiono movimenti, talvolta impercettibili ad uno sguardo distratto. E’ un progetto che si concretizza prettamente come “lavoro formale” spiega Wilson: al soggetto ritratto non è mai stato chiesto di tentare una trasmissione di contenuti o di qualsivoglia emozione. Il tutto è cresciuto in maniera del completamente autonoma, anche grazie alle lunghe ore di ripresa del soggetto.
Brad Pitt, Johnny Depp, Isabella Rossellini, Steve Buscemi, fra i protagonisti di queste opere; ma anche Gao Xingjian, Marianne Faithfull, Salma Hayek. Per non parlare delle opere raffiguranti gli animali, dal porcospino Boris alla pantera Ivory, solo per citarne un paio. 

La fissità insita nella canonica espressione ritrattistica che, secondo Achille Bonito Oliva, si evolve con i videoritratti di Wilson “introducendo il tempo nello spazio della pittura” opera, attraverso tale evoluzione, una rottura con il fermo immagine tipico del ritratto donando ai videoritratti esposti a Palazzo Madama “il tempo della vita”. “Forse solo quando siamo fermi” afferma Wilson citando la coreografa Marta Graham “diventiamo pienamente consapevoli dell’esistenza del movimento”.

Einstein on the Beach in Absolute Wilson di K.Otto-Bernstein (photo: klpteatro.it)

Einstein on the Beach in Absolute Wilson di K.Otto-Bernstein (photo: klpteatro.it)

Curiose alcune delle storie dietro alla composizione di questi videoritratti: quella legata alla pantera Ivory, ad esempio, creazione portata a termine nel costante dubbio che la pantera potesse lasciare la sua posizione per balzare giù dal tavolo su cui era distesa ed aggredire qualcuno. “C’è il pericolo che si muova e salti giù?” chiese Wilson all’addestratrice. “Non dovrebbe…” fu la risposta, non del tutto rassicurante. “Ma… nel caso, come ci comportiamo?” chiese Wilson all’addestratrice. “Nel caso, nessuno si muova”.

Un’ultima annotazione a margine: ci siamo sorpresi nel vedere la sobrietà con cui Wilson ha ricevuto il 64° Prix Italia (cerimonia a cui è seguita la proiezione dell’interessante docu-film “Absolute Wilson”, biografia per immagini diretta da Katharina Otto-Bernstein) e la disponibilità nell’offrirsi ad intervistatori e questuanti vari, nonostante la stanchezza che giornate piene come queste implicano. Ma ci siamo stupiti/amareggiati ancor di più nel toccare con mano la freddezza con cui la sala del Carignano (priva di autorità e con rarissime presenze del teatro nostrano, abitata quasi solo da giornalisti italiani ed esteri, seppur aperta in teoria a tutti) l’ha accolto alla serata di consegna del premio. Magari non ci saremmo attesi un’ovazione, ma forse un po’ più di calore per il lavoro di un artista del suo calibro si sarebbe certamente potuto tributarglielo (a quante standing ovation immotivate assistiamo, dai palchi televisivi a quelli calcistici?). E nel ricordare come qualcuno, seduto al nostro fianco, abbia trovato modo di criticare la “vanità” di Wilson nell’annunciare la chiamata ricevuta dal Louvre, ci auguriamo che l’artista possa aver “incassato” la freddezza torinese con quella stessa ironia che, riprendendo una battuta di Achille Bonito Oliva, “caratterizza tutti i suoi lavori… nonostante sia texano”.

Robert Wilson - Ritratti a Palazzo Madama: la locandina

Robert Wilson – Ritratti a Palazzo Madama: la locandina

ROBERT WILSON
RITRATTI A PALAZZO MADAMA
Progetto di Change Performing Arts e Palazzo Madama 
a cura di Noah Khoshbin in collaborazione con Dissident Industries 
allestimento tecnologico di euphon/mediacontech 
Palazzo Madama, Torino, fino al 6 gennaio 2013
martedì – sabato ore 10-18 / domenica ore 10-19


 

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