Roberto Caccavo per un metrocubo di teatro

Metrocubo

MetrocuboNonostante i sigilli, il progetto Rialtosantambrogio non si arresta: grazie alla solidarietà di artisti e spazi della scena indipendente romana alcuni spettacoli previsti nella storica sede del Ghetto avranno ugualmente visibilità. È il caso di “Metrocubo” di Roberto Caccavo, finalista al Premio Lia Lapini.

Lo spettacolo è quasi un monologo e Caccavo è quasi solo in scena: si trascina per la propria abitazione di un metro cubo o poco più. Forse è un precario, nemmeno più tanto giovane, o forse è disoccupato. Nel frattempo compie gesti incerti, vittima della noia o della disperazione. Come una gallina in gabbia. La gallina però c’è veramente: sta nella gabbia accanto all’appartamento/cubo con cui crea un interessante parallelismo, evidenziando l’ottimo progetto scenico dello spettacolo, a cura dello stesso Caccavo e di Ida Ballerini. L’appartamento è un cubo con letto e cucina, mentre il bagno si trova sopra il cubo, ovviamente dotato di scaletta.

Ottima è l’idea di partenza: nello spazio rinchiuso si svolgono le azioni quotidiane dell’unico attore in scena, così da accentuare l’alienazione e la disperazione di tanti giovani d’oggi. Tuttavia non si tratta di un vero monologo. L’attore parla poco, e per lui parlano i vicini, chioccia la gallina, farnetica la televisione trasmettendo un reality show direttamente dalla casa di Biancaneve e i sette nani. L’apparizione in video di Andrea Cosentino, con la sua implacabile tivvù, è il vero elemento di rottura con la routine proposta sulla scena. Cosentino è esilarante e dissacrante, ha uno stile originale che mixa elementi grotteschi a critiche della società; il tutto con un linguaggio televisivo surreale e originale. Tanto che Cosentino sembra pronto per l’assalto alla televisione (quella buona, se ce n’è), alla testa di questa nuova generazione di teatranti.

Ma le buone idee di partenza si perdono parzialmente nella rappresentazione, che fatica a trovare nella presenza vocale e scenica del protagonista un sostegno per tutta la sua durata. Lo stile recitativo di Caccavo è quello di un attore/non-attore, come lo è quello di Andrea Cosentino. E la scena più riuscita è l’improvvisazione di Caccavo con la gallina, un dialogo esilarante ritmato dall’umore del pennuto.
Si ride (e qualcuno lo fa con molta veemenza) per uno spettacolo divertente, che probabilmente avrà il tempo di aggiustare certi tempi e modi nelle successive repliche.

METROCUBO teatral rialitì
un progetto di e con Roberto Caccavo
collaborazione di Andrea Cosentino e di Luca Francescangeli
progetto scenico: Ida Ballerini e Roberto Caccavo
scenografia: Eva Sgrò
musiche: Moozak – Massimo Liverani e Fabrizio Orrigo
video: Luca Privitera e Jean François Fardulli
organizzazione: Chiara Fallavollita
produzione: Babalush e Capesante
co-produzione: Rialtosantambrogio AREA06 Collinarea Festival 09 in collaborazione con Arteriosa
durata: 59’
applausi del pubblico: 1’ 43’’

Visto a Roma, Teatro Furio Camillo, il 6 novembre 2009

No Comments

  • Dario Aggioli ha detto:

    Qualcuno mi ha segnalato
    questo articolo accusandomi di essere la risata veemente:

    No ho un alibi, giuro!

    la tivvù di Cosentino
    si chiama e si chiamerà
    Telemomò

    Ciao

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