Romeu e Julieta del Grupo Galpão: perché Shakespeare è ancora vivo, mentre il teatro italiano muore ogni giorno

Romeu e Julieta del Grupo Galpão

Romeu e Julieta del Grupo Galpão (photo: grupogalpao.com.br)

La gentlemens room della Torre Nord del Globe Theatre di Londra dà una visuale trasversale, doppia rispetto a quella del pubblico. Guarda il palco dall’alto, quasi da dietro, e anche la platea e le balconate. E si vede netto il cielo livido londinese, ed i gabbiani in volo verso il Tamigi. Un triplice spettacolo dunque: quello on stage, quello del pubblico che guarda, quello del cielo, sopra a tutto. Come se i Lord che sedevano nel Globe vittoriano avessero davvero una prospettiva di distacco rispetto all’umanità varia che si affaccendava, a vari livelli, sotto di loro. E al cielo, sopra.

Il Globe è pieno zeppo, il vociare delle persone è quello di una piazza gremita che aspetta qualcosa, eccitata, intervallato dallo stridio dei gabbiani.
La situazione viene rotta improvvisamente dall’ingresso gioioso dei guitti, che si fanno largo tra la folla festante, con tamburelli, strilli e risate.
Attraversano la platea e salgono sul palco, frontalmente.
Tutti riconoscono i personaggi ancora prima che si presentino, che entrino nel cerchio magico della rappresentazione, per smettere di essere guitti e diventare storie.

Non hanno microfoni, il pubblico viene raggiunto e investito dalla forza viva del canto delle canzoni che si rifanno alla tradizione popolare brasiliana.

Il Gruppo Galpão è una delle più conosciute e premiate compagnie brasiliane e, da più di 25 anni, lavora sull’adattamento dei classici alla cultura brasiliana, con radici profonde nell’arte popolare, il teatro di strada e il circo. Un teatro che lo stesso Paolo José, uno dei registi di riferimento del gruppo, definisce un’alchimia che porta in sé le tracce di Brecht e Stanislavski, arte circense, Teatro Balinese, melodramma e teatro classico, le ‘marujadas’ e Molière, Shakespeare e Eugenio Barba, che la visione critica del gruppo filtra e trasforma in una vera e propria celebrazione della vita.

Il “Romeu e Julieta” che il Grupo Galpão porta in scena nelle piazze di tutto il mondo da vent’anni (e al Globe già nel 2000) è una festa di clown, trampoli, puppets e donne con le tette cadenti e i costumi colorati, di trash misto a folklore che ricorda le successive atmosfere del celebre film di Baz Luhrmann.

Lo spettacolo è in portoghese, i sottotitoli sono scarni ed essenziali, quasi didascalie da film muto, eppure il pubblico capisce tutto e partecipa attivamente.
La storia è celebre, tutti la conoscono come si conosce una canzone e ne condividono l’immaginario collettivo, lasciandosi trasportare e divertendosi come un pubblico di bambini. E’ tutto un grande gioco qui al Globe, e di questo forse ha ancora bisogno la gente, di parlare di nulla, di sognare. Forse. Fino a che non arriva la morte di Mercuzio, fredda, inaspettata, una nota di fisarmonica stonata che riporta brutalmete alla realtà, alla morte di un clown, di un’artista da strada, di uno come noi, tutti riuniti sotto lo stesso cielo grigio.

Così la tragedia si fa incalzante e semplice, e semplicemente strazianti sono le morti dei due giovani, Romeo il guitto e Giulietta la ballerina, la morte dell’amore, della speranza, della poesia, straordinariamente piene di una verità che commuove tutti i presenti ben oltre gli applausi, nella magia della condivisione intima e collettiva di un sogno, nello stesso spazio, nello stesso momento, di questa meravigliosa alchimia di umanità che noi siamo.

Ecco perché Shakespeare e i suoi drammi sono ancora vivi, così come la dimensione del teatro, a Londra dove le sale sono piene di un pubblico disposto ancora a sognare. Mentre le sale troppo spesso vuote dei teatri italiani ne sottolineano la lenta morte, ogni giorno.
 
Romeu e Julieta
ideazione e regia: Gabriel Villela
dramatturgia: Cacá Brandão
con:
Antonio Edson  – Narratore
Eduardo Moreira – Romeo
Wanda Fernandes / Fernanda Vianna –  Giulietta
Beto Franco – Principe
Chico Pelúcio  – Tebaldo / Fra Lorenzo
Inês Peixoto – Madonna Capuleti
Júlio Maciel – Benvolio/ Un Montecchi
Lydia Del Picchia – Sampson
Rodolfo Vaz  – Mercuzio
Teuda Bara – Balia
aerobics: Júnia Portilho
fight director e fencing instructor: Máqui
costumi: Luciana Buarque
assitente ai costumi: Maria Castilho
minuet musical director: Paula Martins
scene: Gabriel Villela
puppets: Aguinaldo Pinho
musiche: Fernando Muzzi
luci: Alexandre Galvão, Wladimir Medeiros
produzione: Grupo Galpão
durata: 2h
applausi del pubblico: 10’

Visto a Londra, Shakespeare Globe, il 20 maggio 2012

 

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