Rosetta fu, Barbara Altissimo tra petali e spine

Rosetta Fu
Rosetta Fu

Un’immagine dallo spettacolo (photo: liberamenteunico.it)

Rosetta osserva, ricorda, immagina, rivive, infine rappresenta. A modo suo, “Liberamente”, secondo una poetica in cui coniugare le armonie del corpo e i gesti estremi della nevrosi, evidenziarne le antitesi, i possibili punti di raccordo.

Lo spazio scenico, di un bianco quasi accecante, dalla consistenza sfuocata dei sogni, riflette su di noi le stesse immagini, le stesse sfuggenti emozioni che non siamo in grado di afferrare ma che, nel profondo, sotto la traccia superficiale dell’agire quotidiano, operano a renderci esseri umani.

Rosetta fugge e ricompare, in un incalzante succedersi di quadri che sottende all’infinito moltiplicarsi e dividersi di relazioni tra individui. Rosetta sa che il percorso di ogni relazione è fatto di piaceri ma anche di dolori: il cammino procede su un tappeto di petali e spine.
– Mi ami? – Chiede lui in un’esortazione carica d’aspettativa.
– Ci sto lavorando – risponde lei, mentre enumera operazioni matematiche per giungere ad un’improbabile formula perfetta, “che sola potrà darle” una risposta certa.

Noi, dalla nostra posizione privilegiata di spettatori, preferiamo non crederci. Per lo più inclini ad una risata liberatoria nell’assistere alle difficoltà di chi s’ingarbuglia tra pensieri che preannunciano l’ineluttabilità del destino. Comunque ci si adoperi e comunque si agisca.
Una rosa viene offerta anche a chi assiste, così da costringere ad osservare con gli occhi di Rosetta e a condividerne la danza.

Ci lasciamo condurre volentieri dall’originale impronta di questo gruppo di attori e danzatori guidati da Barbara Altissimo. Nove individui così lontani tra loro nelle sembianze e nel quotidiano affanno di una ricerca della felicità, eppure così vicini quando, finalmente, le dinamiche del corpo finiscono per avere la meglio, assumendosi il ruolo di protesi dell’anima ed elevandosi a vegliare sulle nostre troppo complicate esistenze.

ROSETTA FU
una creazione di Barbara Altissimo
in scena: Ilario Cattaneo, Luca Colombelli, Emanuela Currao, Gabriele Falsetta, Marta Gallo, Fabio Irato, Pier Luigi Massoglia, Francesco Oberto Tarena, Silvia Vecchini
assistente alla regia: Fabio Palazzolo
spazio scenico: Barbara Altissimo
disegno luci: Massimo Vesco
produzione: Comune di Montalto Dora, Liberamenteunico
durata: 1 h 10′
applausi del pubblico: 2′ 30”

Visto a Torino, officine CAOS, il 2 febbraio 2008

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