Santa Estasi: la passione per il teatro da Latella ai giovani

Uno degli episodi di Santa Estasi (photo: Brunella Giolivo)
Uno degli episodi di Santa Estasi (photo: Brunella Giolivo)

Dopo aver partecipato, in anni precedenti, a due lunghe maratone teatrali firmate da Antonio Latella, rispettivamente dedicate a Pasolini e alla Medea euripidea, non potevamo lasciarci scappare la gioia e la curiosità, nonostante l’ardua ma piacevole fatica delle diciannove ore previste, di assistere a “Santa Estasi”, esito finale della scuola di Alta Formazione di ERT, curata dal regista napoletano e incentrata sulla pedagogia e lo studio della tragedia.

Per questo bellissimo evento, sette giovani drammaturghi – Riccardo Baudino, Martina Folena, Matteo Luoni, Camilla Mattiuzzo, Francesca Merli, Silvia Rigon e Pablo Solari – coordinati nel progetto da Federico Bellini e Linda Dalisi e guidati da Latella, hanno scelto di declinare il mito e le vicende della stirpe degli Atridi attraverso otto testi messi in scena da 16 giovani attori.
Insieme ai drammaturghi hanno lavorato allo studio dei materiali, alla sperimentazione e all’allenamento di una modalità dello “stare in scena” che potesse indagare i confini dell’atto rappresentativo.

Dopo una parentesi di un paio di mesi (periodo in cui gli attori sono stati invitati a tenere un diario relativo al lavoro), la seconda fase del progetto si è concentrata sullo studio dei testi prodotti nel primo periodo e sulla preparazione degli spettacoli.
Nell’ottica di un unico grande spettacolo diviso in otto movimenti, la costruzione dei singoli lavori ha proseguito per percorsi paralleli, anche nel rispetto di una visione musicale (curata da Franco Visioli, con coreografie di Francesco Manetti) che hanno previsto l’attraversamento e la sperimentazione dei diversi linguaggi teatrali con cui gli attori hanno dovuto confrontarsi.


Photo: Brunella Giolivo

Photo: Brunella Giolivo

Otto quindi gli spettacoli a cui abbiamo assistito in concatenamento tra loro: l’Ifigenia in Aulide da Tieste di Seneca e quella di Euripide, la Elena da “Le Troiane” e quella di Euripide,
l’Agamennone da Eschilo, Elettra e Oreste da Euripide, Eumenidi da Eschilo, Ifigenia in Tauride ancora da Euripide e Crisotemi, incentrata sull’ultima figlia di Agamennone e Clitemnestra, a cui la nostra contemporanea Linda Dalisi ha dedicato un dolente omaggio tra i fantasmi della sua povera famiglia.

Abbiamo così seguito passo passo la storia della famiglia degli Atridi, dall’orrendo pasto offerto da Atreo al fratello Tieste dei suoi figli, sino alla ricomposizione dell’Hybris in un nuovo equilibrio operato nelle vicissitudini del personaggio di Oreste, nelle “Eumenidi”, attraverso le morti cruente di Agamennone, Clitemnestra, Egisto, Cassandra e le curiose esemplari vicende parallele di Elena e Ifigenia.

Otto spettacoli che ci hanno portato alle origini dell’atto teatrale, narrandoci una storia dolorosa che da quasi 2500 anni ci parla del concetto di tragedia, ma soprattutto che ancora parla di noi, delle nostre ossessioni, delle nostre paure, di tutto ciò che di più profondo è celato nel nostro essere. E non a caso, in lontananza ma sempre ben presenti, sono posti due grandi specchi che riflettono per 19 ore le nostre immagini.

Otto spettacoli che si presentano in altrettante forme teatrali diverse: dal monologo (Crisotemi), al teatro filosofico (Ifigenia in Tauride), alla parodia (Oreste); dalla proposta corale (Agamennone), al dramma borghese (Elettra) e al contrappunto ferocemente ironico (Elena); dal paradosso onirico (Eumenidi) sino alla messa in scena di una prova generale dove tutti sono in attesa e presenti in palcoscenico (Ifigenia in Aulide), che introduce il tutto.

Photo: Brunella Giolivo

Photo: Brunella Giolivo

Otto spettacoli densi, a volte imperfetti, a volte strabordanti, con troppi finali e direzioni, ma tutti a loro modo emozionanti, che hanno avuto la capacità di tenerci sempre letteralmente desti sul filo di un teatro che narra storie universali. Perché di storie esemplari dobbiamo nutrirci per restare vivi, come ci ricorda Oreste parlandoci dalla scena.
Pochi gli oggetti utilizzati per riconsiderare ogni volta il grande spazio del Teatro delle Passioni di Modena: tavoli di legno, sedie, un forno, divani, un grande cavallo con unicorno, una fila di porte che si chiudono e si aprono ricordando da vicino l’allestimento dell’Arlecchino di Latella.

Registri teatrali sempre diversi, coniugati classicamente e in modo contemporaneo, tra ironia e declamazione, coralità antica e canzoni moderne cantate a squarciagola, dramma e narrazione, gestualità rarefatta e dirompente, per dodici intense ore di spettacolo e sette di intervalli in cui riconsiderare le suggestioni ogni volta percepite, senza mai chiudere occhio, nella convinzione di essere immersi in un’esperienza unica, dove veramente il teatro diventa rito estatico.

Photo: Brunella Giolivo

Photo: Brunella Giolivo

Molti i momenti che resteranno impressi nella nostra memoria di spettatori: il fraterno lungo abbraccio tra Pilade, Oreste ed Elettra; i contrappunti perfetti di Isacco Venturini e Alessandro Bay Rossi – ora Dioscuri, ora Messaggeri, ora Erinni -; la scatenata Elena di Barbara Chicchiarelli, da sola e nel coro ironico e istrionesco con le sue consorelle; l’immensa vitalità dell’Oreste di Christian La Rosa; l’irresistibile beckettiana performance di Alexis Aliosha Massine nei panni di Meschino, sconosciuto marito della figlia assassina di Clitemnestra; e la perfetta riscrittura dell’Elettra di Euripide operata dal giovane Matteo Luoni, che dovrebbe esser fatta circuitare, secondo noi, come spettacolo a sé stante.

Ma bravissimi davvero tutti i 16 giovanissimi interpreti, che vogliamo qui ricordare: Alessandro Bay Rossi, Barbara Chichiarelli, Marta Cortellazzo Wiel, Ludovico Fededegni, Mariasilvia Greco, Christian La Rosa, Leonardo Lidi, Alexis Aliosha Massine, Barbara Mattavelli, Gianpaolo Pasqualino, Federica Rosellini, Andrea Sorrentino, Emanuele Turetta, Isacco Venturini, Ilaria Matilde Vigna, Giuliana Vigognadi.
Un bellissimo progetto, intimamente pedagogico, di cui il teatro italiano ha estremamente bisogno.

Photo: Brunella Giolivo

Photo: Brunella Giolivo

Ifigenia in Aulide da Tieste di Seneca e Ifigenia in Aulide di Euripide
adattamento Francesca Merli
tutor Antonio Latella e Federico Bellini
assistente alla regia Francesca Merli

Elena da Le Troiane e Elena di Euripide
adattamento Camilla Matiuzzo
tutor Antonio Latella e Linda Dalisi
assistente alla regia Camilla Mattiuzzo

Agamennone da Eschilo
adattamento Riccardo Baudino
tutor Antonio Latella e Federico Bellini
assistente alla regia Riccardo Baudino

Elettra da Euripide
adattamento  Matteo Luoni
tutor Antonio Latella e Linda Dalisi
assistente alla regia Matteo Luoni

Oreste da Euripide
adattamento Pablo Solari
tutor Antonio Latella e Federico Bellini
assistente alla regia Pablo Solari

Eumenidi da Eschilo
adattamento Martina Folena
tutor Antonio Latella e Linda Dalisi
assistente alla regia Martina Folena

Ifigenia in Tauride da Euripide
adattamento  Silvia Rigon
tutor Antonio Latella e Federico Bellini
assistente alla regia Silvia Rigon

Crisotemi di Linda Dalisi
assistente alla regia Linda Dalisi
Con: Alessandro Bay Rossi, Barbara Chichiarelli, Marta Cortellazzo Wiel, Ludovico Fededegni, Mariasilvia Greco, Christian La Rosa,  Leonardo Lidi, Alexis Aliosha Massine, Barbara Mattavelli, Gianpaolo Pasqualino, Federica Rosellini, Andrea Sorrentino, Emanuele Turetta, Isacco Venturini, Ilaria Matilde Vigna, Giuliana Vigogna.

drammaturghi al progetto Federico Bellini e Linda Dalisi
allestimento e costumi Graziella Pepe
musiche Franco Visioli
duelli, movimenti e coreografie Francesco Manetti
progetto video Lucio Fiorentino
luci Tommaso Checcucci
assistente al progetto Corso di Alta Formazione di Emilia Romagna Teatro Fondazione Brunella Giolivo
produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione
con il sostegno di Fondazione Cassa di risparmio di Modena

Visto a Modena, Teatro delle Passioni, l’11/12 giugno 2016

stars-4.5

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