Santarcangelo 41. Tra cori ed attori al via l’edizione 2011

Santarcangelo 2011C’è una parola per definire l’andamento di questi ultimi anni del festival di Santarcangelo, giunto alla quarantunesima edizione: “murenico”. Una parola nuova che rimanda alla murena, un pesce che si snoda come un serpente, senza spigoli, senza rotture e che è anche l’immagine simbolo disegnata da Leila Marzocchi e scelta da Ermanna Montanari, direttrice artistica dell’edizione 2011, al via questa settimana, da venerdì 8 luglio fino a domenica 17.

In una conferenza stampa fiume l’attrice (intervistata qualche giorno fa da KLP), nonché fondatrice dello storico Teatro delle Albe assieme a Marco Martinelli, ha presentato il programma del festival che, con questa edizione, chiude il triennio di direzione artistica inaugurato da Chiara Guidi della Societas Raffaello Sanzio nel 2009 e proseguito da Enrico Casagrande dei Motus nel 2010.

Ognuno dei tre artisti ha posto l’accento su un aspetto particolare del fare teatro, in linea con la propria ricerca artistica. L’edizione curata da Chiara Guidi aveva visto protagonista la musica in varie declinazioni, una scelta che, a detta della Montanari, “ha aperto Santarcangelo alla piazza e a una visione di bellezza.” Casagrande aveva invece portato lo scorso anno il contemporaneo.
Ermanna Montanari parlerà dell’attore: “Attore come emblema concreto del fare-disfare-rifare, l’attore che chiama in causa lo spettatore, senza il quale non si dà teatro”. L’attore però non è una figura data, c’è un interrogarsi intorno a questa figura: qual è il suo porsi nella società oggi? Nell’antica Grecia gli attori erano detti tecnici di Dioniso, dove per tecnica si intendeva arte e conoscenza: dov’è oggi la tecnica dell’attore?

La Montanari utilizza una parola molto significativa, “graffiare”: graffiando intorno alle questioni che si è posta, scavando nella parola attore, che definisce stonata, difficile da pronunciare, ha trovato una doppia immagine. L’attore capace di fondare una compagnia e di definire una coralità, a cui fa da contrappunto la figura-mondo, artisti il cui lavoro solitario e disciplinato lascia intravedere un’idea di questa coralità.
Il programma di Santarcangelo rispecchierà, fedele, questa intuizione, chiamando a raccolta da tutto il mondo compagnie e artisti-monadi.

Dal Giappone, la compagnia Seinendan guidata da Oriza Hirata presenterà due lavori.
In “The Yalta Conference” tre attori recitano le parti di Churchill, Stalin e Roosevelt che, fra canzoncine e giochi di bambini, si spartiscono il mondo nella sala consiliare del Comune di Santarcangelo.
“Tokyo Notes” invece è un affresco corale di venti attori che, nel bookshop di una mostra monografica su Vermeer, danno vita con estrema naturalezza a un chiacchiericcio quotidiano che viene squarciato, alla fine, da una domanda.

Nell’ungherese “Frankenestein Project” verrà rappresentato il set di un film, pretesto per sviluppare una partitura drammaturgica che, attraverso un iper-realismo e un linguaggio da fumetto, racconterà i meccanismi della tensione verso lo straniero.

A queste figure corali faranno da contrappunto due figure-mondo: la tedesca Antonia Baher con “Ridere”, una ricerca quasi analitica sul meccanismo del contagio nella risata, e il bulgaro Ivo Dimchev con “Som Faves”, un ritratto intimo in cui il performer si relazionerà a temi che lo riguardano attraverso il linguaggio del teatro e della danza.

Per l’Italia ci saranno i Masque Teatro che, con due azioni teatrali distinte, indagheranno la tensione-relazione tra performer e macchina.
Fanny&Alexander sarà presente con “T.E.L.”, un dispositivo per comunicazioni utopiche – sperimentato già fra Torino (Festival delle Colline) e Napoli (Ntfi) – in cui due attori, in altrettante città diverse, saranno in collegamento continuo e protesi verso lo stesso oggetto.
I Motus avviano un percorso che disegna un lungo asse temporale: 1968 – 2068. Un viaggio verso la Rivoluzione Permanente iniziato dal Living Theatre con “Paradise Now” e che ora la compagnia riminese intende proseguire, coinvolgendo la storica fondatrice del Living, Judith Malina.
Tra gli artisti-monade, anche Sonia Bergamasco che con “Discorso” si rivolge a una comunità, ma irriducibilmente composta di individui messi assieme per un ascolto.
Fiorenza Menni di Teatrino Clandestino, accompagnata da una violoncellista, proporrà un dialogo fra voce e violoncello sul rapporto tra identità individuale e identità collettiva.

La dimensione della coralità voluta da Ermanna Montanari si articolerà anche attraverso la creazione di cori: da quello di canto gregoriano, a cui partecipano i cittadini di Santarcangelo, al coro-polmone del festival, Eresia della Felicità. Adolescenti incontrati dalle Albe in giro per il mondo saranno radunati nella cittadina romagnola per un atto creativo sul ribelle adolescente Majakovskij.
E non ultimo un coro di sedie. A ogni teatro italiano è stato chiesto di donare una sedia per la piazza di Santarcangelo, simbolo del festival, e una foto sullo schienale testimonierà la provenienza di ciascuna sedia. Un gesto simbolico di resistenza, ma anche di movimento per “un teatro che torna alle origini e penetra nello spazio delle città”, come ha dichiarato il sindaco e presidente pro tempore del festival, Mauro Morri. Che ha deciso di aprire al teatro anche le porte del Palazzo Comunale, mettendo a disposizione uffici e sale.

Abbozzando un bilancio sull’esperimento di gestione triennale del festival, si può tendere verso un esito complessivamente positivo. Senz’altro lo è per gli organizzatori, e non solo dal punto di vista dei contenuti artistici, ma anche rispetto all’apparato-critico organizzativo coordinato da Silvia Bottiroli, Rodolfo Sacchettini e Cristina Ventrucci.
In conferenza stampa è Chiara Guidi a porre l’accento sulla significatività del loro intervento, capace di contribuire non solo attraverso una gestione pratica ma anche con una visione artistica allargata. È proprio su queste figure, capaci di porsi trasversalmente rispetto alla gestione del festival, che si deve concentrare il futuro di Santarcangelo.
La crisi c’è, è noto e fin troppo ripetuto. Ma c’è anche una volontà di tenere in vita una rassegna che è diventata negli anni, con alti e bassi, un punto di riferimento nel panorama artistico italiano. L’apparato istituzionale partecipa con un sostengo economico che vede la partecipazione di pubblico (Regione, Provincia, Ministero della Gioventù) e di sponsor privati. Gli artisti e l’organizzazione collaborano per mantenere in vita una proposta articolata e di qualità.
Fanno riflettere le parole di Chiara Guidi quando afferma che bisogna uscire dall’obbligo consolatorio di legare il festival al nome di un artista; piuttosto bisogna incentivare il ruolo del comitato organizzativo. Perché la crisi non è solo blocco, ma anche occasione per vedere da vicino i problemi e affrontarli con una pratica, con un fare quotidiano come unica soluzione.

Questa settimana anche il concorso di KLP si sposta a Santarcangelo, mettendo in palio 1 biglietto omaggio per lo spettacolo di Lucia Calamaro “L’origine del mondo: ritratto di un interno” (parte I e II), che si terrà al Teatro Petrella di Longiano sabato 16 luglio alle ore 19. Avete fino a venerdì di tempo per rispondere e partecipare all’estrazione! Buon festival.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *