Santeramo e Sinisi per una società che ha perso i padri

La prima cena

La prima cena (photo: Angelo Maggio)

Schiacciati, quasi a scontrarsi uno contro l’altro.
Si muovono entro una scena che riduce le distanze ma azzera, al contempo, ogni possibilità di compassione, i protagonisti de “La prima cena”, spettacolo scritto da Michele Santeramo, regia di Michele Sinisi, che ha debuttato, in prima nazionale, a Primavera dei Teatri.
E dove Santeramo, vincitore nel 2011 del Premio Riccione, sta conducendo anche un laboratorio di scrittura drammaturgica.

Già dalle prime battute emerge con forza una delle tematiche che guidano la narrazione: l’intenzione di mostrare e celebrare, attraverso una scrittura precisa, convincente, affilata e tagliente, la morte dell’amore in certi rapporti familiari.

L’incontro che obbliga due fratelli ed una sorella, con i rispettivi coniugi, a rivedersi e a passare del tempo insieme, è voluto da un padre che, a un mese dal suo funerale, ha dato precise disposizioni affinché i figli si ritrovassero per condividere una prima cena insieme, nella casa dove il genitore ha vissuto sino alla morte. Ma non c’è amore né tra le coppie, indebolite dalla routine, dai segreti, dalla noia e da ferite ancora non rimarginate, né tra i fratelli.


Troppo difficile riuscire a condividere il loro vissuto, reso ancora più dolente da una figura paterna violenta e per nulla esemplare nei gesti e nei sentimenti, che li attira a sé, dopo la morte, solo con la scusa dell’eredità.
Al posto di soldi o ricchezze, però, i sei, ciascuno animato a suo modo da desideri di rivalsa, possibili vie di fuga da un presente claustrofobico, tutti abitati da paure inconfessate e mostri con cui combattere, trovano una scatola piena di gratta e vinci.

L’unica possibilità per loro è tentare la fortuna che il padre sembra abbia voluto lasciare come ultima occasione di riscatto, in un presente sempre più disgregato da cui arrivano, attraverso una piccola radiolina che dà voce al mondo fuori dallo spazio asfittico della casa del padre, prima lontani, poi sempre più vicini, i rumori di guerre e devastazioni che nel quotidiano si finge di non sentire, ma di cui presto si pagheranno le conseguenze.

Non solo, dunque, la crisi della famiglia, ma quella di tutta una società che ha perso i padri, costretta a fare i conti con un disagio crescente.
L’escamotage dei gratta e vinci porta a riflettere anche sul fenomeno del gioco d’azzardo patologico, un vortice che paradossalmente colpisce, oggi, i ceti più poveri, gli anziani, i giovani, che tentano la fortuna per cercare un sospiro di sollievo dalla crisi economica e dalla mancanza di futuro.
Ma pure la fortuna metterà i sei, ancora una volta, l’uno contro l’altro.

«”La prima cena” è il frutto dell’incontro tra la residenza artistica di San Miniato in Toscana e quella di Andria, in Puglia – ha chiarito Enrico Falaschi, direttore artistico del Teatrino dei Fondi, che produce lo spettacolo, durante la conferenza stampa che ha preceduto la prima nazionale, una felice novità inserita nel programma di Primavera dei Teatri per approfondire temi e contenuti degli spettacoli giornalieri – Michele Sinisi e Michele Santeramo hanno così intrapreso un lavoro con un gruppo di attori, alcuni toscani, un calabrese e un argentino, un universo composito per storie e provenienza, per un progetto di drammaturgia contemporanea sviluppato anche dalla casa editrice Titivillus».

Nello spazio scenico ridotto e schiacciato, immaginato da Federico Biancalani, un gruppo di attori affiatato (Mauro Barbiero, Silvia Benvenuto, Anna Dimaggio, Matias Endrek, Alberto Ierardi e Silvia Rubes), che della famiglia incarna tanti vizi e poche virtù, riesce a dare corpo a uomini e donne svuotati, simulacri di ciò che poteva essere e non è stato: una possibilità mancata che emerge in alcuni piccoli barlumi di incontro possibile, un attimo di amore, illuminato da una luce chiara che mette in ombra e cancella il dolore, ma che è destinata a durare solo pochi, impercettibili, istanti.

La prima cena
di Michele Santeramo
regia: Michele Sinisi
con: Mauro Barbiero, Silvia Benvenuto, Anna Dimaggio, Matias Endrek, Alberto Ierardi e Silvia Rubes
scenografie: Federico Biancalani
costumi: Anna Dimaggio
tecnica: Angelo Italiano
assistente alla regia: Rosa Iacopini
organizzazione: Serena Genero
comunicazione e grafica: Cristiano Minelli e Gabriel Storher
direttore artistico: Enrico Falaschi
produzione: Teatrino dei Fondi residenza artista di San Miniato con il sostegno della Regione Toscana

durata: 60’
applausi del pubblico: 1’ 30’’

Visto a Castrovillari, Teatro Sybaris, il 29 maggio 2014


 

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