La coppia Ianniello e Saponaro mentre fuori “Chiòve”

Chiòve
Chiòve

Chiara Baffi in ‘Chiòve’ (photo: Fabio Esposito)

A chi di noi non è mai capitato di leggere con curiosità la frase di un Bacio Perugina appena scartocciato? Spinti dalla semplice golosità o dal desiderio di conoscere la “frase della nostra vita”, tra un aforisma di “W. Shakespeare” o di un “Anonimo”, senza accorgercene decidiamo le sorti di quella piccola striscia di carta, riaccartocciandola insieme alla stagnola dell’involucro per cestinarla o abbandonarla in giro, in attesa che sparisca al primo soffio d’aria.

Lali fa parte di quelli che mangiano il Bacio Perugina principalmente per cercare la frase che cambierà il corso della propria giornata. Nella sua stanza è circondata da pochi e malmessi oggetti: una sedia, un letto, un comodino col telefono, un frigorifero e una scatola di scarpe, in cui conserva scrupolosamente ogni strisciolina dalle parole in blu che quei cioccolatini le regalano.
Il suo mondo sembra fatto della stessa carta di quelle frasi: traslucido, inconsistente, stropicciato. Fuori dalla stanza c’è un altro mondo, quello dei Quartieri Spagnoli di Napoli, portatore malsano di detriti, che sa offrirle solo droga, prostituzione e cd di bancarella.

Lali, insieme a Carlo e Davide, è protagonista di “Chiòve”, spettacolo che chiude la stagione di teatro contemporaneo 2009/2010 del teatro Aurora di Marghera organizzata da Questa Nave (vincitori del Premio della Critica 2010 proprio per la stagione). Una chiusura firmata dalla compagnia napoletana Teatri Uniti che, grazie a “Chiòve”, è stata premiata dall’Eti con gli Olimpici del Teatro 2009 per il miglior spettacolo d’innovazione e Premio Ubu 2008 come miglior attrice under 30 a Chiara Baffi (Lali, appunto).


Il testo è tratto da “Piove a Barcellona” del giovane autore catalano Paù Mirò, tradotto in napoletano da Enrico Ianniello (nel ruolo di Davide) per trasportare l’azione dalla Spagna a Napoli, città dal linguaggio colorato e verace, che ben esalta i caratteri dei tre personaggi e la tipica ambientazione popolare.
A una realtà chiusa nella sua ignoranza, che si accontenta del poco che ha senza preoccuparsi di ciò che non ha, si contrappone il desiderio di cambiare, che in Lali, prostituta di mestiere, si traduce nell’ambizione a sembrare “normale”. Finge con se stessa e col suo convivente-pappone-mantenuto Carlo (Giovanni Ludeno) di essere felice della propria vita, cercando di reprimere il desiderio di “altro”.
“La cultura e i libri, i versi dei poeti, gli aforismi dei filosofi, i quadri dei grandi musei, restano solo un tranello se tutto si risolve nella lettura di un involucro di cioccolatino, nella poesia morta ed epigrafica dei Baci Perugina” afferma il regista Francesco Saponaro. Ed è proprio in questo tranello che Lali rischia di cadere. A darle una parvenza di aiuto sarà Davide, libraio e suo cliente “speciale”, che le farà credere nella possibilità di nuova vita, rendendola invece oggetto di compromesso tra lui e Carlo, per “1000 netti, servizi inclusi”.

Non è facile descrivere Napoli senza cadere in ottusi luoghi comuni, e neanche si può dire che quei luoghi comuni siano sempre menzogneri. Certo è che la discussa città partenopea può vantare d’aver dato patria non solo a Teatri Uniti e ad attori come Toni Servillo, Licia Maglietta, Andrea Renzi, ma anche a tanti altri nomi che portano nel panorama teatrale italiano ed internazionale una Napoli ben più ricca e sfaccettata degli stereotipi da frasi dei cioccolatini.
E della vera ambientazione di un appartamento/set dei Quartieri Spagnoli si è servita la compagnia per un esperimento singolare, allestendo, filmando e trasmettendo in tempo reale la messa in scena, ripresa in diretta e proiettata contemporaneamente su grande schermo in alcune sale di Napoli, Barcellona, Roma, Cosenza, su internet e sul satellite: un interessante dialogo tra gli attuali mezzi di comunicazione, che sottolinea come anche Teatri Uniti cerchi nuove commistioni fra linguaggi teatrali e cinematografici nell’era digitale.

Chiòve
di Pau Mirò
traduzione: Enrico Ianniello
con: Chiara Baffi, Enrico Ianniello, Giovanni Ludeno
spazio e regia: Francesco Saponaro
produzione: Teatri Uniti
durata: 60′
applausi del pubblico: 3′ 29”

Visto a Marghera (VE), Teatro Aurora, il 26 maggio 2010

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