Schiera 5: verso la Festa Umana al Valle Occupato

La festa umana (photo: teatrovalleoccupato.it)

La festa umana (photo: teatrovalleoccupato.it)

Si avvia alla conclusione il decimo capitolo delle permanenze al Teatro Valle Bene Comune che, dal 20 al 25 febbraio, è stato interamente dedicato a “Schiera5/Awareness Line“, una settimana di formazione artistica per la costruzione di una città invisibile attraverso il cantiere per la parola di Gabriele Vacis, il cantiere per l’azione fisica di Barbara Bonriposi e il cantiere per il canto di Domenico Castaldo.

Il metodo Schiera è lo spazio di ricerca consapevole (awareness) dell’attore e della sua presenza scenica, un respiro comune come spiraglio di bellezza per l’atto artistico. Questo ambiente pedagogico nasce a metà degli anni ’80 in uno dei primi spettacoli del Laboratorio Teatro Settimo e viene portato avanti grazie al lavoro di Vacis con gli allievi attori della Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano (fino al 2005) e gli allievi palestinesi del Palestinian National Theatre nell’ambito del progetto TAM_Theatre and Multimedia Arts del Ministero agli Affari Esteri per la Cooperazione allo Sviluppo.

Il Teatro Valle Occupato ha ospitato la permanenza (curata da Cristian Ceresoli, Andrea Ciommiento, Francesca Romana Di Santo, Silvia Gallerano, Inti Nilam, Roberto Tarasco e lo stesso Vacis) in una fase determinante del suo percorso, a distanza di otto mesi dall’occupazione del 14 giugno 2011. Da poche settimane è infatti attiva la campagna promozionale per la nascita della Fondazione Teatro Valle Bene Comune, un nuovo modo di intendere la gestione culturale come partecipazione attiva che nasce dal basso.

Oltre ai cantieri di formazione e i concerti della notte, il programma di Schiera5 ha dato spazio a tre appuntamenti di approfondimento e confronto politico-economico (l’ultimo dei quali avrà inizio fra poco, alle dieci di questa mattina): “Non è vero che i soldi non ci sono”, ovvero come produrre in economia all’interno delle grandi strutture pubbliche e private; “Dall’arte agli apparati”: racconti e interventi sulle realtà teatrali che nascono con le più nobili intenzioni e scivolano vorticosamente nel mantenimento dell’apparato trascurando l’atto artistico; “Ma quanto costano i tagli alla cultura”, comparazioni tra i diversi sistemi teatrali europei in riferimento al Pil e ai finanziamenti per la cultura tra pubblico e privato.

La serata odierna al Valle Occupato sarà dedicata al TAM di Gerusalemme e al cantiere per la parola curato da Gabriele Vacis “Grace Under Pressure-Resistenze”, seguito da “Quelli che sbagliano il rigore” teatro canzone a cura di Inti Nilam on Orchestra del Teatro Valle Bene Comune e interventi di Araucaìma Teatro, Bio, Gianluca Casadei, Fabio Castello, Riccardo Forneris, Giorgia Gold, Andrea Primignani, Cristina Vetrone e altri.

Gran finale sabato 25 febbraio, dalle 22 fino all’alba, con “La Festa Umana”, esplosione notturna dei tre cantieri per la parola, il canto e l’azione fisica che vedrà avvicendarsi sul palco (e non) del Valle oltre 150 artisti.

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