Teatro, danza, poesia. In modo lieve

E se fosse lieve
E se fosse lieve

photo: vascomirandola.it

Uno spazio scenico astratto, dominato da un grande quadro, pochi oggetti a segnare luoghi immaginari. Un lui in completo bianco e camicia colorata; una lei con tacchi alti, polpacci delineati da danzatrice, corpo fasciato da un tailleur, cappelli messi e tolti, usati e abusati, portati via dal vento, raccolti come foglie.
Sopra tutto, e a fare da collante, la poesia: Prevèrt, Neruda, Carver e Szymborska, Gualtieri e Borroughs, Dickinson, Lamarque e Stanesku: versi detti, interpretati, danzati.
Nessuna storia eppure tante storie come solo la poesia sa evocare; tante immagini, attimi di vita: emozioni, piccole sensazioni, tenerezze, abbandoni, stupori, melanconie raccolti in un gesto, evocati da un verso.

In quel labile confine che divide la danza dal teatro si incontrano Vasco Mirandola, attore con un percorso artistico variegato che va dal cinema al teatro fino alla collaborazione con SostaPalmizi, e Enrica Salvatori, danzatrice con un passato nel Wuppertal Thanztheater, tornata sulla scena dopo anni di assenza e con la ricchezza aggiunta della maternità.

Voce e movimento si incontrano, e fanno incontrare, la parola poetica e il gesto evocativo in una danza lieve che parla dei piccoli mali della vita, delle sue luci e delle sue ombre. Lo spettacolo scorre appunto lieve come una piuma, come una carezza, e anche la carne e la passione si stemperano in un minimalismo quotidiano che le sottende senza mostrale.

Il peso del teatro danza di Pina Bausch è evidente: la ripetitività delle sequenze, gli ampi disegni delle braccia come i piccoli movimenti delle mani, la gestualità ripresa dalla quotidianità a raccontarci brandelli di vissuto divenuti universali nell’astrazione, l’ispirazione che nasce da un’aderenza totale del corpo al sentire. La danza adesso ha fatto altre strade, si è volta ad altri orizzonti dove sia la qualità del gesto che la forza ispiratrice sono altre.

In tal senso lo spettacolo non ha niente di innovativo; è nel solco di un già visto e conosciuto, ma trova il suo senso nell’onestà e nella dignità di un lavoro che si riscopre tale: essere attore, essere danzatore, portare in scena il proprio vissuto nell’essenzialità e nell’umiltà di ciò che si è.
E nella pretenziosità che spesso accompagna il fare teatro dei nostri tempi forse questo non è poco.

E SE FOSSE LIEVE
di Vasco Mirandola
regia: Vasco Mirandola
con: Vasco Mirandola, Enrica Salvatori
coreografie: Enrica Salvatori
pittura e sculture: Carlo Schiavoni
disegno luci: Luca Diodato
costumi: Silvana Galota
in collaborazione con Sosta Palmizi
durata: 55’
applausi del pubblico: 2’

Visto ad Ancona, Teatro Studio alla Mole Vanvitelliana, il febbraio 2011