Se il gioco del potere ha regole da democrazia

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Atti di ordinario esercizio democratico

Lo spirito della democrazia impone la condivisione di una serie di princìpi: le regole del gioco democratico. Efficaci o meno nel garantire governabilità e stabilità, devono però necessariamente essere scritte in modo chiaro, inequivocabile e inderogabile.

Gli atti di ordinario esercizio democratico ideati da LOSS – laboratorio operativo sistemi sensibili – vengono quindi introdotti da un decalogo in cui sono scritte le regole di esercizio del sistema di creazione democratica. Inevitabile, a questo punto, la preoccupazione dello spettatore, assunto il ruolo di Osservatore, di vedersi coinvolto nel gioco durante i quarantacinque minuti della performance.

I performer, Aderenti al sistema, si muovono all’interno di uno spazio d’azione di forma rettangolare contrassegnato da lettere alfabetiche. Allo spegnersi delle luci esprimono la propria preferenza eleggendo un Delegato che, nei cinque minuti a seguire, potrà prendere la parola e ordinare, o meglio, con democratica ipocrisia, ‘suggerire’ agli Aderenti le azioni da compiere.

Per poter prendere parte al gioco – sì, perchè, in fin dei conti, si tratta a tutti gli effetti di una specie di gioco di società che, regole alla mano, verrebbe voglia di replicare durante una serata tra amici – è necessario indossare scarpe rosse con tacchi a spillo e/o mutande. Il processo democratico, infatti, opera perchè a tutti sia offerta eguale rappresentanza ma funziona meglio in un contesto di culture, usi e costumi condivisi, per non dire omologati.

Nei cinque minuti in cui il delegato prescelto compie la propria opera di governo, qui chiamata opera compositiva, egli può avvalersi dei corpi dei rappresentanti. Ad evitare degenerazioni parla chiaro il punto 6 che stabilisce i limiti di potere del delegato: ad esempio, il divieto di suggerire azioni che implichino l’uso di calci, pugni, schiaffi, gomitate, ginocchiate, testate. Nel sistema di creazione democratica messo in scena da Luigi Coppola queste ed altre limitazioni vengono scrupolosamente rispettate (almeno, ma questa forse è consuetudine di ogni democrazia, fino a quando si è sottoposti allo sguardo degli Osservatori) nonostante lo sviluppo dell’esercizio vada via via evolvendosi su versanti di manifestazione sadica del potere.

Allo scadere dei quarantacinque minuti resta un pizzico di rimpianto per non aver avuto l’opportunità di prendere parte al gioco in prima persona, passando quindi dal ruolo di anonimo e marginale Osservatore a quello di Aderente, integrato nel Sistema e con una sua precisa identità, a cominciare ovviamente dalle scarpe rosse coi tacchi a spillo.

ATTI DI ORDINARIO ESERCIZIO DEMOCRATICO
regia: Luigi Coppola
con: Luigi Coppola, Arcangela Cursio, Marta Lucchini
una produzione: LOSS in collaborazione con Sistema Teatro Torino, Fabbrica Europa di Firenze, Officina Giovani di Prato, Stalker Teatro/Officine Caos

durata: 45′
applausi: 55”

Visto a Torino, Officine CAOS, il 2 maggio 2008

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