Sieni, Blanca Li e Matsushita: la grande apertura di Civitanova Danza

Blanca Li presenta Robot
Pinocchio

Pinocchio (photo: Virgilio Sieni)

La prima giornata del festival Civitanova Danza 2013 è nel segno del coinvolgimento. Il programma prevede infatti una maratona di tre spettacoli che vanno ad abitare i tre teatri della cittadina marchigiana, oltre ad un momento dedicato all’esibizione delle scuole di danza del luogo.
In apertura un focus sul tema “Emergere/Essere giovani” vede tra i relatori Francesca Bernabini, presidente di Federdanza, Selina Bassini, direttrice con Monica Francia di Cantieri Danza, e Virgilio Sieni, direttore quest’anno della Biennale Danza di Venezia.

All’Hotel Miramare, che ospita l’incontro di apertura, è presente uno stuolo di ragazzine con tipico look da ballerina in erba: capelli tirati in un perfetto chignon, precise e ordinate fanno gruppo un po’ intimidite, mentre le loro insegnanti si scambiano battute, e gli invitati di riguardo, operatori di festival e reti venuti da tutta Italia, si riconoscono, si salutano, si aggiornano sui rispettivi lavori. Un senso di grande familiarità aleggia, di accoglienza e riconoscimento.
L’incontro si snoda sui temi caldi che riguardano la danza: la necessità di concepire un sistema e dargli un ordine, la lotta per attivare possibilità legislative che permettano nuovamente alla danza di trovare uno spazio riconosciuto all’interno delle rassegne teatrali, una modalità, questa, che appunto potrebbe aprire spiragli di possibilità ai giovani che si affacciano in questo mondo.
Selina Bassini racconta dell’esperienza di Anticorpi XL, un network nato con la finalità di sostenere in vari modi i giovani danz-autori. Ma su tutti si leva la voce di Virgilio Sieni, la sua visione forte legata ad un fare e a un pensare che il lungo lavoro sul campo ha nutrito di esperienza e di profondità. Le sue parole snodano e pian piano sostanziano un’idea di percorso che non può prescindere dal corpo, come luogo che il vissuto personale e culturale struttura, e che quei segni poi rimanda, sbriciolando le tecniche per dar vita a forme di danza. Ribadisce l’importanza dei dettagli e dell’attenzione che bisogna attribuirgli nei percorsi formativi, per riuscire a donare al corpo quella “costellazione di gesti” che andrà a formare la danza di ognuno; riporta infine stereotipi e luoghi comuni con cui troppo spesso ci si approccia dentro un senso più coerente e lungimirante. Ripensando alla Biennale da poco conclusa, agli eventi che l’hanno composta, sembra di poter vedere le trame e l’ordito di un grande arazzo che appunto solo una visione forte può comporre.

Un aperitivo nel giardino dell’albergo permette alle chiacchiere di scorrere nell’incontro e nel confronto. Poco tempo per vedere la rassegna delle scuole, perché la navetta ci aspetta per portarci su a Civitanova Alta, nel cuore storico, e precisamente al teatro Annibal Caro, inaugurato sul finire del 1800 da Enrico Cecchetti, il maestro di danza più famoso del XX secolo.
Il teatro ha ospitato in residenza proprio Virgilio Sieni per il debutto del suo nuovo spettacolo “Pinocchio _ leggermente diverso”.

Interprete unico è Giuseppe, un ragazzo non vedente che da alcuni anni si prepara alla danza. In scena tutte le icone della storia che ben conosciamo: le orecchie da somaro, il lungo naso, la giacchetta colorata, il cappello a punta.
Lo spettacolo vive di una atmosfera rarefatta, sospesa; tempi lunghi, silenzi, attimi di danza intima e poetica lasciati lì a mezz’aria ad aleggiare, dettagli che costruiscono partiture lievi, lontane da ogni frastuono.

Passi titubanti negli spostamenti, alla ricerca dei luoghi immaginati, frammentano le scene e rallentano il ritmo.
Ciò che lì, sul momento, sembrava pesante, lento, nella memoria ritrova invece un senso unitario di spazio protetto da frenesie ed estetismi inutili: la composizione di un quadro dai colori delicati ma coerenti di un tempo e un luogo che forse noi, umani dalla vista iperstimolata, possiamo solo intuire.
Di corsa giù per i vicoli lastricati con i commenti che si intrecciano: la navetta ci attende per riportarci a Civitanova Bassa al Teatro Rossini.

In scena “Robot!” di Blanca Li, l’esatto opposto di ciò che ci siamo lasciati alle spalle: iperstimolazione dei sensi, musica elettronica martellante, effetti luce caleidoscopici. Bellissima e accattivante è la parte relativa agli automi dei Maywa Denki, strumenti musicali dalle forme fantastiche attinte al mondo della natura o dei fumetti, che creano sia la scenografia immaginifica che il tappeto sonoro dell’intero spettacolo.
Sorprendenti gli otto robot Nao: 58 cm. di altezza con capacità motorie stupefacenti, che ci rimandano a tutto quell’immaginario che tanta parte di cinema ha prefigurato.

Sul palco otto danzatori, bellissimi e bravissimi, interagiscono con questo mondo tecnologico. La danza risulta però un po’ sorpassata, troppo legata a stilemi ormai visti e usurati, che sembrano non reggere il passo con la novità tecnologica dispiegata. Anche i contatti più ravvicinati sfruttano un macchiettismo di maniera forse troppo semplicistico.
Il momento più interessante: un solo di un danzatore su una musica particolamente ritmata, che inizia con movimenti presi dalla tecnica accademica, eseguiti forsennatamente per tenere un ritmo che indubbiamente non si confà a tali movenze, per poi tramutarsi in un parossismo in cui il corpo si scompone e si sconnette, fino a perdersi del tutto.

Blanca Li presenta Robot

I Robot! di Blanca Li

Un’ora e venti a questo ritmo ci lascia un po’ provati, ma non c’è tempo da perdere, l’ultimo spettacolo incombe. Ci spostiamo al Teatro Cecchetti, una fiumana di gente e il chiacchiericcio che intreccia sensazioni e commenti ad appunti più frivoli sul tempo.

Il sipario si apre su una fila di schiene: è “De visu in situ motus” di Masako Matsushita, giovane coreografa e performer, marchigiana nonostante il nome.
E’ un brano dal ritmo pensoso, con scelte coreografiche chiare, indice di una visione precisa, ma pare senz’anima, senza un’emozione reale e urgente a cui potersi collegare; predomina la sensazione di sentirsi fruitore di un prodotto ben confezionato ma a cui non si chiede di aderire con il cuore, solo di guardare.  
L’ormai consueto scollamento tra una sinossi concettualmente pregnante e una messa in scena che non sembra poterla sostenere fa rimpiangere la modalità che Pina Bausch adottò di non scrivere nient’altro che “un pezzo di Pina Bausch”, nel rispetto totale delle emozioni e dell’immaginario che ognuno mette in campo nel momento in cui accetta il patto che il teatro sottende.

La maratona è finita, ognuno volge i suoi passi al ritorno, gli ultimi commenti, i saluti. Per un giorno il teatro si è integrato con il quotidiano. Prossimo appuntamento: il 3 agosto.

Pinocchio leggermente diverso
Coreografia e regia: Virgilio Sieni
Interprete: Giuseppe Comuniello
Assistente al progetto: Giulia Mureddu
Direzione tecnica: Maria Elena Fusacchia
Produzione: Compagnia Virgilio Sieni
Collaborazione: AMAT per Civitanova Danza

durata: 60’
applausi del pubblico: 3’

Robot!
Uno spettacolo di Blanca Li in collaborazione con Maywa Denki
Coreografia e direzione artistica Blanca Li
Robot musicali Maywa Denki
Scenografia: Pierre Atrait
Luci: Jacques Chatelet
Video: Charles Carcopino
Robot programmer: Thomas Pachoud
Paternship: Aldebaran Robotics per NAO robots
coprodotto da Maison de la Culture de Nevers Automne en Normandie – Festival Montpellier Danse 2013
con il sostegno di Ambasciata di Francia in Italia  – Institut Francais d’Italie, Nuovi Mecenati

durata: 1h 20′
applausi del pubblico: 3’

De visu in situ motus
Coreografia: Masako Matsushita
Con: Masako Matsushita Gabriella Biancotto & Guests
Musiche originali: Federico Moschetti
Disegno luci: Flavio Urbinati
Produzione: HangartFest in collaborazione con AMAT per Civitanova Danza

durata: 25’
applausi del pubblico: 2’

Visti a Civitanova (AN) il 20 luglio 2013

 

Krapp is a poor man


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